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Sabato, 25 Novembre 2017

SCUOLA: DOMANI IL GIORNO DEL GRANDE SCIOPERO GENERALE. RENZI: VADO AVANTI

Scritto da  Giuseppe Manzo Mag 04, 2015

Uno sciopero generale della scuola è stato indetto dai principali sindacati per domani 5 maggio. Flc-Cgil, Cisl e Uil scuola, Snals-Confsal, Gilda e Cobas hanno proclamato lo stop alle lezioni per ribadire il loro "no" al disegno di legge "La Buona scuola", che è attualmente in discussione alla Camera dei Deputati.

Manifestazioni sono state organizzate ad Aosta, Bari, Catania, Cagliari, Milano, Palermo e Roma, mentre flash mob si terranno in altre piazze d'Italia. Nella capitale sono previste 20mila persone e il corteo partirà alle 9,30 da Piazza della Repubblica e terminerà a Piazza del Popolo con degli interventi dal palco. Alla manifestazione si uniranno maestri, professori e personale Ata proveniente da Abruzzo, Marche, Molise, Lazio, Campania, Toscana e Umbria.

Lo sciopero del mondo della scuola arriva due giorni dopo la contestazione a Renzi avvenuta a Bologna, dove il premier si è recato per il discorso di chiusura della Festa dell'Unità. "So che ci sono persone che mi vogliono contestare sulla scuola e sono pronto a incontrare chiunque", ha detto Matteo Renzi, "ma la libertà è rispondere con un sorriso a chi contesta e dire che non ci facciamo certo spaventare da tre fischi".

Domani gli insegnanti scenderanno in piazza insieme agli studenti per opporsi a quella che è stata definita dal Ministro per l'istruzione Giannini "una riforma culturale rivoluzionaria". Tra i punti più controversi del disegno di legge emerge il piano assunzioni che, ideato per garantire 100mila assunzioni e chiudere definitivamente la stagione del precariato scolastico in Italia, viene criticato dai sindacati in quanto esclude circa 50mila precari con diversi anni di servizio, oltre a coloro che sono risultati idonei nell'ultimo concorso.

Oggetto di contestazione è poi la nuova figura del preside, che avrà maggiori poteri discrezionali, tra cui quello di scegliere i nuovi docenti dagli albi territoriali. Dai sindacati Snals-Confals proviene una dura opposizione ai"super-poteri del dirigente scolastico e ai modelli di gestione autoritaria che stravolgono i principi di un'autonomia fondata sulla cooperazione, il pluralismo culturale e la libertà d'insegnamento".

Criticati, inoltre, il legame più stretto tra scuola e aziende e le nuove modalità di finanziamento previste dal ddl, che includono donazioni in denaro da parte di privati. Proprio su questi ultimi punti sono piovute le critiche contro il Ministro Giannini, che ha parlato della riforma durante la festa dell'Unità di Bologna. Le manifestazioni di domani sono il risultato di due settimane di mobilitazione del mondo della scuola. Uno sciopero era già stato organizzato lo scorso 24 aprile da altre sigle sindacali. Quello di domani si preannuncia come una vera e propria prova di forza contro il governo.

Giovanna Carnevale

@nelpaeseit

Giuseppe Manzo

Giuseppe Manzo

Giornalista, Direttore nelpaese.it

Sito web nelpaese.it

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