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Mercoledì, 25 Aprile 2018

ALEPPO: REPORTAGE DALLA CITTÀ FANTASMA

Scritto da  Redazione Apr 08, 2013

“Aleppo è una città morta piena di vite. Quelle di ragazzini che ti guardano dai lati della strada, spesso seduti: chi dietro bombole del gas in vendita, chi accanto a pacchetti di sigarette americane impilate come un castello di carte, chi, quelli più grandi, forse 18 anni, forse, a far da sentinella, bandana nera in testa, pantaloni verde militare e fucile steso sulle ginocchia”. E’ questo l’incipit del reportage di Giuseppe Pace - pubblicato da Il Post - che il 2 aprile 2013 è entrato in Siria dalla Turchia meridionale, al posto di frontiera di Kilis, 60 chilometri da Gaziantep, la principale città dell’Anatolia. Da lì si è spinto per 150 chilometri verso sud nel territorio controllato dall’Esercito siriano libero (Esl), varcando il confine nei pressi del campo profughi di Bab al Salam e attraversando le città di A’zaz, Tlalil, Marea e l’Industrial City – Sheikh Najar, fino a raggiungere Aleppo.

 

Sotto i suoi occhi gli effetti della guerra civile: le devastazioni provocate dai missili Scud lanciati dall’esercito regolare; le condizioni difficilissime di Bab al Salam, dove per due giorni l’associazione italiana ‘Time4life’ ha distribuito centinaia di chili di aiuti per i tantissimi bambini presenti e un medico dentista, sempre dell’associazione, ha curato decine di profughi. Poi paesi fantasma, macerie, povertà. E un ospedale costruito sottoterra, per sfuggire ai missili. 
 
Redattore Sociale propone una photogallery (qui pubblichiamo due foto, ndr) con le immagini inedite scattate da Pace con uno smartphone: genitori e figli che attendono nel campo profughi la distribuzione degli aiuti, posti di blocco e interi rioni completamente rasi al suolo, sono i testimoni di un conflitto che dal 2011 ha fatto oltre 30 mila morti e non ha risparmiato neanche i bambini. 

Intanto si attendono sviluppi sulla situazione dei 4 giornalisti italiani sequestrati dalle forze ribelli nel nord del Paese. Farnesina e Rai chiedono ancor il silenzio stampa e massimo riserbo. Da tutti c'è attesa per uno sblocco di questa situazione che coinvolge un reporter Rai e tre free lance. 

Redazione

L'ultima modifica Giovedì, 24 Agosto 2017 13:23
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