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Sabato, 16 Dicembre 2017

KOBANE, LA MARCIA INTERNAZIONALE A UN ANNO DI RESISTENZA

Scritto da  Redazione Set 09, 2015

Un anno fa esatto, la città di Kobane veniva assediata dal Califfato, dopo 134 giorni di resistenza Kobane è stata liberata ma gli attacchi non si sono mai fermati. Un anno dopo, la ricostruzione vera e propria ancora non è potuta partire. Molto è stato fatto (ripristinata la corrente, l'acqua, aperte le prime scuole) ma il più deve essere ancora realizzato. Perché il governo turco tiene chiusa la frontiera col Rojava.

Il 15 settembre, nel primo anniversario dell'inizio dell'assedio di Kobane, città simbolo della lotta all'Isis, è stata organizzata una manifestazione internazionale alla cosiddetta Porta Murscitpinar, alla frontiera verso Kobane, per chiedere l'apertura di un corridoio umanitario, che consenta l'arrivo di aiuti per la ricostruzione.
Dall'Italia sarà presente una vasta delegazione di associazioni, partiti, movimenti.

La Conferenza stampa di presentazione della carovana è stata fissata per il giorno 10 settembre alle ore 14.30 presso la sala Stampa della Camera dei Deputati in via della Missione n. 4 a Roma.

L'appello della Rete Kurdistan Italia, Uiki Onlus

Il 15 settembre 2014 Isis ha lanciato la prima ingente offensiva contro il cantone di Kobanê, in Siria. La popolazione curda, guidata dalle forze di autodifesa del popolo ( YPG e YPJ) ha organizzato una grande difesa contro l'attacco. La resistenza di uomini e donne all'interno di Kobanê, è stata una battaglia per la democrazia, per i diritti umani, per un futuro comune, per la legittimazione e l'uguaglianza delle donne nella società . Il supporto della Coalizione Internazionale è stato prezioso ma non sufficiente.

Kobanê è stata liberata dopo 134 giorni di resistenza, ma gli attacchi non si sono fermati: tra il 25 e il 27 giugno l' ISIS ha compiuto l'ennesima strage a Kobane dove più di 200 civili, la maggior parte dei quali donne e bambini, sono stati brutalmente assassinati.
Il 20 luglio un attentato suicida ha colpito in territorio turco il centro culturale Amara di Suruç, punto di riferimento della solidarietà internazionale con Kobane, provocando 32 vittime e 100 feriti tra i giovani dell'organizzazione dei giovani socialisti in procinto di partecipare alla ricostruzione della citta siriana.

A seguito di questo ultimo attacco, la Turchia pur mantendendo l'embargo su Kobane, ha dichiarato la propria partecipazione alla Coalizione Internazionale contro l'Isis, attuando però unicamente una politica feroce di attacco alle postazioni curde dello YPG, dello YPJ e del PKK, unici avversari in campo aperto delle bande dello Stato Islamico e contemporaneamente aprendo una campagna repressiva verso i sostenitori dei partiti di opposizione della Sinistra Turca e dei partiti filocurdi Hdp, Dbp e Dtk, arrestando piu di 1200 persone in territorio turco.
La resistenza della Rojava nonostante ciò continua e Kobane ha piu che mai necessità del sostegno internazionale. I servizi essenziali quali acqua ed elettricità, i rifornimenti di cibo e le cure sanitarie sono ai minimi livelli o addirittura inesistenti ed è necessario garantire ai rifugiati la possibilità di rientro nella propria città in modo sicuro, sostenendo la ricostruzione delle infrastrutture basilari, al fine di assicurare loro una vita dignitosa.

Kobanê e la regione del Rojava sono circondate ancora oggi da Isis. L'apertura del confine con la Turchia risulta quindi fondamentale. La popolazione di Kobanê ha urgentemente bisogno di un corridoio umanitario per ricevere gli aiuti necessari al fine di proteggere,rifornire e ricostruire la propria città.
Dopo la riconquista di Kobane, le forze anti-Isis curde hanno conquistato città strategiche come Tal Abyad, Ain Issa, Sarrin, Hasaka, e continuano l'avanzata liberando villaggi verso Raqqa, capitale dello Stato Islamico in Siria.
La ricostruzione di Kobane e il sostegno alla Rojava garantiscono oggi l'unico percorso possibile per una democratizzazione della Siria e dell'intera area, mentre l'obiettivo della Turchia di creare una buffer zone tra i cantoni di Kobane e Afrin, favorirà nei fatti l'avanzata delle forze jihadiste e qaediste mettendo a rischio centinaia di migliaia di vite umane. La situazione richiede una straordinaria attivazione della solidarieta internazionale.

Invitiamo perciò singoli attivisti, istituzioni, sindacati, partiti politici, ONG, autorità locali e internazionali alla partecipazione a una grande carovana internazionaleper promuovere la pace, per sostenere la stabilità in Siria e nelle regioni liberate dal terrorismo. La prima urgenza è l'apertura di un corridoio umanitario per esercitare pressioni nei confronti dell' ONU, che implementando la Risoluzione 2165 del 14 Luglio 2014 art.2, potrebbe essere in grado di garantire l'apertura di un ulteriore valico di confine.

Martedì 15 settembre, anniversario del primo attacco di Isis al cantone di Kobanê, saremo insieme a Suruç, in Turchia, nella città gemella di Kobanê e a pochi chilometri dal confine siriano, per esprimere il nostro appoggio politico e richiedere l'ingresso di un convoglio umanitario da costruire nelle prossime settimane come atto concreto della solidarietà internazionale.
Ci vediamo il 15 settembre a Suruç

Redazione

@nelpaeseit

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