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Venerdì, 24 Novembre 2017

MIGRANTI, LE 8 PROPOSTE DI AMNESTY. A ROMA IN PIAZZA CONTRO "PIANO ESPULSIONI" UE

Scritto da  Giuseppe Manzo Ott 13, 2015

I movimenti la definiscono una "deportazione". È il piano della Ue per espellere oltre 400 000 migranti nelle prossime settimane. L'accordo sarà l'argomento del Summit tra l'UE e l'Unione Africana l'11/12 novembre a Malta. Contro questa decisione la Colizione internazionale sans papiers, profughi e migranti (Cispm) manifesterà davanti alla Commissione europea a Roma Giovedì 22 ottobre dalle ore 15.00 Piazza S. Apostoli

Le 8 proposte di Amensty

Anche se negli ultimi mesi ha fatto notizia l'aumento del numero dei rifugiati che raggiungono i paesi dell'Unione europea, l'86% dei rifugiati - arrivati a quota 19,5 milioni - è attualmente ospitato in paesi in via di sviluppo. Sono i paesi più poveri a "sostenere l'onere della molteplice crisi dei rifugiati". I paesi più ricchi "non stanno facendo abbastanza per condividere quell'onere", considerando anche che i fondi destinati agli appelli dell'Onu sono "cronicamente e gravemente inadeguati". Amnesty International parla di "catastrofico fallimento morale dei leader del mondo, che perdono tempo a litigare tra di loro mentre lasciano vergognosamente milioni di persone a soffrire in disastrose condizioni umanitarie, sarà ricordato per generazioni a venire". L'organizzazione ha presentato un piano in otto punti per affrontare la molteplice e globale crisi dei rifugiati contemporanea.

"La molteplice crisi globale dei rifugiati non ha precedenti e ha gettato nella disperazione milioni di persone. La risposta dei paesi ricchi è stata un catastrofico fallimento. Siamo in un momento cruciale, che determinerà il modo in cui i leader mondiali verranno ricordati per generazioni a venire: la storia li giudicherà assai severamente se non cambieranno il loro atteggiamento", ha dichiarato Salil Shetty, segretario generale di Amnesty. "Il sistema internazionale di protezione dei rifugiati, istituito come garanzia fondamentale dopo la Seconda guerra mondiale, rischia di essere fatto a pezzi se i leader del mondo continueranno a non proteggere persone vulnerabili in fuga dalla guerra e dalla persecuzione. I rifugiati hanno il diritto internazionale di chiedere e ottenere asilo", ha aggiunto.

Al primo punto il nodo delle risorse. Gli appelli umanitari sulle crisi dei rifugiati sono costantemente, e spesso gravemente, sotto-finanziati, ricorda Amnesty: alla data del 2 ottobre, l'appello umanitario dell'Onu per i rifugiati siriani aveva ricevuto solo il 46 per cento della somma necessaria, mentre quello per i rifugiati del Sud Sudan era arrivato appena a un miserevole 17 per cento. Le conseguenze per i rifugiati sono devastanti per quanto riguarda la disponibilità di cibo, medicinali e altre forme di assistenza umanitaria. Ma per Amnesty è anche fondamentale "rispondere positivamente a tutte le necessità di reinsediamento": sono 1,15 milioni i rifugiati che, secondo l'Unhcr, hanno bisogno di essere reinsediati e Amnesty stima che nei prossimi due anni il loro numero possa salire a 1,45 milioni.

L'organizzazione chiede percorsi sicuri e legali per i rifugiati e che sia permesso l'ingresso nel territorio ai rifugiati che arrivano alla frontiera: "i richiedenti asilo devono poter entrare attraverso i varchi di frontiera ufficiali, a prescindere dal possesso o meno di un documento valido per viaggiare". Non ultima una dura e efficace battaglia al traffico di esseri umani.

Redazione (Fonte: Redattore Sociale)

@nelpaeseit

Giuseppe Manzo

Giuseppe Manzo

Giornalista, Direttore nelpaese.it

Sito web nelpaese.it

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