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Lunedì, 11 Dicembre 2017

ASCOLI, I RAGAZZI DE "L'ORTO DI PAOLO"

Scritto da  Giuseppe Manzo Set 22, 2016

Si tratta di una struttura socio educativa e riabilitativa a ciclo diurno per soggetti in condizioni di disabilità con autismo. Una nuova storia su futuro.coop.

Anteprima delle esperienze raccontate dal blog futuro.coop. Dopo le precedenti puntate ecco una nuova storia a cura di Virginia Fossatelli

Quando l’esigenza di arginare un disagio spinge la comunità ad unire le proprie forze, si innescano meccanismi di condivisione e collaborazione che esaltano il senso di appartenenza al proprio territorio.

“L’orto di Paolo”, gestito e progettato dalla Cooperativa sociale P.A.GE.F.HA. Onlus (Associazione Provinciale Genitori figli Handicappati ) nasce in uno spazio di due ettari di terreno coltivato ad olivi e frutta dove nove ragazzi svolgono attività e laboratori di tipo agricoli. Si tratta di una struttura socio educativa e riabilitativa a ciclo diurno per soggetti in condizioni di disabilità con autismo e disturbi pervasivi dello sviluppo, che hanno adempiuto l’obbligo scolastico. Il progetto nasce dalla necessità di individuare risposte adeguate al problema dell’evoluzione dello spettro autistico nell’età giovanile e di organizzare e garantire un contesto in cui gli interventi proposti da personale specializzato e formato si integrino in maniera coerente con una modifica sostanziale della qualità della vita sia delle persone autistiche sia delle loro famiglie.

“Il centro - specifica il responsabile del progetto Mirko Loreti- non è un generico contenitore di disabilità ma di un contesto specialistico in grado di provvedere alle esigenze delle persone che ospita. Ciascuna giornata- prosegue - è scandita da attività programmate nell’ambito dell’agricoltura, dell’ortocultura , del giardinaggio, della trasformazione dei prodotti, la pulizia degli spazi interni ed esterni, attività formative e laboratoriali, attività di petherapy, attività cognitive e comunicative ed attività indirizzate all’autonomia personale. Inoltre- prosegue Loreti-le strategie d’intervento riabilitativo sono programmate e progettate in collaborazione con i servizi Sociali e sanitari, tenendo conto dei bisogni ,delle caratteristiche ,delle abilità e disabilità di ciascun ospite predisponendo percorsi individualizzati di inserimento pre- lavorativo e lavorativo di tipo agricolo e artigianale.

(continua a leggere su futuro.coop)

A cura di Virginia Fossatelli

@nelpaeseit

L'ultima modifica Venerdì, 14 Luglio 2017 13:17
Giuseppe Manzo

Giuseppe Manzo

Giornalista, Direttore nelpaese.it

Sito web nelpaese.it

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