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Mercoledì, 17 Gennaio 2018

DA COMUNE A COMUNE: IL CENTRO-NORD PROTAGONISTA DELLA MIGRAZIONE INTERNA

Scritto da  Giuseppe Manzo Nov 10, 2015

Nel 2013 in Italia 1.362.000 persone si sono trasferite in un altro comune, oltre mezzo milione sono 'migrate' in un'altra provincia. Il flusso piu' significativo non e' da Sud a Nord, come si potrebbe immaginare, ma tra province del Centro-nord, e non poche persone si spostano verso il Mezzogiorno.

Il 'Rapporto 2015 sulle migrazioni interne in Italia-Tempo di cambiare' dell'Istituto di studi sulle societa' del Mediterraneo del Consiglio nazionale delle ricerche (Issm-Cnr) di Napoli, a cura di Michele Colucci e Stefano Gallo (Donzelli editore), conferma un aumento dei movimenti di popolazione dentro l'Italia, che vede gli immigrati grandi protagonisti. Il volume sara' presentato domani a Roma al Cnr.

"Alcune cifre: nel 2013, 216.538 italiani e 76.038 stranieri si sono spostati all'interno delle province del Centro-nord, e' dunque questo il movimento migratorio interno prevalente. 99.552 italiani e 10.417 stranieri si sono spostati lungo la tradizionale direttiva dal Sud al Centro-nord, 67.892 italiani e 6.727 stranieri all'interno delle province del Sud e una cifra non irrilevante di 59.028 italiani e 7.485 stranieri si sono spostati 'all'inverso', dal Centro-nord al Sud", spiega Colucci. "I trasferimenti tra province, che hanno ovviamente piu' 'valore migratorio', rappresentano circa il 40% del totale e attestano un aumento della mobilita': da 486.000 nel 2003 a 543.677 nel 2013.

Per quanto riguarda le province 'calde' come saldo migratorio nel 2013 si attestano con il segno 'piu'': Bologna (+3,9 per mille); La Spezia (+3,2 per mille); Rimini (+ 2,9 per mille) e Bolzano (+2,9 per mille). Con il segno 'meno': Vibo Valentia (-5 per mille); Reggio Calabria (-4,6 per mille); Caltanissetta (- 4,2 per mille) e Napoli (- 4,0 per mille)". "Gli stranieri hanno una tendenza a spostarsi comprensibilmente molto superiore: nel 2013 l'hanno fatto 53,5 persone su mille, contro i non pochi 20 italiani", spiega il saggio di Corrado Bonifazi e Frank Heins (Irpps-Cnr) ed Enrico Tucci (Istat).

"Con la specifica che tra gli italiani si spostano maggiormente gli uomini, tra gli stranieri le donne, soprattutto tra i 44 e i 54 anni: in genere si tratta di cosiddette badanti e collaboratrici domestiche che cambiano luogo di lavoro".

Il lavoro di assistenza e' oggetto nel libro di un approfondimento sul comune di Bondeno (Fe), curato da Caterina Satta (Universita' di Ferrara) con interviste che evidenziano l'isolamento in cui vivono le donne provenienti dall'Est Europa, la necessita' di spostarsi continuamente legata a un lavoro irregolare e precario e il notevole peggioramento delle condizioni di vita con la crisi economica: problematiche che le politiche di accoglienza e integrazione non riescono a intercettare.

Redazione (Fonte: Redattore Sociale)

@nelpaeseit

Giuseppe Manzo

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