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Lunedì, 11 Dicembre 2017

CHI BRUCIA I BAMBINI E CHI SPEGNE LO STATO

Scritto da  Giuseppe Manzo Gen 21, 2014

Nicola, 3 anni, ucciso e bruciato come un picciotto di mafia. Dall'altra parte lo Stato dimentica i testimoni di giustizia

Ci siamo fermati quando abbiamo ascoltato un numero dalla radio o dalla tv. Lo speaker e il giornalista di turno racconta del massacro in provincia di Cosenza: un uomo, una donna e un bimbo di 3 anni. Un bimbo di 3 anni. Un bimbo di 3 anni. Un bimbo 3 anni. Ripeterselo nella testa da giorni è una sorta di autoterapia per evitare il pericolo di poterci abituare anche a questo: una creatura nata in un contesto di droga e disperazione, uccisa con un colpo di pistola e poi data alle fiamme. Un bimbo di 3 anni.

Claudio Magris sul Corriere della Sera invoca l'inferno per non lasciarsi cadere in quella sete di vendetta umana che si chiama pena di morte. Certo, potremmo avvalerci della sociologia, quella raffinata, sulla situazione dell'infanzia al Sud e in tutto il Paese. Nella testa, però, rimbomba sempre la stessa cosa: un bimbo di 3 anni, ucciso e bruciato. La Casa di Nilla di Catanzaro ha lasciato a una immagine e poche parole il proprio girdo di dolore: "non servono i crediti e i like su facebook per salvare i bambini, servono i fatti". E chi deve applicare questi "fatti"? Lo Stato, rispondiamo spesso con automatismo colladuto. Poi, però, c'è da chiedersi: quale Stato?

Presa Diretta di Riccardo Iacona, dopo la puntate sulle "morti" di Stato", ha mostrato un'altra fotografia disarmante: i testimoni di giustizia in processi di mafia abbandonati e, in alcuni casi, umiliati. Alcuni di essi girano armati per difendersi, altri non hanno soldi per sopravvivere e altri sono tornati nel proprio paese dove sono nel mirino. Una persona decide di rispondere al senso di "giustizia" testimoniando contro i mafiosi e poi viene lasciata senza protezione. Una realtà devastante se pensiamo a chi oggi vede ma non parla perché teme di non esere protetto. Se le istituzioni non mantengono ciò che hanno stabilito nella legge del 1991 chi incastrerà gli aguzzini di Nicola, un bimbo di 3 anni? Chi proteggerà il futuro di altri piccoli Nicola? Perché se da una parte brucia un bimbo di 3 anni e dall'altra si spegne lo Stato, allora resta solo affidarsi all'inferno. Per chi ci crede.

Giuseppe Manzo

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@nelpaeseit

L'ultima modifica Lunedì, 17 Luglio 2017 15:25
Giuseppe Manzo

Giuseppe Manzo

Giornalista, Direttore nelpaese.it

Sito web nelpaese.it

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