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Martedì, 17 Ottobre 2017

PROFUGHI: LA BARBARIE DANESE

Scritto da  Giuseppe Manzo Gen 14, 2016

Il parlamento della Danimarca è pronto per confiscare i beni di valore ai profughi. "Faccio fatica a capire cosa vogliano trovare ai rifugiati nella confisca dei beni, cosa intendono sottrarre?".

Ora a Copenaghen c'è una sirenetta nera, di razzismo e vergogna. La Danimarca è pronta per confiscare i beni di valore ai profughi. Mercoledì prossimo prenderà il via la discussione in Parlamento e così nel cuore dell'Europa la storia (nazista) si ripete diventando una farsa, tragica. L'annuncio dell'accordo, infatti, dalla giornata del migrante (17 gennaio) e, soprattutto, nel mese in cui si ricorda l'Olocausto.

In Italia, mentre la propaganda fascioleghista vuole "difendere le donne" dallo straniero, c'è chi reputa la proposta danese del tutto irresponsabile. A Redattore Sociale padre Camillo Ripamonti, presidente del Centro Astalli parla di una "misura estemporanea ed incomprensibile". "Faccio fatica a capire cosa vogliano trovare ai rifugiati nella confisca dei beni, cosa intendono sottrarre? Di solito le persone portano con sé lo stretto necessario, perché sono costrette a scappare da una situazione di difficoltà - sottolinea -. In questo contesto faccio fatica a immaginare che prospettiva di accoglienza il governo danese voglia portare avanti".

Eppure anche nel nostro Paese si vivono giorni poco "fieri" sul fronte accoglienza e diritti. Il presidente del Centro Astalli, interviene anche sulla questione del reato di clandestinità. "Siamo sempre stati molti critici su questo aspetto, chi considera un reato arrivare nel nostro paese dimentica che l' immigrazione è un diritto e non reato – sottolinea -. Il fatto che sia stata posticipata la depenalizzazione non fa altro che rincarare la dose di chi vuole sottolineare il binomio sicurezza/immigrazione. Ma così facendo nell'opinione pubblica si rafforza l'idea della pericolosità dei profughi quando sono queste persone a scappare da situazioni in cui loro vita è messa in discussione. E' un reato, che come chiedono tutti, va abolito".

Dalla "civilissima" Danimarca al machiavellismo italiano, passando per le strumentalizzazioni di Colonia, l'Europa si chiude e lascia ripetere barbarie di un passato che ritorna drammaticamente.

Giuseppe Manzo

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@nelpaeseit

L'ultima modifica Martedì, 18 Luglio 2017 15:58
Giuseppe Manzo

Giuseppe Manzo

Giornalista, Direttore nelpaese.it

Sito web nelpaese.it

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