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Giovedì, 19 Ottobre 2017

IN ITALIA RESTANO I NEET, VANNO VIA I LAUREATI: I DATI DEL PAESE PIÙ VECCHIO D'EUROPA

Scritto da  Giuseppe Manzo Ott 06, 2015

Emigrano i giovani istruiti, restano i neet in Italia. Nel Paese più vecchio d'Europa e secondo più anziano al mondo dopo il Giappone, la situazione è drammatica.

Il rapporto

Uomo, nato al nord e con una età media intorno ai 30 anni. È l'identikit dell'emigrato italiano secondo il decimo rapporto "Italiani nel Mondo" presentato questa mattina a Roma dalla Fondazione Migrantes. In totale sono 4.636.647 i nostri connazionali iscritti all'anagrafe dei residenti all'estero (Aire), 154.532 in più rispetto al 2014. Da gennaio a dicembre 2014, sono emigrate 101.297 persone: la maggior parte sono uomini (56%) non sposati (59,1%) tra i 18-34 anni (35,8%). Oltre il 44% appartiene alla fascia di età 25-39 anni e nel 29,9% dei casi hanno un diploma di scuola superiore. La Germania, con 14.270 trasferiti, è stata la meta preferita, seguita dal Regno Unito (13.425), dalla Svizzera (11.092) e dalla Francia (9.020).

Nel mondo vivono soprattutto italiani originari del sud Italia: il 51,4% è nato nel meridione, il 33,2% al nord e solo il 15,4% nel Centro Italia (713.775). La Sicilia con 713.483 residenti all'estero è la prima regione di origine, seguono Campania, Lazio e Calabria. Nell'ultimo anno però quella da cui sono emigrate più persone è stata la Lombardia, con 18.425 partenze: Milano, con 6.386 persone, guida la classifica e ha superato, rispetto allo scorso anno, Roma (5.974). Gli aumenti più consistenti tra le prime 10 province si sono registrati a Udine (86,1%) e Varese (46,2%), mentre Cosenza è l'unico territorio con una variazione negativa (-7,5%).

Le italiane che vivono all'estero sono 2.227.964, il 48,1%. Il Friuli Venezia Giulia è l'unica regione che ha più donne residenti fuori dall'Italia che gli uomini (1.134 unità di differenza). La quota più elevata di giovani emigrate si registra in Trentino Alto Adige e nel Lazio, la più bassa in Puglia (40,1%). I minori, invece, sono 706.683, il 15,2% del totale: il 45,0% (319.233) ha meno di 10 anni, il 33,1% (235.644) ha tra i 10 e i 14 anni e il 21,0% (151.806) ha tra i 15 e i 17 anni. Ma fuori dall'Italia abita anche una cospicua comunità di over 65: sono 922.545, 19,9% del totale. Di questi 445.672 hanno meno di 75 anni (48,3%), 317.779 hanno tra i 75 e gli 84 anni (34,4%) e 159.094 hanno più di 85 anni (17,3%). La maggior parte degli anziani iscritti all'Aire è calabrese, proviene dalla provincia di Cosenza e risiede in America latina. In Europa, invece, è la Germania la nazione in cui vivono più bambini italiani con meno di 10 anni, mentre in Europa è la Francia il paese che accoglie la più numerosa comunità di cittadini italiani over 65.

La Germania, con 14.270 trasferiti, è stata la meta preferita, seguita da Regno Unito (13.425) – primo paese lo scorso anno – Svizzera (11.092) e Francia (9.020). Ben tre continenti nelle prime 11 nazioni della graduatoria dei paesi per numero di iscritti per solo espatrio: Europa, America (del Nord e latina) e Oceania. Una varietà che emerge se si considerano invece i paesi che hanno registrato l'aumento maggiore di italiani: in questo caso è in testa la Colombia (più 27,1%), seguita dalla Germania (più 6%), dal Lussemburgo (più 19,8%), dagli Emirati Arabi (più 19,3%), dall'Irlanda (più18,5%), dall'Australia (più 17,6%) e dall'Austria (più 15,3%). In calo, invece, il numero di residenti in Cina (meno 0,9%), in Argentina (meno 3,6%), in Canada (meno 3,9%) e soprattutto in Venezuela (meno 19,8%).

In Italia restano i Neet

Dati allarmanti per quel che riguarda la dispersione scolastica in Italia. A fronte di una media europea che si aggira intorno all'11%, il nostro Paese si attesta in fondo alla classifica con l'15% dei ragazzi che abbandonano gli studi prima del termine. A rivelarlo e' 'Ghost', la prima indagine nazionale sul fenomeno Neet, a cura dell'associazione WeWorld in collaborazione con la cooperativa 'La Grande Casa'-Cnca, la rivista 'Animazione sociale' e il patrocinio dell'Anci.
Dall'indagine emerge quindi un divario consistente con gli altri Paesi europei, come ad esempio la Germania (9,5% di dispersione scolastica), la Francia (8,5%) e il Regno unito (11,8%). Il divario aumenta se si guarda al sud Italia e alle Isole: in Sardegna - regione con la piu' alta percentuale di giovani che lasciano gli studi - la dispersione raggiunge addirittura il 24,3%, a seguira la Campania (22,2%) e la Puglia (19,9%).

Precursori della condizione neet, il contesto sociale, quello economico, la situazione familiare e il percorsi scolastici 'accidentati' (bocciature, interruzioni, cambi di indirizzo). Sempre secondo l'indagine, un ruolo determinante lo assume la famiglia: genitori con un titolo di studio basso avranno con molte probabilita' figli poco istruiti.

Nel corso dell'indagine sono state inoltre raccolte le storie di 42 neet di 7 citta': Torino, Milano, Pordenone, Palermo, Napoli, Roma e Bari. In queste storie emerge quanto la scuola, intesa come ambiente educativo, appaia poco presente e poco viva, una scuola che non entusiasma e crea poca appartenenza. Quasi del tutto assente è infatti l'esperienza dell'ordinamento scolastico sia nel passaggio verso le superiori, sia verso i percorsi successivi.
Un altro aspetto importante della ricerca e' il sondaggio nazionale - condotto da Ipsos - che ha coinvolto mille giovani per chieder loro un giudizio sui neet. Questi ultimi per gli intervistati sono visti come fannulloni, chiusi e con poca fiducia nella societa' e nel futuro.

Redazione (Fonte: Redattore Sociale)

@nelpaeseit

Giuseppe Manzo

Giuseppe Manzo

Giornalista, Direttore nelpaese.it

Sito web nelpaese.it

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