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Sabato, 16 Dicembre 2017

DISOCCUPAZIONE E CORRUZIONE: LE PAURE DEGLI ITALIANI

Scritto da  Giuseppe Manzo Feb 24, 2015

Quali sono le paure degli italiani? Economia in cima alle preoccupazioni dei cittadini europei e tra i suoi tanti temi è la disoccupazione ad allarmare più della corruzione e del terrorismo. È quanto evidenzia l'ottavo rapporto dell'Osservatorio Europeo sulla sicurezza e l'insicurezza sociale in Italia e in Europa realizzato da Demos & Pi e Osservatorio di Pavia per Fondazione Unipolis intitolato "Nella terra di mezzo fra terrore globale e paure quotidiane". L'indagine ha coinvolto oltre all'Italia altri cinque paesi europei: Francia, Germania, Gran Bretagna, Spagna e da quest'anno anche la Polonia. Nei sei paesi considerati nell'indagine, spiega la ricerca, quasi una persona su due mette in cima alla lista delle priorità per il proprio paese un tema di natura economica, un dato trainato dalla Polonia (61 per cento ) e dai paesi che si affacciano sul Mediterraneo: Spagna (56 per cento ) Italia (55 per cento ) e Francia (51 per cento).

Disoccupazione, prima emergenza europea. Già in cima alle priorità per l'Europa nell'edizione precedente dello studio, la mancanza di lavoro ha il primato tra le questioni economiche suggerite dagli intervistati. "Nello specifico, la disoccupazione è messa al primo posto – spiega la ricerca -, nell'ideale agenda di governo suggerita dai cittadini, dal 44 per cento degli italiani". A preoccupare gli italiani, anche l'inefficienza la corruzione della politica: quasi un italiano su quattro ritiene che si tratti di un tema di prioritario rilievo nazionale. Diversa la situazione in Francia, dove gli attentati di gennaio hanno portato in cima alla classifica la questione terrorismo, che però non è riuscita a scalzare tra le questioni economiche dalla lista delle priorità per la Francia. "Nel sondaggio, svolto a pochi giorni dall'attentato alla redazione del settimanale satirico Charlie Hebdo – spiega il report -, tale tema viene subito dopo quello della disoccupazione. Il 18 per cento dei francesi indica il terrorismo come primo problema, il 41 per cento lo colloca ai primi due posti". Terrorismo che rientra tra le priorità anche per i tedeschi con percentuali poco inferiori a quelle francesi, mentre più contenute, ma pur sempre elevate, le preoccupazioni dei britannici (26 per cento). "Non a caso – spiega la ricerca -, Germania e Gran Bretagna sono anche i paesi nei quali è più forte l'allarme legato all'immigrazione: il 17 per cento dei tedeschi e dei britannici mette tale tema al primo posto della propria agenda, il 32 per cento nelle prime due posizioni".

Graduatoria delle paure: in Italia domina l'instabilità politica. "L'entrata in scena di Renzi e del suo governo sembra avere attenuato, ma solo in parte, la percezione di un quadro politico cronicamente precario – spiega la ricerca -: rispetto al gennaio 2014, i timori, in questo senso, scendono dal 68 al 61 per cento". Nelle prime posizioni, troviamo poi apprensioni di carattere generale, come quella relativa al futuro dei figli (55 per cento), oppure che investono la dimensione globale e la dimensione economica. Tra queste, spiccano, da un lato, le paure connesse alla "distruzione dell'ambiente e della natura" (58 per cento) e alla "sicurezza dei cibi che mangiamo" (46 per cento). Dall'altro lato, le paure associate alla "perdita del lavoro" (46 per cento), alla possibile perdita della pensione (40 per cento), all'eventualità di "non avere abbastanza soldi per vivere" (39 per cento). L'impatto della crisi, infatti, è ancora molto evidente. "Non c'è per ora alcuna traccia di ripresa economica – spiega il report -. Il numero di famiglie toccate dalla crisi, dal punto di vista del lavoro, è grossomodo sugli stessi (elevati) livelli rilevati nel 2014: il 43 per cento degli interpellati ha, tra i propri familiari, almeno una persona che ha cercato lavoro senza trovarlo; il 24 per cento qualcuno che, nell'ultimo anno, è stato messo in cassa integrazione, in mobilità, cui è stato ridotto l'orario di lavoro; il 28 per cento ha, in famiglia, almeno una persona che ha perso il lavoro". Forte la preoccupazione anche per le disuguaglianze economiche. Per otto intervistati su dieci, infatti, sono aumentate nel corso degli ultimi dieci anni.

Stabile l'indice di insicurezza connessa alla criminalità: riguarda il 44 per cento degli intervistati. Poco meno di un italiano su tre teme di subire un furto in casa, mentre circa uno su cinque teme per le truffe attraverso i mezzi di pagamento elettronico (bancomat e carta di credito), oppure di essere vittima di scippi o borseggi. Rimane molto elevata, invece, la percezione di un aumento dei reati. "L'86 per cento degli italiani ha registrato, nel corso degli ultimi cinque anni, una crescita, nel paese, dei fenomeni criminali. Soprattutto, il 48 per cento denuncia un aumento nella propria zona di residenza". La spiegazione di questa differenza tra trend, spiega il report, potrebbe risiedere negli ultimi scandali che hanno coinvolto l'Italia, dall'Expo a Mafia Capitale. Fatti che, secondo i ricercatori, "hanno contribuito a diffondere l'immagine di un deterioramento delle condizioni di legalità, di un allargamento dei margini di manovra della criminalità organizzata, di diffuse connivenze con la sfera politica". Insicurezza generata dalla criminalità organizzata che, inoltre, risulta in crescita negli ultimi dodici mesi. "Il 38 per cento degli intervistati (contro il 35 per cento del 2014) teme, per sé e per la propria famiglia, di essere coinvolto nell'azione delle mafie".

Diminuisce l'insicurezza generale. Sebbene le paure degli italiani siano ben delineate, complessivamente sembrano essere in leggera attenuazione rispetto al precedente rapporto. L'indice di insicurezza globale (che somma gli indicatori relativi a questioni che superano i confini nazionali), infatti,scende dal 78 al 76 per cento. Mentre l'indice di insicurezza economica si contrae in misura ancora più significativa, abbassandosi dal 73 al 67 per cento. Infine l'indice di insicurezza assoluta, che somma le tre principali facce dell'insicurezza (globale, economica o legata alla criminalità): anch'esso si contrae leggermente. Dopo il picco toccato nel 2012 (41 per cento), il numero di persone insicure su tutte le dimensioni prese in esame scende a poco più di un terzo.

Redazione (Fonte: Redattore Sociale)

@nelpaeseit

Giuseppe Manzo

Giuseppe Manzo

Giornalista, Direttore nelpaese.it

Sito web nelpaese.it

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