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Martedì, 21 Novembre 2017

MIGRANTI, 10 DONNE MUOIONO NEL CANALE DI SICILIA. MSF SU VERTICE UE: "ATTACCO AL DIRITTO D'ASILO"

Scritto da  Redazione Giu 30, 2016

Tutte donne le dieci persone morte nell'ennesimo naufragio avvenuto questa mattina nel Canale di Sicilia. Un gommone carico di migranti, con a bordo anche bambini, è affondato a circa venti miglia dalle coste libiche, in condizioni meteorologiche pessime. La guardia costiera è riuscita a trarre in salvo 107 supersiti, ma si trova ancora nelle zone in cerca di eventuali dispersi.

Nello stesso arco di ore, e nello stesso pezzo di mare, un'altra tragedia, consumata più di un anno fa, si è riaperta: il peschereccio su cui morirono il 18 aprile 2015 oltre settecento migranti è stato recuperato e verrà trasportato ad Augusta (Siracusa), dove un network europeo si occuperà di risalire all'identità delle vittime.

Il mare non dimentica mai, l'uomo sì. Oppure fa finta. La gestione dei flussi migratori dell'Unione europea ne è un esempio lampante: dopo l'accordo Ue-Turchia, definito dalle associazioni umanitarie illegale e irresponsabile, con il piano approvato ieri dal Consiglio europeo al termine del vertice del 28 e 29 giugno si è deciso di proseguire lungo la stessa linea politica: tenere in secondo piano e, di conseguenza, minare, i diritti umani.

"Con il via libera al Partnership Framework proposto dalla Commissione, il Consiglio Europeo ha reso l'accordo Ue-Turchia un modello di risposta alla gestione dei flussi migratori e di rifugiati verso l'Europa, ignorando le tragiche conseguenze umanitarie che questo può avere, in particolare in Grecia, e l'attacco al diritto d'asilo che esso rappresenta".

Con queste parole Medici Senza Frontiere ha commentato la chiusura del vertice del Consiglio europeo, che ha dato il via libera al piano, proposto dalla Commissione, al cui interno sono stati accolti molti dei punti avanzati dal governo italiano nel Migration Compact. Il documento si concentra sulla limitazione di accesso sul territorio europeo a tutti i costi.

"L'inasprimento delle misure di contrasto alle migrazioni, culminate nel recente accordo con la Turchia e con l'approvazione del Partnership Framework", ha continuato Msf, "oltre ad aumentare la sofferenza delle persone, sta mettendo in seria discussione il concetto di rifugiato e di protezione internazionale".

"Pur riconoscendo le sfide della crisi legata ai grandi movimenti di massa a livello globale, il Consiglio sta reagendo con una risposta di contenimento delle persone in fuga da regioni di guerra e conflitto. Invece di estendere la protezione e l'assistenza a coloro che ne hanno più bisogno, gli stati europei girano lo sguardo dall'altra parte, mettendo a rischio il diritto di fuga e di asilo".

"L'attenzione posta dall'Unione Europea sulla deterrenza e l'esternalizzazione dei controlli di frontiera non impedirà alle persone di raggiungere l'Europa, ma aumenterà invece le reti di trafficanti, mettendo ancora pù a rischio la vita di chi fugge. Un nuovo approccio è necessario: il solo modo per far fronte alla crisi creata dalle stesse politiche europee, è garantire vie legali e sicure per raggiungere l'Europa, favorendo l'accesso al diritto di asilo, alle misure di ricongiungimento familiare e alle procedure di relocation, e nel contempo migliorando le condizioni di accoglienza in Grecia e in Italia".

 

Redazione 

(Fonte: Redattore Sociale)

@nelpaeseit

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