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Lunedì, 23 Aprile 2018

PARTITI E AZZARDO, APPELLO DI "METTIAMOCI IN GIOCO": POLITICA TROPPO DEBOLE O CONNIVENTE

Scritto da  Giuseppe Manzo Feb 11, 2013

“Mettiamoci in gioco”, campagna nazionale contro i rischi del gioco d’azzardo ha lanciato oggi un appello ai partiti e ai candidati alle prossime elezioni politiche affinché assumano pubblicamente l’impegno a regolamentare la diffusione del gioco d’azzardo nel nostro paese. Presentato anche un dossier sul rapporto tra politica e gioco d’azzardo che evidenzia la debolezza delle forze politiche nei confronti della lobby dell’azzardo e, a volte, la vera e propria connivenza. Matteo Iori, Conagga: "un fenomeno che può generare dipendenza compulsiva". 

La campagna, promossa da ACLI, ADUSBEF, ALEA, ANCI, ANTEAS, ARCI, AUSER, Avviso Pubblico, CGIL, CISL, CNCA, CONAGGA, Federconsumatori, FeDerSerD, FICT, FITEL, Fondazione PIME, Gruppo Abele, InterCear, Libera, Shaker - pensieri senza dimora, UISP, ha presentato un proprio documento in otto punti intitolato “Un limite all’azzardo”, nel quale si chiede di: dare ai sindaci un reale potere di controllo sul fenomeno nel loro territorio; ridurre l’alta variabilità  attuale nella tassazione sui diversi giochi incrementando le entrate per lo stato, rimaste stabili pur in presenza di un volume d’affari crescente; portare a termine le procedure per l’inserimento del gioco d’azzardo patologico nei Livelli essenziali di assistenza, che devono essere garantiti dal servizio sanitario nazionale; vincolare l’ 1% del fatturato annuo dei giochi d’azzardo al finanziamento delle azioni di prevenzione, assistenza, cura e ricerca relative al gioco d’azzardo patologico; dare seguito a quanto stabilito nel decreto Balduzzi sulla regolamentazione della pubblicità  che riguarda il gioco d’azzardo, vietando inoltre le pubblicità  che indicano le possibilità  di vincita senza contrapporle alle possibilità  di perdita e quelle che promuovono illusorie probabilità di vincite facili; vincolare l’esercizio delle concessioni al rispetto del codice di autoregolamentazione pubblicitaria adottato dalla Federazione Sistema Gioco Italia, stabilendo al contempo una Authority di controllo esterna ad Aams; stabilire una moratoria sull’introduzione di nuovi giochi fino a quando non saranno noti i risultati delle ricerche promosse da enti terzi sui rischi e i benefici delle attuali politiche in materia; adottare un registro unico nazionale delle persone che chiedono l’autoesclusione dai siti di gioco d’azzardo.

Mettiamoci in gioco chiede ai candidati alle elezioni politiche di “metterci la faccia”, di fare proprio questo programma di regolamentazione, superando il far west attuale in cui a perdere sono proprio i cittadini, allettati dall’illusione delle “vincite facili” che si traducono piuttosto in danni sanitari, sociali ed economici sempre più rilevanti. La campagna ha presentato un proprio dossier sul rapporto tra politica e gioco d’azzardo che evidenzia la debolezza delle forze politiche nei confronti della lobby dell’azzardo e, a volte, la vera e propria connivenza.

Nell’incontro di oggi è stato anche sottolineato che l’Italia ha tutto l’interesse, in questo momento di crisi, a sostenere beni e servizi che rilanciano l’economia. L’azzardo, invece, è recessivo perché non ha ricadute ampie sul tessuto economico. Inoltre, per tenere in piedi un sistema sempre più in affanno, è stato ridotto progressivamente il prelievo fiscale sui nuovi giochi. Incentivare beni e servizi con tassazione ben più elevata favorirebbe molto di più le casse dello Stato.  I promotori della campagna sono pronti a fare la propria parte. In conferenza stampa è stata annunciata l’intenzione di mettere a punto una mappa di tutti i servizi sul gioco d’azzardo patologico attivati nelle diverse regioni italiane da strutture facenti capo alle organizzazioni promotrici.

Il Dossier

Matteo Iori, presidente Conagga (Coordinamento nazionale Gruppo per Giocatori d'Azzardo), ha presentato il dossier tra politica e gioco, fatto di debolezze e connivenze: "Dagli anni ’90 il divieto di gioco d’azzardo in Italia si trasformò gradualmente, e la Corte di Cassazione (n. 36038 del 2004) e il Consiglio di Stato (n. 334 del 2007), sintetizzarono in questo modo il fondamentale cambiamento avvenuto: «la legislazione italiana, si propone non già di contenere la domanda e l’offerta di giuoco, ma di canalizzarla in circuiti controllabili al fine di prevenire la possibile degenerazione criminale. Il “non contenere la domanda e l’offerta di gioco” è facilmente dimostrabile guardando i nuovi giochi d’azzardo introdotti dai governi in questi anni: nel 1997 il governo Prodi introdusse la doppia giocata di Lotto e Superenalotto e le Sale scommesse, nel 1999 il governo D’Alema fece nascere le sale Bingo, nel 2003 col governo Berlusconi arrivarono le Slot machine, nel 2005 sempre con Berlusconi vennero introdotte la terza giocata del Lotto e le scommesse Big Match, nel 2006 il governo Berlusconi introdusse i nuovi corner e punti gioco per le scommesse, tra il 2007 e il 2008 col ritorno del governo Prodi vennero promossi i giochi che “raggiungono l’utente” (sms, telefonici, digitale terrestre) e venne reso legale il gioco d’azzardo on-line (seppure solo in forma di torneo). L’ennesimo governo Berlusconi nel 2009 (decreto n.39 del 28/04/09) introdusse nuove lotterie ad estrazione istantanea (gratta e vinci), nuovi giochi numerici a totalizzazione nazionale (come il Win for Life), e sancì la nascita delle VideoLottey (dette VLT, apparecchi simili alle slot machine ma con premi molto più alti e soprattutto con la possibilità di spendere molto più denaro); sempre il governo Berlusconi nel 2011 istituì il gioco del Bingo a distanza, l'apertura di  ben 1.000 sale da gioco per tornei di poker dal vivo, l’aumento del numero delle VideoLottery fino al 14%, l’apertura di 7.000 nuovi punti vendita di scommesse ippiche e sportive, ampliò l’offerta di giochi numerici, introdusse un nuovo gioco promosso in ambito europeo, poi un concorso aggiuntivo mensile del SuperEnalotto". 

Nel dossier sono passate in rassegna le responsabilità di alcuni politici di entrambi gli schieramenti, alcuni dei quali travolti anche da inchieste giudiziarie come nel caso Amedeo Laboccetta. Al tempo stesso sono sottolineati i nomi di quei parlamentari e quei ministri che hanno sollevato le istanze del Conagga: "Per la prima volta sembra che davvero qualcosa sul gioco d’azzardo stia cambiando, e credo che questo sia dovuto all’incontro di vari fattori: la resistenza e la tenacia della politica “responsabile”, la nascita di “lobby positive” come la Campagna nazionale “Mettiamoci in gioco”, l’insofferenza di tanti sindaci che vedono i propri cittadini rovinarsi al gioco d’azzardo, una maggiore consapevolezza nei mass media, ma soprattutto un desiderio di cambiamento culturale degli elettori, che chiedono con forza alla politica di uscire da ogni conflitto di interessi e di fare le proprie scelte esclusivamente per il bene del nostro Paese". 

Redazione

L'ultima modifica Mercoledì, 19 Luglio 2017 16:09
Giuseppe Manzo

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