Login to your account

Username *
Password *
Remember Me
Venerdì, 24 Novembre 2017

COP21, DALLE TENSIONI DI PARIGI ALLE PROPOSTE: LA SFIDA DEL CLIMA NEL PIANETA FUTURO

Scritto da  Giuseppe Manzo Nov 30, 2015

Dal 30 novembre all' 11 dicembre 2015 si terrà a Parigi la 21° Conferenza delle Parti Onu sui Cambiamenti climatici. Ieri sono state protagoniste le piazze di tutto il mondo, a iniziare da Parigi in uno stato d'assedio. Scontri in piazza della Repubblica dove le forza dell'ordine sbarravano la strada ai manifestanti mentre una parte del corteo aveva deposto le scarpe in segno di protesta contro i divieti di manifestare.

"A 6 anni di distanza dal vertice di Copenaghen – scrive in una nota l'associazione ASud - è la prima volta che finalmente l'attenzione sarà di nuovo concentrata sull'emergenza climatica. A Parigi verrà siglato con ogni probabilità l'accordo globale sul clima destinato nel 2020 a sostituire il protocollo di Kyoto; accordo che rischia di essere una scatola vuota, e che tocca ai singoli governi riempire con impegni vincolanti ed azioni coerenti. Si tratta di una importante occasione per rimettere con forza al centro dell'agenda politica nazionale i temi che riguardano il modello di gestione delle risorse, la tutela ambientale, i diritti delle comunità, la sovranità di queste ultime sul territorio e, più in generale, il sistema economico nel suo insieme".

"Crediamo sia fondamentale porre delle questioni al nostro governo – continua l'associazione impegnata nello studio dei conflitti ambientali - affinché a livello nazionale vi sia un dibattito sulle scelte di politica economica ed energetica necessarie per assumere impegni seri e coerenti con le scadenze globali per le riduzione delle emissioni dei gas climalternati. In questo contesto proponiamo in 5 punti una serie di azioni che crediamo sia urgente discutere per rimettere al centro della agenda politica il tema del cambiamento climatico".

Ecco i punti che ASud propone: "Azzeramento immediato dei 5.300 mld dollari di sovvenzioni alle fonti fossili a livello mondiale e dei 17,5 mld [1] a livello nazionale. Mantenimento dell'80% delle fonti fossili nel sottosuolo nel mondo e in Italia. Definizione di una nuova strategia energetica nazionale (SEN) fondata sul superamento del modello centralizzato e basato sullo sfruttamento delle fonti fossili, verso un modello decentrato, basato sulla microgenerazione e sull'uso di fonti rinnovabili. Abbandono immediato dei progetti di costruzione di centrali a carbone contaminanti a cui oggi vanno 4,02 mld di dollari l'anno, circa lo 0,19 % del Pil [2]. Convertire le spese militari (nel 2014 29,2 mld [3], nel 2015 24 mld [4]), in fondi per l'adattamento al cambamento climatico nel nostro paese e alla definizione di una efficiente strategia d'azione (finanziare la SNAC-Strategia Nazionale Adattamento Climatico). Contribuire al Fondo Verde per il clima [5] con lo 0,06 % del PIL nazionale. Non implementare false soluzioni al cambiamento climatico legate alla produzione di energia da biomassa. Rimodulare l'investimento nazionali nelle "grandi opere", sottoponendo a verifica seria e indipendente quali di esse siano davvero da considerare necessarie e quali un inutile spreco di risorse economiche e ambientali, dirigendo i fondi così reperiti allo sviluppo di piccole opere utili e alla messa in sicurezza il territorio nazionale dal dissesto idrogeologico".

Anche a Roma diecimila persone sono scese in piazza con le associazioni e con i comitati ambientalisti. La sfida del clima mette in gioco il futuro del pianeta: la nostra stessa esistenza.

G.M.

@nelpaeseit

Giuseppe Manzo

Giuseppe Manzo

Giornalista, Direttore nelpaese.it

Sito web nelpaese.it

Lascia un commento

Assicurarsi di inserire tutte le informazioni necessarie, indicate da un asterisco (*). Il codice HTML non è consentito.

  1. Popolari
  2. Tendenza
  3. Commenti

Articoli Correlati

Calendario

« Novembre 2017 »
Lun Mar Mer Gio Ven Sab Dom
    1 2 3 4 5
6 7 8 9 10 11 12
13 14 15 16 17 18 19
20 21 22 23 24 25 26
27 28 29 30