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Sabato, 25 Novembre 2017

REFERENDUM TRIVELLE, SWG: IL 78% VOTA SÌ, A DIFESA DELL'AMBIENTE

Scritto da  Giuseppe Manzo Mar 04, 2016

Manca poco più di un mese al referendum sulle trivellazioni in mare, l'appuntamento elettorale nel quale gli italiani saranno chiamati a votare "si" o "no" allo stop delle attività delle trivelle nelle acque territoriali italiane. Quali sono le previsioni sul risultato del referendum e, soprattutto, quanto sono sensibili i cittadini alle tematiche ambientali?

Il sondaggio condotto da Swg su un campione di duemila soggetti maggiorenni prova a tastare gli umori della popolazione. Secondo le stime, solo un terzo degli italiani sembra intenzionato ad andare a votare il prossimo 17 aprile; se fosse vero, il quesito referendario non avrebbe validità, perché non sarebbe raggiunto il quorum del 50% più uno degli aventi diritto al voto. La maggioranza schiacciante (il 78%) di quelli che si recheranno alle urne, però, si schiera apertamente contro le trivellazioni.

La carenza dell'informazione sembra essere la prima causa di disinteresse. Solo il 22% degli intervistati, infatti, dichiara di essere ben informato sull'appuntamento elettorale; il 40% "ne ha sentito parlare vagamente", mentre ben il 38% dice non saperne nulla.

Eppure più della metà degli italiani, secondo il sondaggio, osteggia le trivellazioni in mare: per il 56% queste attività sono dannose per l'ecosistema e uccidono turismo e pesca. Una minoranza del 37%, invece, si dice favorevole, ma a patto di prestare comunque attenzione all'ambiente.

Più in generale, gli italiani dimostrano una notevole sensibilità ai problemi ambientali e sono preoccupati per il futuro. Per il 52% degli intervistati la qualità ambientale in Italia è seriamente minacciata, per il 41% vive alcuni pericoli e solo il 7% non vede particolari criticità. Ben il 64% delle persone, alla domanda su cosa sia la tutela ambientale, risponde che si tratta di una necessità.

Anche davanti al conflitto tra conservazione dell'ambiente e profitto economico, i numeri sembrano stare dalla parte di chi preferisce rinunciare al petrolio piuttosto che alla qualità ambientale. Interrogati sull'importanza del rendere l'Italia indipendente energeticamente, il 59% degli intervistati risponde che è preferibile rinunciare al petrolio per difendere completamente la qualità ambientale. Il 24%, invece, è pronto a sacrificare un po' di quest'ultima.

Il referendum del 17 aprile interesserà ventuno piattaforme, tra cui alcune dell'Eni, dell'Edison e della Shell. Si tratta di quelle piattaforme dove le attività di trivellazione sono già in atto e di cui si chiede la cessazione, allo scadere delle concessioni, anche se vi è ancora gas o petrolio da estrarre. Proseguiranno, invece, a prescindere dal referendum, le attività petrolifere sulla terraferma e quelle che si trovano in mare a una distanza maggiore di dodici miglia dalla costa.

 

 

Giovanna Carnevale

@nelpaeseit

Giuseppe Manzo

Giuseppe Manzo

Giornalista, Direttore nelpaese.it

Sito web nelpaese.it

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