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Lunedì, 23 Ottobre 2017

ARCI: "CALDEROLI INSINDACABILE? AIUTA PREDICATORI DI ODIO RAZZIALE"

Scritto da  Giuseppe Manzo Feb 09, 2015

Definì "orango" l'ex ministro dell'Integrazione e ora parlamentare europeo Cecile Kyenge. Il senatore leghista Roberto Calderoli è stato salvato dai suoi colleghi senatori. "Siamo sbalorditi dalla decisione della Giunta per le autorizzazioni del Senato che, quasi all'unanimità, ha ritenuto che le parole di Calderoli contro l'allora Ministra Kyenge sono insindacabili e quindi che il senatore leghista non è perseguibile per istigazione all'odio razziale". E' questa la reazione dell'Arci alla decisione della Giunta per le autorizzazioni. L'associazione ricorda come lo scorso anno, in occasione della campagna diffamatoria contro Cecile Kyenge, l'Arci ha promosso una campagna di comunicazione a sostegno dell'allora ministra e contro il razzismo. "Che i senatori della Giunta per le autorizzazioni considerino insindacabile l'intervento di uno dei principali predicatori di odio del nostro Paese - afferma l'Arci -, spiega bene quanto la distanza tra il palazzo e le persone rischia di essere incolmabile".

E continua: "Dopo l'attentato di Parigi, il razzismo nei confronti dei migranti e delle persone di religione islamica è aumentato dappertutto in Europa. Il successo elettorale della Lega nell'ultima tornata di elezioni regionali ha aumentato lo spazio che a questo partito, esplicitamente razzista, viene dedicato sugli organi di informazione. Considerare parere legittimo una frase che alimenta il razzismo e l'odio è irresponsabile".

"Facciamo appello al Presidente del Consiglio che ha votato a favore di Calderoli, nonché al presidente del Senato affinché intervenga per fermare una decisone sbagliata e pericolosa - conclude l'Arci -. Chiediamo ai partiti di prendere le distanze da questa decisione che alimenterà il ricorso al razzismo come strumento di propaganda elettorale e moltiplicherà la popolarità di predicatori d'odio come Calderoli".

Intanto, in un'intervista a Redattore Sociale Cecile Kyenge mostra tutta la sua delusione per la decisione della Giunta del Senato: "A mio avviso in Senato non hanno capito il punto essenziale di quello che è successo. Chi dice che bisognava aspettare la mia querela, si sbaglia. Non serviva: qui stiamo parlando di "istigazione all'odio razziale", e dunque di un reato perseguibile di ufficio. Il Senato era tenuto a pronunciarsi, non su Calderoli, sulla sua persona, ma sulle sue parole razziste. E' come se avessero ammesso il razzismo all'interno delle attività parlamentari, delle istituzioni italiane".

Redazione (Fonte: Redattore Sociale)

@nelpaeseit

Giuseppe Manzo

Giuseppe Manzo

Giornalista, Direttore nelpaese.it

Sito web nelpaese.it

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