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Sabato, 25 Novembre 2017

SOCIAL ECONOMY: NASCE STRATEGIA DI ROMA

Scritto da  Giuseppe Manzo Nov 18, 2014

Dopo la prima giornata con la lectio di Jean-Paul Fitoussi e i dieci workshop si è chiusa oggi la due della Social Economy indette dal ministero del Lavoro nell'ambito del semestre italiano di presidenza europea. Dal lavoro dei gruppi e dalle proposte del governo nasce "La strategia di Roma" che nei giudizi a caldo vede contenti a metà gli esperti del settore: su twitter Flaviano Zandonai di Iris Network dice "ok la premessa ma indicazioni con il braccino corto".

Tra i primi interventi che hanno aperto il dibattito della seconda mattinata è stato Giuseppe Guerini (nella foto sopra al centro durante intervento), portavoce dell'Alleanza delle cooperative sociali: «Potenziare le politiche di welfare e delle politiche attive per l'occupazione, solo così l'economia sociale potrà liberare il proprio potenziale. È necessario un cambio di paradigma per l'Unione Europea, le risorse destinate ai beni comuni e alle politiche sociali siano considerati investimenti, non spesa. In Europa consumiamo il 50% del welfare mondiale. Le imprese sociali contribuiscono a realizzarne il 50% e danno lavoro a 14 milioni di persone. In Italia diamo servizi di welfare a 7 milioni di famiglie e creiamo occupazione per 400mila persone».

L'Alleanza Cooperative Sociali italiane comprende 9.650 cooperative sociali, 385mila soci, 375mila occupati di cui 35mila tra svantaggiati e disabili. Guerini ha poi aggiunto: «Proponiamo di realizzare una "politica industriale europea" per lo sviluppo dell'economia sociale sui beni pubblici e i beni comuni che sono l'ambito principale per la crescita delle imprese sociali. Va livellato il campo di gioco, per permettere a tutti di giocare a parità condizioni. La questione non può essere affrontata solo in base alle regole comunitarie sul diritto della concorrenza. Anche perché non crediamo che la fiscalità del non - profit sia distorsiva della concorrenza più di quanto non lo sia la normativa fiscale che ha incentivato molte grandi imprese ad insediarsi in Lussemburgo. La coesione sociale – conclude Guerini – è un fattore di sviluppo. Le organizzazioni dell'economia sociale, che perseguono una migliore "diffusione pubblica dei benefici", sono indispensabili per costruire la dimensione sociale dell'Europa che vogliamo».

A conclusione della giornata è intervenuto il Ministro del Lavoro Giuliano Poletti che ha dichiarato: "Non siamo l'altra economia ma una parte essenziale dell'economia e della società. Quali risorse per economia sociale? Occorre nuova finanza di comunità, verificabile e misurabile È fondamentale trovare misurazioni del nostro valore sociale: perché ciò che non si conta non conta".

G.M.

@nelpaeseit

Giuseppe Manzo

Giuseppe Manzo

Giornalista, Direttore nelpaese.it

Sito web nelpaese.it

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