Login to your account

Username *
Password *
Remember Me
Mercoledì, 18 Luglio 2018

ARMI, L'ITALIA TRIPLICA LE ESPORTAZIONI VERSO I PAESI IN GUERRA

Scritto da  Redazione Mag 06, 2016

Triplicato in un solo anno il valore delle esportazioni di armi da parte dell'Italia agli Stati in guerra, che ora supera gli otto miliardi di euro. E per la prima volta compare l'Iraq tra i clienti del nostro Paese.
In base a quanto si legge sulla relazione annuale del governo sull'export militare, negli ultimi dodici mesi l'Italia ha concesso autorizzazioni alle esportazioni di armamenti per un valore totale di oltre 8,2 miliardi di euro, mentre nel 2014 era di 2,9.

Gli 8,2 miliardi comprendono i 7,8 miliardi delle licenze di esportazione definitiva (che non includono i gettiti dovuti ad intermediazione e a licenze globali di programma), che nell'anno precedente erano invece di 2,6 miliardi. L'aumento è stato dunque pari al 197,4%. In termini numerici, si è passati dalle 1.879 autorizzazioni del 2014 alle 2.775 del 2015, per un incremento percentuale del 47,7%.

Tra gli armamenti venduti dall'Italia ci sono razzi, missili, software e apparecchiature elettroniche, agenti tossici e chimici, perfino siluri, destinati soprattutto a Paesi in guerra, dal Medio Oriente al Sudamerica.

La conferma più sorprendente arriva dall'Iraq, finora mai comparso tra i clienti italiani, che nel 2015 ha fatto acquisti per oltre quattordici milioni di euro. I prodotti più richiesti sono armi leggere e munizioni, con in prima fila Beretta. Nonostante la crisi nel sud-est dell'Anatolia, e i bombardamenti degli avamposti curdi al di qua e al di là del confine con la Siria, sono cresciute in modo esponenziale anche le vendite verso la Turchia. Il loro valore è aumentato da 53 a 129 milioni. Uno degli articoli chiave sono stati gli elicotteri T129, costruiti su licenza di Finmeccanica.

Altro Paese in guerra in prima fila negli acquisti è il Pakistan, che per far fronte all'offensiva dei talebani ha letteralmente moltiplicato le importazioni dall'Italia: da 16 a 120 milioni. Restando in Asia, un altro cliente di peso è l'India, nonostante il caso dei marò. Gli acquisti di New Delhi, impegnata nella repressione dei naxaliti e di altri gruppi armati, sono cresciuti da 57 a 85 milioni. Bombe, siluri, razzi e missili sono stati venduti anche in America Latina, in particolare in Colombia, un Paese che solo ora prova a mettersi alle spalle mezzo secolo di conflitto tra l'esercito e i guerriglieri marxisti delle Farc.

Infine, l'Arabia Saudita, impegnata dallo scorso anno in un'offensiva aerea e terrestre per contrastare i ribelli sciiti dello Yemen: dall'Italia a Riad sono arrivati esplosivi, attrezzature elettroniche, siluri, razzi e missili, per un valore complessivo di 45 milioni di euro.

Redazione

(Fonte: Redattore Sociale)

@nelpaeseit

Redazione

Redazione

Lascia un commento

Assicurarsi di inserire tutte le informazioni necessarie, indicate da un asterisco (*). Il codice HTML non è consentito.

  1. Popolari
  2. Tendenza
  3. Commenti

Articoli Correlati

Calendario

« Luglio 2018 »
Lun Mar Mer Gio Ven Sab Dom
            1
2 3 4 5 6 7 8
9 10 11 12 13 14 15
16 17 18 19 20 21 22
23 24 25 26 27 28 29
30 31