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Venerdì, 24 Novembre 2017

AL VIA IL PIANO UE SU IMMIGRAZIONE: LA DENUNCIA DELLE ASSOCIAZIONI

Scritto da  Giuseppe Manzo Giu 24, 2015

Sarà discusso il 25 e il 26 luglio al vertice europeo di Bruxelles il compromesso sui migranti, raggiunto tra le protestedelle associazioni e tra scontenti e divisioni all'interno degli stessi Paesi membri.

La bozza delle conclusioni prevede la "redistribuzione per due anni da Italia e Grecia verso altri Stati membri di 40mila persone che abbiano evidente bisogno di protezione temporanea". Allo stesso tempo, viene rifiutato il meccanismo obbligatorio delle quote stabilite dalla Commissione: saranno gli stessi governi a decidere una riallocazione coordinata.

Intanto, due giorni fa il Consiglio Ue dei ministri ha dato il via alla prima fase della missione navale EuNavFor Med contro i trafficanti, ma non sono mancati i pareri negativi a riguardo.

"E' difficile capire dove stia la solidarietà verso i migranti nel varo di un'operazione che ne metterà ulteriormente a rischio la vita", si legge in una nota dell'Arci. "Che altro effetto può infatti avere schierare nel Mediterraneo cinque navi militari, due sottomarini, tre aerei da ricognizione, due droni e tre elicotteri con un migliaio di militari per distruggere le barche degli scafisti?"

Secondo l'associazione di promozione sociale, il vero obiettivo del piano dell'Unione europea è quello di impedire che profughi e richiedenti asilo raggiungano le nostre coste, "altrimenti si sarebbe ricorso all'apertura di canali di ingresso umanitari, l'unico strumento che avrebbe consentito di stroncare alla radice il traffico di esseri umani".

A denunciare la risposta dell'Europa al problema dell'immigrazione è anche Medici senza frontiere, che ha lanciato un appello ai governi attraverso l'ashtag #VergognatiEuropa.

"Le indiscrezioni sul vertice Ue fanno tremare i polsi", ha detto Loris De Filippi, presidente di Mds. "Si parla di una riallocazione di 40mila persone a fronte dei 200mila arrivi che ci sono stati solo nello scorso anno. Inoltre si continuano a innalzare muri e si portano avanti scelte di deterrenza: l'Austria chiude i confini, la Francia rimanda indietro i migranti, l'Ungheria spenderà milioni euro per muro al confine con la Serbia."

Medici senza frontiere ha ricordato che dall'inizio dell'anno all'11 giugno scorso sono state 106 mila le persone giunte in Europa, quasi tutte sulle coste dell'Italia e della Grecia. E nell'appello lanciato ai leader europei, ha chiesto all'Unione europea di mettere a disposizione le risorse necessarie per consentire a questi due Paesi una protezione adeguata e condizioni di accoglienza umane.

Il problema, come ha spiegato Aurelie Ponthieu, esperta di Msf per la migrazione, non sono i "numeri ingestibili di migranti e rifugiati, ma è piuttosto il risultato di carenze croniche delle politiche europee nella gestione dei nuovi arrivi."

 

Giovanna Carnevale

@nelpaeseit

Giuseppe Manzo

Giuseppe Manzo

Giornalista, Direttore nelpaese.it

Sito web nelpaese.it

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