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Lunedì, 11 Dicembre 2017

GERUSALEMME, MONDO IN BILICO VERSO L'ANNUNCIO DI TRUMP In primo piano

Scritto da  Redazione Dic 06, 2017

È  il Papa a richiamare l’attenzione sulla nuova crisi in Medio Oriente: un monito che rischia di essere inascoltato. Dopo l’annuncio di Donald Trump che riconosce Gerusalemme capitale d’Israele sono stati annunciati 3 giorni di collera e rabbia popolare dai palestinesi. Una miccia esplosiva che coinvolge tutta l’area e i destini incrociati di altri Stati.

"Non posso tacere la mia profonda preoccupazione per la situazione che si e' creata negli ultimi giorni e, nello stesso tempo, rivolgere un accorato appello affinche' sia impegno di tutti rispettare lo status quo della citta', in conformita' con le pertinenti risoluzioni delle Nazioni Unite". Sono le parole del Papa, pronunciate al termine dell'udienza di oggi, prima dei saluti ai fedeli di lingua italiana che come di consueto concludono l'appuntamento del mercoledi' con i fedeli.

"Gerusalemme e' una citta' unica, sacra per gli ebrei, i cristiani e i musulmani, che in essa venerano i luoghi santi delle rispettive religioni, e ha una vocazione speciale alla pace", ha ricordato Francesco, auspicando che "tale identita' sia preservata e rafforzata a beneficio della Terra Santa, del Medio Oriente e del mondo intero e che prevalgano saggezza e prudenza, per evitare di aggiungere nuovi elementi di tensione in un panorama mondiale gia' convulso e segnato da tanti e crudeli conflitti".

Le reazioni

Il presidente turco Recep Tayyip Erdogan ha avvertito il capo della Casa Bianca che l'eventuale riconoscimento di Gerusalemme capitale di Israele rappresenta "una linea rossa per i musulmani" e che potrebbe portare alla rottura delle relazioni diplomatiche della Turchia con Israele. Erdogan è intervenuto davanti al gruppo parlamentare del suo partito Akp ad Ankara.

L'Arabia Saudita esprime "seria e profonda preoccupazione" per un eventuale riconoscimento di Gerusalemme come capitale di Israele da parte degli Stati Uniti: una mossa che "irriterebbe i sentimenti dei musulmani nel mondo". Lo riferisce una nota del ministero degli Esteri di Riad ripreso dall'agenzia di Stato. I diritti dei palestinesi su Gerusalemme "non possono essere cambiati", aggiunge la nota.

Il segretario generale della Lega araba, Ahmed Aboul Gheit, ha invitato Donald Trump a "evitare qualsiasi iniziativa capace di mutare lo status giuridico e politico di Gerusalemme", sottolineando "la minaccia rappresentata da un tale passo per la stabilità della regione". "Siamo riuniti non per provocare sentimenti" ostili "ma per mettere in guardia sulle pericolose ricadute di questa fase", ha detto Aboul Gheit n un discorso alla riunione straordinaria dell'organizzazione dei paesi arabi al Cairo.

"L'Ue sostiene la ripresa di un significativo processo di paceverso la soluzione dei due Stati": lo ha detto l'Alto rappresentante Ue Federica Mogherini dopo la bilaterale col segretario di stato Usa Rex Tillerson. "Qualsiasi azione che possa minare questi sforzi deve essere assolutamente evitata - ha aggiunto Mogherini -. Deve essere trovato un modo, attraverso il negoziato, di risolvere lo status di Gerusalemme come futura capitale di entrambe gli Stati, così che le aspirazioni di entrambe le parti possano essere soddisfatte. "Ne parleremo col premier Nethanyahu lunedì prossimo qui a Bruxelles e col presidente Abbas all'inizio del prossimo anno", ha concluso. In una precedente nota Mogherini aveva messo in guardia sulle possibili "conseguenze di qualsiasi decisione o azione unilaterale che coinvolga lo status di Gerusalemme", avvertendo: "Potrebbe avere serie ripercussioni sull'opinione pubblica in larghe parti del mondo".

 

L'ultima modifica Mercoledì, 06 Dicembre 2017 13:44
Redazione

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