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Lunedì, 16 Luglio 2018

COMO E IL NATALE DAL PAESE CHE METTE I POVERI FUORILEGGE In primo piano

Scritto da  Giuseppe Manzo Dic 19, 2017

Il latte e un tozzo di pane nei giorni di Natale a chi sta in strada. Un atto di carità cristiana che non dovrebbe suscitare dissensi. Invece siamo nell’epoca dell’ideologia del decoro urbano, dove le persone povere e senza fissa dimora diventano un intralcio allo shopping. Questo ci dice la vicenda di Como e dell’ordinanza del sindaco “per la tutela della vivibilità”: la legge a difesa di chi ha soldi per consumare, la legalità che non considera le persone nella loro condizione materiale e sociale. Non è questo il primo caso né sarà l’ultimo alla vigilia di una campagna elettorale che mette all’indice i poveri, i migranti, i rom per una manciata di voti.

I volontari

“Di fronte al divieto di offrire del latte caldo, "la rabbia prende l’anima - scrivono nella loro lettera aperta - , una rabbia scatenata dall’ipocrisia di chi sputa sui valori più importanti, sulle persone più importanti. Vorresti urlare e dire che questa non è la città che vuoi, che così si aggiunge solo odio in animi già troppo feriti dalla vita, e perché? Con che scopo? Ci chiediamo di che cosa abbia paura il sindaco della nostra città, che cosa gli fa chiudere, sempre chiudere, solo chiudere? Umiliare, allontanare, emarginare, ci chiediamo cosa possa suscitare in questa persone. Ma ci chiediamo anche in quale specchio si guardino e cosa vedano le persone che continuano ad insultare così i poveri, non comprendendo che il problema non sono i poveri ma la povertà! A continuare ad allontanare i poveri non si elimina la povertà, la si amplifica, la si fa diventare un nemico, un nemico da combattere. Se provassimo a guardare in faccia la povertà senza timore, ma solo con il desiderio di sconfiggere lei, non i poveri, allora forse si potrebbero trovare soluzioni e pensieri che possano essere dalla parte dell’essere umano e di un essere umano più dignitoso. Questo ci sembra allora il Natale: la ricerca di una possibilità, di un’umanità più dignitosa. Dignità non decoro ci aspettiamo dal nostro sindaco soprattutto a Natale, altrimenti non chiamiamolo Natale”. 

Così hanno scritto i volontari del "Gruppo Colazione" ma non ci stanno e annunciano un "bivacco solidale": “Quello che sta accadendo a Como è disumano e vergognoso. Protesteremo e chiederemo che l’ordinanza venga revocata – sottolinea Annamaria Francescato di Como senza frontiere" 

La replica

"La Polizia locale è intervenuta su chiamata dei cittadini - precisa Alessandra Locatelli, Vicesindaca e assessore alle Politiche sociali - . A Como nessuna persona bisognosa viene lasciata sola, sono attivi in città spazi per l'emergenza freddo e una serie di servizi per le persone senza dimora in collaborazione con tante associazioni del territorio". Così prova a mettere una pezza il Comune comasco ma, come capita spesso, la toppa è peggio del buco.

Infatti la Caritas chiede il ritiro dell’ordinanza. Il direttore Roberto Bernasconi, dopo aver ricordato che Cristo "nasce in una condizione di profugo e di emarginato", scrive che l'ordinanza "mette fuori legge anche il Gesù Cristo che deve arrivare, perché Lui è arrivato proprio in queste condizioni". E al Sindaco di Como "visto che lo ritengo una persona di buon senso, chiederei un regalo di Natale: che faccia un passo indietro e magari accolga queste persone perché riescano a vivere almeno un Natale dignitoso. Noi lo faremo, accogliendo i senza dimora il giorno di Natale, presso il Don Guanella, perché venga concessa loro, almeno in quell’occasione, la possibilità di vivere una dimensione di famiglia". Per Amnesty Italia  "da Pordenone a Gorizia, da Ventimiglia a Como, vediamo moltiplicarsi gesti di solidarietà e di accoglienza da parte di cittadini e associazioni. Ma vediamo anche, purtroppo, l'adozione di provvedimenti crudeli e inumani".

Su “quel ramo del lago di Como” vincono ancora la prepotenza dei Bravi e il pusillanime Don Abbondio che oggi sveste la tonaca e siede negli scranni di un’Amministrazione. Buon Natale nel Paese dove i poveri, non la povertà, sono fuorilegge.

(Fonte: Redattore Sociale)

 

L'ultima modifica Mercoledì, 20 Dicembre 2017 17:01
Giuseppe Manzo

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