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Sabato, 25 Novembre 2017

ACCOGLIENZA, ECCO COME GIRA L'ECONOMIA GRAZIE AI MIGRANTI

Scritto da  Giuseppe Manzo Lug 15, 2015

Non solo guadagni illeciti, ma anche benefici per l'economia reale: l'accoglienza dei migranti in Italia non va inquadrata esclusivamente nell'ottica dell'emergenza sociale o dell'illegalità. I vantaggi per il nostro Paese sono concreti e stimati attorno a un miliardo all'anno.

Secondo quanto dichiarato dal ministero dell'Interno, la spesa massima per l'accoglienza dei migranti è di circa 980 milioni l'anno. Per ciascun centro convenzionato, lo Stato eroga una somma media giornaliera di circa trentacinque euro al giorno a migrante (in cui rientrano anche i 2,50 euro al giorno del pocket money che spetta agli ospiti per le piccole spese giornaliere).

Eppure, in base a quanto detto da Daniela di Capua, direttrice del Servizio Centrale Sprar (Sistema di protezione per rifugiati e richiedenti asilo), si tratta di "soldi che non vanno assolutamente in mano ai migranti, ma che rappresentano il costo del loro mantenimento. Se togliamo i due euro e cinquanta circa di pocket money, restano più trentadue euro (il 92% del totale) a migrante che servono, prima di tutto, per coprire la spesa del personale: cioè per pagare gli stipendi, i contributi e i contratti degli operatori che lavorano nei centri, e che sono soprattutto giovani italiani. Una parte è spesa per l'alloggio e per il mantenimento delle strutture, che alcune volte sono di proprietà dei Comuni e vengono ristrutturate e altre volte sono prese in affitto da privati della zona. Infine, una parte serve a pagare i fornitori, da quelli di generi alimentari alle farmacie fino alle cartolerie".

La spesa statale, insomma, rimane sostanzialmente nelle casse dei Comuni, e non solo quelli vincitori dei bandi per l'accoglienza, ma anche i limitrofi. "L'accoglienza è vantaggiosa da diversi punti di vista, quello culturale sicuramente, ma anche quello economico", ha spiegato di Capua. "Nel caso dello Sprar sono circa quattrocento i Comuni direttamente coinvolti nei progetti, ma secondo i nostri calcoli a beneficiarne sono almeno il triplo, cioè oltre mille. Questo perché spesso gli enti territoriali fanno accordi con comuni limitrofi per gestire meglio l'accoglienza. Stiamo portando avanti un monitoraggio proprio su questo e dai primi risultati emerge che il flusso finanziario ha un impatto positivo su un territorio ampio".

A sottolineare i benefici economici provenienti dall'immigrazione è anche don Vinicio Albanesi, presidente della Comunità di Capodarco e della fondazione Caritas in Veritate, che a Fermo ospita cento rifugiati in un progetto di prima accoglienza. "Al Sud in particolare", ha spiegato, "è un modo anche per sistemare le persone; il caso più eclatante è il Cara di Mineo, dove il consorzio dei comuni, titolare del progetto, era interessato non tanto alla speculazione finanziaria quanto ai cinquecento posti di lavoro per le persone del luogo".

Eppure questi dati positivi trovano scarsissima diffusione tra i media, che si concentrano piuttosto sui casi di speculazione del business. D'altra parte, come ha confermato don Albanesi, "i furfanti continuano ad esserci, e non è difficile truffare, soprattutto nei casi in cui si va in emergenza e si cercano posti senza preoccuparsi troppo di chi li gestisce. C'è molto margine d'azione, e non tutti sono interessati a fare un'opera adeguata, con onestà".

 

Redazione

(Fonte: Redattore Sociale)

@nelpaeseit

Giuseppe Manzo

Giuseppe Manzo

Giornalista, Direttore nelpaese.it

Sito web nelpaese.it

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