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Lunedì, 23 Ottobre 2017

CARCERE, CRESCE LA SPESA: IL RAPPORTO DI ANTIGONE

Scritto da  Giuseppe Manzo Mar 17, 2015

Cresce in Italia la spesa per il sistema carcerario: dai 124 euro al giorno per detenuto del 2005, si è arrivati nel 2014 ai 150 euro contro i 130 della Francia e i 48 euro della Spagna. E' quanto rivela il rapporto di Antigone sulle carceri italiane presentato oggi a Roma. "Sappiamo che il sistema penitenziario italiano costa molto - spiega il rapporto -, e sospettiamo che quei soldi non siano ben spesi, dato da un lato lo stato delle nostre carceri, che hanno meritato la condanna della Corte europea dei diritti dell'uomo, e dall'altro la loro efficacia nel contrasto alla recidiva se si pensa che, dei 62.536 detenuti nelle nostre carceri al 31 dicembre 2013, più della metà, per la precisione in 35.709, erano già stati in carcere una o più volte".

Il rapporto di Antigone cita uno studio dello European Prison Observatory del 2012, secondo cui, l'Italia avrebbe speso per gli istituti di pena quasi 3 miliardi. "L'Italia è certamente tra i paesi che spendono di più - spiega Antigone -. Nel 2014 il nostro paese ha speso più di 150 euro al giorno per detenuto, più degli altri paesi considerati, ed in molti casi enormemente di più". Secondo lo studio citato da Antigone, le spese per il personale, che in ogni paese rappresentano la fetta più grande del bilancio dell'Amministrazione penitenziaria, in Italia "sono una fetta enorme". Circa l'83 per cento della spesa riguarda gli stipendi per il personale. "Su altre voci spendiamo assai meno, e questo forse aiuta a capire la ragione dell'attuale disastro - spiega Antigone -. Se nel 2001 in Italia la spesa totale giornaliera per detenuto è stata di 131 euro, quella per i soli mantenimento, assistenza, rieducazione e trasporto dei detenuti è stata di 17,9 euro al giorno. Nel 2005 la spesa totale per detenuto era di 124,9 euro al giorno, mentre il costo per il mantenimento era di 18,3 euro al giorno". Stessa storia nel 2014. Sui 150 euro circa a detenuto per giorno, la spesa per il mantenimento è 11,5 euro al giorno.

Personale italiano che è secondo solo alla Russia, dove si contano quasi 300 mila dipendenti. In Italia ce ne sono oltre 45 mila, nonostante ci siano paesi con meno personale e più detenuti. Come la Germania, dove i dipendenti delle istituzioni penitenziarie sono 36,8 mila su oltre 67,6 mila detenuti. Oppure in Francia dove sono circa 35 mila su oltre 78 mila detenuti o infine in Gran Bretagna dove ci sono 38,6 dipendenti per quasi 84 mila detenuti. "Mentre in Germania, Francia e Inghilterra più o meno vi è un dipendente ogni due detenuti - spiega il rapporto -, in Italia vi è poco meno di un dipendente penitenziario a detenuto".

C'è poi un'altra spinosa questione. Quella dell'edilizia penitenziaria. Tra il 2010 e il 2014, con il cosiddetto piano carceri, furono stanziati circa 450 milioni. "La domanda che oggi ci si pone è quale sia l'utilizzazione di questi fondi - chiede lo studio -, dopo che lo scorso giugno 2014 è stata resa pubblica un'inchiesta della magistratura sui bandi di gara per la costruzione di nuove carceri o nuovi reparti. La proposta è di destinarli al miglioramento della qualità della vita interna e non ad altre opere. Il sito pianocarceri.it non è più aggiornato da febbraio 2014". Risorse stanziate con un piano che ha avuto non pochi problemi. Fu il capo del Dap del 2010, Franco Ionta, a dare inizio al piano carceri. "Il piano disponeva di ben 675 milioni di euro per la realizzazione di 9.150 posti letto - spiega Antigone -, ripartiti tra undici nuovi istituti penitenziari e venti padiglioni da costruire in carceri già esistenti. I soldi provenivano dalla Cassa delle Ammende (il cui statuto fu appositamente modificato per consentirne un uso non diretto a progetti di recupero sociale), dal di per sé già esiguo bilancio del ministero della Giustizia e dai fondi Fas, solitamente l'ultima spiaggia per qualsiasi amministratore pubblico". Con l'arrivo del governo Monti, iniziarono i problemi e, dopo aver commissariato l'edilizia penitenziaria, ci fu pure un taglio di circa 228 milioni di euro al piano iniziale. "Il piano di edilizia penitenziaria è finito nel settembre 2012 sotto la lente ispettiva della Corte dei Conti - spiega il rapporto -. Sono state bandite gare per nuovi padiglioni. A giugno 2014 scatta l'inchiesta e non si hanno ulteriori notizie. Oggi l'unica grande novità è data dal prossimo avvio dei lavori del carcere di Bolzano con il projectfinancing. Un esperimento di parziale privatizzazione che va ovviamente attentamente monitorato". Da aggiungere, infine, solo altri quattro progetti per impianti solari termici per gli istituti penitenziari di Taranto, Paola, Vibo Valentia e Catania Bicocca.

Redazione (Fonte: Redattore Sociale)

@nelpaeseit

Giuseppe Manzo

Giuseppe Manzo

Giornalista, Direttore nelpaese.it

Sito web nelpaese.it

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