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A SANREMO UNA "NORMALE" DIVERSITÀ

Scritto da  Giuseppe Manzo Feb 11, 2016

Un'intrusione "civile" nel gran circo mediatico del Festival della canzone: dall'arcobaleno al musicista Ezio Bosso .

Il Festival di Sanremo è un carrozzone mediatico che, da sempre, per una settimana monopolizza il Paese. Con l'avvento dei social network questa smisurata attenzione si è raddoppiata : dopo la tv anche l'invasione sul web. Lustrini, gaffe, abiti improponibili sono il campionario di questo circo nazional popolare. E la musica resta sullo sfondo, quasi a fare da corredo allo show.

Eppure quest'anno qualcosa ha rotto la routine. A irrompere nel teatro Ariston è stata una "normale" diversità. Quei foulard arcobaleno appesi ai microfoni di tanti cantanti segnano una presa di posizione a favore dell'amore, da chiunque provenga e professano la voglia di una libertà civile per le coppie, tutte, in questo Paese.

Poi ieri sera è avvenuto un altro momento nuovo. Sul palco è arrivato il musicista Ezio Bosso che ha mostrato alla nazione televisiva come si possa essere artisti e persone nonostante la diversità. Bosso ha parlato, suonato e ha emozionato riconducendo la categoria "disabilità" nel possibile olimpo delle persone normali. Finalmente non si è parlato solo di "falsi invalidi" o pietismi mielosi. Sono persone che possono essere anche canaglie, sfrontate, antipatiche, simpatiche, timide o estroverse. Sono persone che vogliono vivere come sono, oltre ciò che gli altri vedono.

Perché come ha detto con semplicità estrema il musicista Bosso nella vita "ci si può perdere" e non è un fatto negativo. Perché "si possono perdere i pregiudizi" e fare in modo che la "musica, come la vita, deve essere suonata insieme".

Giuseppe Manzo

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@nelpaeseit

L'ultima modifica Martedì, 18 Luglio 2017 16:05
Giuseppe Manzo

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