Login to your account

Username *
Password *
Remember Me
Mercoledì, 26 Settembre 2018

SE DISABILI E RIFUGIATI ROVINANO LE FOTO DELL'ESTATE

Scritto da  Giuseppe Manzo Lug 26, 2016

Villaggi e centri estivi al centro della protesta di chi non vuole disabili o rifugiati davanti ai propri occhi: le storie che sembrano uscite dalla canzone di J-Ax e Fedez.

Quello che protesta perché nel villaggio ci sono i disabili e chi invece non vuole il rifugiato come animatore del campeggio. È il modello di una nuova società dell’immagine che allontana il diverso o il povero. Se fosse una canzone il titolo giusto sarebbe quello di J-Ax e Fedez: “vorrei ma non posto”

Le storie

“Ho prenotato questo viaggio per far divertire soprattutto i miei figli - scrive -. Siamo arrivati e nel villaggio era presente una miriade di ragazzi disabili. Non per discriminare, ci mancherebbe: sono persone a cui purtroppo la vita ha reso grandi sofferenze. Ma vi posso assicurare che per i miei figli non è un bello spettacolo vedere dalla mattina alla sera persone che soffrono su una carrozzina. Bastava che la direzione mi avvisasse e avrei spostato la vacanza in altra data. Sto valutando o meno di intraprendere una via legale per eventuali risarcimenti”. Così recita la recensione su Tripadvisor di Ciro33 che definisce un “pacco” la “miriade di ragazzi disabili” nel villaggio turistico in Abruzzo.

"Mi si informa che al centro estivo comunale verranno inseriti uno o due rifugiati. Ritiro mio figlio".Questo è stato lo status facebook di una mamma, seguito dai commenti infuriati di altre madri, relativo al Centro estivo di Peschiera Borromeo gestito dalla coop sociale Il Melograno onlus che ha deciso di inserire come "coadiuvante volontario agli educatori " un giovane africano, arrivato dalla Guinea e titolare dello status di rifugiato. Alla fine, dopo le rassicurazioni della stessa cooperativa sulle mansioni dei giovani africani, solo un bambino è stato ritirato.

Vorrei ma non posto

Non è colpa dei internet o dei social network. I mezzi non sono responsabili dell'involuzione culturale di chi li usa, processo in parte era stato accennato nel precedente editoriale. Siamo di fronte alla realtà che va allontanata e messa in un angolo, siamo alla complessità che viene sacrificata sull’altare del pregiudizio e della “normalità”. La canzone di J-Ax e Fedez, nonostante la sua connotazione da canzonetta estiva, spiega bene quale rappresentazione di se stesso stia autoproducendo l’italiano medio: un giorno aspirava alla tv mentre oggi può decidere le sfumature di una propria foto su instagram sentendosi una pop-star. Costruire una rappresentazione di sé perché la realtà complicata è fatta di poveri, diversi e disabili che non vanno bene in un’immagine di copertina su facebook.

La risposta di Iacopo

Uno dei commenti che vale la pena citare è quello di Iacopo Melio, giovane con disabilità animatore della campagna #voglioprendereiltreno e molto seguito per le sue battaglie sui diritti:

"Se mai un giorno avrò dei figli vorrò insegnare loro che la vera disabilità è negli occhi di chi guarda, di chi non comprende che dalle diversità possiamo solo imparare. Disabile è chi non è in grado di provare empatia mettendosi nei panni degli altri, di mescolarsi affamato con altre esistenze, di adottare punti di vista inediti per pura e semplice curiosità. Se un giorno avrò dei figli saranno sicuramente più fortunati dei tuoi che, poveracci, di colpe non ne hanno. Più fortunati perché scopriranno che la mia carrozzina non è né più né meno di un paio di scarpe nuove con le quali iniziare viaggi, avventure, sogni, destini, speranze. Se un giorno avrò dei figli sapranno che il dolore, quello vero, è nascosto nell’indifferenza e non nella malattia. Che i brutti spettacoli del mondo ce li ha sempre “regalati” la cattiveria umana e mai la dignità. Che il mondo è popolato da persone diverse ma con gli stessi diritti. Che non esiste libertà abbastanza grande di quella che possiamo prenderci per essere felici. Perché vivere significa questo: esser messi in condizioni di poter fare del nostro destino ciò che si vuole, senza mancare di rispetto (ah, che bella parola!) a chi ci sta intorno”.

Giuseppe Manzo

Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

@nelpaeseit

L'ultima modifica Martedì, 18 Luglio 2017 16:50
Giuseppe Manzo

Giuseppe Manzo

Lascia un commento

Assicurarsi di inserire tutte le informazioni necessarie, indicate da un asterisco (*). Il codice HTML non è consentito.

  1. Popolari
  2. Tendenza
  3. Commenti

Articoli Correlati

Calendario

« Settembre 2018 »
Lun Mar Mer Gio Ven Sab Dom
          1 2
3 4 5 6 7 8 9
10 11 12 13 14 15 16
17 18 19 20 21 22 23
24 25 26 27 28 29 30