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Sabato, 25 Novembre 2017

LE RUSPE A CACCIA DI VOTI

Scritto da  Giuseppe Manzo Mag 12, 2015

"Queste bestie maledette che puzzano. Devono tornarsene a casa loro". Le parole di un signore anziano romano sul bus, a Ponte Mammolo si abbattono baracche e l'Ue vuole bombardare i barconi

"Queste bestie maledette che puzzano. Devono tornarsene a casa loro". Il signore anziano romano, sta per scendere dal bus 90 e inveisce verso un gruppetto di nord africani seduti in silenzio sul bus. Questa scena è solo una delle tante che si ripetono ogni giorno in tutte le città. Ieri queste parole hanno avuto un atto pratico e incomprensibile: le ruspe a Ponte Mammolo (a sinistra la foto postata da Giacomo Zandonini sul suo profilo facebook). Quelle stesse ruspe auspicate da Salvini e che ieri hanno spazzate vie le baracche in cui da anni trovavano rifugio 200 persone. Rifugiati eritrei, ucraini e sudamericani ora sono senza un posto dove andare, in giro con borsoni e buste senza un riparo. È incomprensibile capire a quale criterio di "sicurezza" risponda un'azione che da una condizione disagio determina un'altra ancora più pericolosa. Siamo in piena campagna elettorale e la ruspa porta voti, tanti voti. Quel consenso che già è stato espresso in Trentino e che vede eletti negli enti locali esponenti del neofascismo.

La pancia del Paese è mutata, si era già visto di fronte alla strage del 19 aprile. Il signore anziano romano che insulta è l'elettore da conquistare, da aizzare e poi da portare nel seggio. Nei talk show trova difficoltà il buon senso del sindaco Giusi Nicolini di fronte alle grida populiste di leghisti e "fratelli d'Italia". E poi c'è il nuovo fronte, alla ruspa contro il "nemico" migrante segue la voglia delle bombe sui barconi libici. Non interessa un'altra realtà, non interessa quello che avviene veramente su quella costa nord africana.

Ecco la Libia delle crudeltà

Il rapporto, intitolato "'La Libia è piena di crudeltà'. Storie di sequestri, violenza sessuale e abusi contro i migranti e rifugiati", descrive l'orrore e la sofferenza assoluti dei migranti e dei rifugiati, molti dei quali sono spinti a rischiare le loro vite in pericolosi viaggi in mare, nel disperato tentativo di trovare salvezza in Europa.

"Le indicibili condizioni in cui si trovano i migranti, insieme alla crescente assenza di legalità e ai conflitti armati in corso nel paese, rendono evidente quanto sia pericoloso oggi vivere in Libia. Senza percorsi legali per fuggire e cercare salvezza, queste persone sono costrette a mettersi nelle mani dei trafficanti, che le sottopongono a estorsioni, attacchi e altri abusi", ha dichiarato Philip Luther, direttore del programma Medio Oriente e Africa del Nord di Amnesty International.

"La comunità internazionale è stata a guardare la Libia discendere nel caos dopo la fine dell'intervento militare della Nato del 2011, consentendo di fatto alle milizie e ai gruppi armati di prendere il sopravvento. I leader mondiali ne sono responsabili e devono essere pronti ad affrontare le conseguenze, tra cui un maggior numero di migranti e rifugiati in fuga dal conflitto e dalle gravi violazioni dei diritti umani in Libia. I migranti e i richiedenti asilo sono tra le persone più vulnerabili attualmente in Libia e la loro sofferenza non dev'essere ignorata", ha aggiunto Luther.

Il Consiglio europeo ha inoltre annunciato ulteriori azioni per identificare, catturare e distruggere le imbarcazioni prima che vengano usate dai trafficanti. Queste misure potrebbero essere discusse all'incontro tra l'Alta rappresentante per l'Unione europea degli affari e delle politiche di sicurezza, Federica Mogherini, e il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite.

"Intraprendere azioni per contrastare i trafficanti senza predisporre rotte alternative sicure per le persone disperate in fuga dal conflitto libico non porrà fine alla sofferenza dei migranti e dei rifugiati" – ha commentato Luther.

Eppure sono ancora le bombe la proposta più concreti degli Stati europei. Affondare i barconi dopo averli visti cadere nel Mediteranneo, portare guerra a Paesi già in guerra. È la logica della ruspa che vuole solo una cosa: il voto di quel signore anziano bianco.

Giuseppe Manzo

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@nelpaeseit

L'ultima modifica Martedì, 18 Luglio 2017 14:55
Giuseppe Manzo

Giuseppe Manzo

Giornalista, Direttore nelpaese.it

Sito web nelpaese.it

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