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Sabato, 25 Novembre 2017

STRAGE MIGRANTI, UE: AZIONI MILITARI CHIRURGICHE. TERZO SETTORE: NON ESISTONO BOMBE INTELLIGENTI

Scritto da  Giuseppe Manzo Apr 23, 2015

I fondi a Triton verranno raddoppiati da tre a sei milioni al mese, si chiederà agli Stati membri un impegno concreto a fornire più navi, aerei e uomini e si darà mandato all'Alto rappresentante della politica estera dell'Unione Europea, Federica Mogherini, di lanciare un'operazione "militare chirurgica" per la distruzione dei barconi nei porti libici, avvalendosi dell'uso dell'intelligence italiana. Questi i punti principali delle conclusioni a cui dovrebbe arrivare il vertice dei ventotto capi di Stato e di governo che si riuniranno oggi a Bruxelles. 

Niente discussioni su un eventuale allargamento dell'area di pattugliamento di Triton, invece, perché - come affermano fonti diplomatiche italiane - manca la volontà politica di farlo.

Forum: non esistono bombe intelligenti

"Droni, attacchi, bombardamenti mirati: le possibili soluzioni ipotizzate per 'risolvere' il problema delle migrazioni e della tratta sono inconcepibili e portano con sé rischi enormi. A cominciare dal fatto che ci troveremmo davanti ad un intervento anticostituzionale perché bombardare è di per sé un atto di guerra, e il nostro Paese ripudia la guerra. Inoltre, la proposta di andare a bombardare i barconi degli scafisti, quando sono fermi nei porti africani, significherebbe affrontare il grande pericolo di andare a colpire anche quelle barche, mezzi, persone se non addirittura territori adiacenti che non devono essere bombardati". Il Forum nazionale del Terzo settore boccia nettamente l'ipotesi di un intervento "mirato" per affondare i barconi pronti a partire. Questa, infatti, è una delle proposte sul tavolo del vertice europeo previsto oggi a Bruxelles. E ancora manca, invece, la presa in considerazione di un corridoio umanitario.

"Dopo tutto quello che è accaduto in questi giorni – continua la nota del Forum - dopo aver visto migliaia di vite cadere sotto ai nostri occhi, nelle acque del mediterraneo, sappiamo bene che la soluzione a questa emergenza non è affatto semplice, ma come abbiamo già detto, la priorità sta nell'individuare adeguate politiche di accoglienza. E' un segnale positivo che l'Europa, finalmente, rompa gli indugi e scenda in campo con l'apertura di canali umanitari. Crediamo però che la proposta avanzata dal nostro Paese non solo non sia la soluzione acciocché lo scempio degli scorsi giorni non si ripeta di nuovo, ma soprattutto che generi un escalation della guerra in Libia".

Redazione

@nelpaeseit

Giuseppe Manzo

Giuseppe Manzo

Giornalista, Direttore nelpaese.it

Sito web nelpaese.it

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