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Sabato, 25 Novembre 2017

GIORNATA CONTRO VIOLENZA SULLE DONNE: VITTIME DUE VOLTE E IL LAVORO PER RICOMINCIARE

Scritto da  Giuseppe Manzo Nov 24, 2014

Domani è la Giornata internazionale contro la violenza sulle donne. Sono tanti gli aspetti del fenomeno che in Italia ha visto un 2013 nero con 179 vittime per mano maschile. Ci sono storie che parlano di donne due volte vittime nella loro disabilità o di opportunità attraverso il lavoro per superare la violenza.

Le donne sorde

Un convegno internazionale sulla violenza contro le donne sorde per ricordare la doppia discriminazione di appartenere al genere femminile ed avere, al tempo stesso, una disabilità. È così che Mason Perkins Deafness Fund, onlus che da 28 anni lavora per il sostegno delle persone sorde e per il riconoscimento della Lingua dei segni italiana (Lis), ha deciso di celebrare la Giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne istituita dall'Onu nel 1999. Il convegno – che si terrà il prossimo 25 novembre nella sede della Provincia di Siena a partire dalle ore 13.30 – affronterà il tema da un punto di vista sociologico, psicologico e giornalistico, attraverso gli interventi di relatori sordi e udenti. "Si tratta di un tema poco dibattuto e raramente portato all'attenzione dell'opinione pubblica – afferma Miriam Grottanelli de Santi, presidente di Mason Perkins Deafness Fund Onlus – a cui abbiamo sentito di dover dare voce in una giornata tanto importante per dire basta contro ogni forma di abuso".

"Per lungo tempo le violenze fisiche, sessuali e psicologiche contro le donne sorde non sono state riconosciute come una questione presente all'interno della comunità sorda – spiega Sabine Fries, ministra protestante e docente di Lingua dei segni presso la Humboldt University di Berlino –. Di contro, una recente ricerca sulle condizioni di vita delle donne con disabilità in Germania ha messo in evidenza quanto le donne sorde siano fortemente colpite da tutti i generi di violenza. Anzi, per alcuni aspetti, si tratta delle più colpite tra tutte le donne con disabilità. Gli studi internazionali sull'esperienza delle donne sorde sono arrivati alle stesse conclusioni".

"La Lingua dei segni chiama a pieno titolo l'uso del corpo e qui la differenza di genere si fa sentire – sottolinea Rita Sala, sociologa specializzata in Deaf Studies e interprete Lis –. Alle donne, più che agli uomini, questo uso del corpo è costato un maggiore controllo dello stesso all'interno degli istituto o in famiglia. Donne che dovevano sembrare il più 'sane' possibile per potersi sposare, e quindi mani legate per impedire l'uso della Lingua dei segni, donne che dovevano però sposare non un sordo par la paura (non concreta) di avere figli sordi". Alla fine del convegno è prevista una performance di teatro danza indiana dal titolo "Scene dal Mahabharata - Draupadi e il tiro dei dadi"interpretata da Maresa Mogliasu coreografia di Krishnaveni Lakshmanan e raccontata in Lingua dei segni italiana dalla poetessa Laura di Gioia. L'evento è organizzato con il patrocinio di provincia di Siena e Consiglio regionale Ens per la Toscana.

Il lavoro per ricominciare

Un lavoro a 21 donne che hanno subito violenza, per aiutarle a ricominciare e a riacquistare dignita''. Si chiama "E' ora di cambiare tono", il progetto al quale Camst, azienda di ristorazione con diverse sedi in Italia e 11.000 dipendenti, ha deciso di aderire, dando un impiego a 21 di queste donne di cui 10 in Emilia-Romagna, quattro in Friuli Venezia Giulia, due in Lombardia e cinque in Toscana. E con la prospettiva di andare avanti con le assunzioni di questo genere anche per il 2015. La cooperativa di ristorazione, spiega Camst, "e'' la prima azienda italiana ad avere avviato un''iniziativa simile, capace di restituire concretamente dignita'' e indipendenza alle donne vittime di violenza con percorsi di inserimento lavorativo all''interno delle proprie strutture produttive", cioe'' cucine, mense e self service dislocati su tutto il territorio nazionale.

"Promuoviamo questo progetto - spiega Antonella Pasquariello, presidente della cooperativa- perche' le donne che hanno deciso di dire basta alla violenza non hanno vita facile, spesso devono iniziare da zero, e in questo percorso L'autodeterminazione, anche economica, e' fondamentale. Avere un lavoro dignitoso, non in nero, non legato a ricatti o minacce, in un posto sicuro dove viene garantita la privacy non e'' scontato". L'iniziativa nasce da una convenzione firmata nel 2013 con l'Associazione Nazionale D.i.Re e non e'' l'unico impegno assunto da Camst, che ha al suo interno l''86% di lavoratrici. La cooperativa, infatti, conta campagne di comunicazione specifiche, interne ed esterne e il sito www.puntodonne.it nato per informare e dare strumenti concreti alle donne in difficolta'' che cercano sostegno e protezione per uscire dalla spirale di violenza quotidiana. Dell''esperienza di Camst si parlera'' anche al convegno internazionale "Contrastare la violenza contro le donne. Migliorare la qualita'' della loro vita", che si terra'' domani, a Roma a Palazzo Giustiniani, in occasione della Giornata Mondiale contro la violenza sulle donne.

Redazione (Fonte: Redatttore Sociale)

@nelpaeseit

Giuseppe Manzo

Giuseppe Manzo

Giornalista, Direttore nelpaese.it

Sito web nelpaese.it

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