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"ABBIAMO DIMENTICATO IL POPOLO PALESTINESE?"

Scritto da  Giuseppe Manzo Nov 24, 2015

L'intervento di Flavio Lotti della Tavola della Pace: "il popolo palestinese continua a sopravvivere nella morsa dell'occupazione militare israeliana, circondato da violenza, muri, filo spinato"

Di certo lo abbiamo rimosso. Dal nostro cuore, dalla nostra agenda, dall'agenda politica e mediatica. Di scuse ne abbiamo molte: la crisi economica che ci ha colpito, il grande caos internazionale, il terrorismo che piomba sulle nostre vite, le tante guerre che dobbiamo affrontare, una situazione in Palestina e Israele che non riusciamo più a capire, un'informazione che non ci aiuta ad andare oltre l'ultimo episodio di cronaca nera.

Ma il problema rimane. E come tutte le malattie trascurate sta degenerando. La parola chiave di questa fase è "disperazione". Una disperazione profonda, diffusa. Quella che viene dopo la fine di una grande speranza. Quella che precede l'irreparabile.

Sono passati ben sessantotto anni, dal giorno in cui l'Assemblea Generale dell'Onu istituiva in Palestina uno "Stato ebraico" e uno "Stato arabo", assegnando alla città di Gerusalemme uno speciale status internazionale gestito dalle Nazioni Unite. Dei due Stati previsti nella Risoluzione 181 (II) del 1947, conosciuta come Partition Resolution, finora è stato creato solo Israele. Lo Stato di Palestina ancora no. E il popolo palestinese continua a sopravvivere nella morsa dell'occupazione militare israeliana, circondato da violenza, muri, filo spinato e uno sterminato silenzio internazionale.

Il 29 novembre l'Onu ci invita a riaccendere i riflettori su un'insopportabile tragedia umana e politica che ogni giorno diventa più pericolosa per tutti. È come una molla che si sta continuando a caricare e che all'improvviso ci scaricherà addosso tutta l'energia distruttiva che ha accumulato.

Le cose da fare per scongiurare il peggio sono note. Serve un piano serio per chiudere il conflitto nel più breve tempo possibile. Entrambi i popoli hanno diritto di godere la stessa dignità, gli stessi diritti e la stessa sicurezza. L'Europa ha un grande "interesse" a chiudere al più presto questo conflitto ed evitare che finisca per alimentare il terrore. E l'Italia, che vanta ottime relazioni sia con gli uni che con gli altri, può fare moltissimo. Ma serve un impegno nuovo, di tutti e di ciascuno. Domenica 29 novembre chiediamo pace per Gerusalemme (e il resto del mondo).

"Non ci sarà pace nel mondo finché non regnerà in quelle terre piena pace. E tutti gli sforzi di pace in quelle terre avranno una ripercussione straordinaria sul pianeta intero." (Card. C. M. Martini)

Flavio Lotti – Tavola della Pace

@nelpaeseit

Giuseppe Manzo

Giuseppe Manzo

Giornalista, Direttore nelpaese.it

Sito web nelpaese.it