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Sabato, 25 Novembre 2017

NONNI DIGITALI, PIÙ ANZIANI SU INTERNET. I DATI AUSER

Scritto da  Redazione Ott 13, 2016

Se “gli esami non finiscono mai”, l’apprendimento dura tutta la vita. Non importa se si è passata la soglia dei sessantacinque anni: il bisogno di informarsi e di stare al passo con i tempi rimane, e uno studio sugli anziani italiani lo dimostra.

In collaborazione con l’università Roma Tre, l’Auser (Associazione per l’invecchiamento attivo) ha promosso una ricerca sui fabbisogni formativi della popolazione italiana over 65 e sul loro grado di interesse verso le iniziative formative. Lo studio indaga inoltre i rapporti degli anziani con la pubblica amministrazione, il sistema sanitario e le loro relazioni sociali.

Per quanto riguarda i mezzi preferiti con cui informarsi, la propensione è quasi plebiscitaria per l’uso della televisione (l’85% degli intervistati la vede tutti i giorni e nel 63,5% dei casi dichiarano di non avere difficoltà nella comprensione del linguaggio o dei temi). Alla tv si affianca la preferenza per i mezzi d’informazione più tradizionali come i giornali e la radio, mentre si affaccia all’orizzonte una percentuale minoritaria (ma non trascurabile) di utilizzatori di internet, con un anziano su dieci che si connette tutti i giorni e uno su quattro che lo fa almeno qualche volta al mese.

In Italia, comunque, solo il 16% delle famiglie di soli anziani ha accesso ad internet e il 9% possiede cellulari abilitati contro una media nazionale rispettivamente del 64% e 54% delle famiglie.

In merito al contenuto dell’informazione, gli intervistati esprimono una preferenza relativa per le notizie e gli argomenti di cronaca (41%), politica e salute stanno rispettivamente al 29% e 36% mentre sport ed economia intorno al 20%. Alla domanda “su quali argomenti vorrebbe essere più informato”, il 38,6% degli intervistati risponde in particolare medicina e salute, attività sociali e politica, cultura ed economia. Un dato molto positivo è la voglia di apprendimento: quasi il 30% degli anziani sarebbe disponibile a partecipare a corsi, iniziative di aggiornamento, seminari o laboratori. E lo farebbe nel 36,9% dei casi presso una sede di qualche associazione.

In merito alla gestione del risparmio, la maggioranza assoluta degli intervistati (59,3%) dichiara di aver aiutato finanziariamente nel corso della propria vita i propri figli o nipoti. Il 44,4% è riuscito a mettere da parte dei risparmi scegliendo prevalentemente investimenti in depositi su conto corrente (51,9%), case e immobili di proprietà (31%), fondi pensionistici (10,7%), mentre azioni, titoli di stato e obbligazioni non superano la soglia del 2-3%. Gli over 65 si fanno consigliare su come gestire al meglio i propri soldi in primis dalla propria banca o da figli o familiari. Tre intervistati su quattro si ritengono molto o abbastanza informati sui loro risparmi, mentre uno su due è sostanzialmente soddisfatto delle informazioni fornite dalle banche e dagli istituti finanziari gestori.

E la vita sociale? A parte i rapporti con i propri familiari, gli svaghi fuori casa sono diversi e vanno dall’attività fisica (11%) ai viaggi (7,7%), agli spettacoli di cinema e al teatro (7,5%). Un’attività molto apprezzata è la lettura dei libri e uno su tre dichiara di leggere tutti i giorni. La vita degli over 65 trascorre tra azioni quotidiane, interessi, svaghi dentro e fuori casa e relazioni sociali, ma uno su dieci è anche impegnato in attività di volontariato (11,3%) mentre il 3,9% dichiara che sarebbe interessato a farne, soprattutto per aiutare le persone più fragili.

Infine la salute: la quasi totalità degli intervistati giudica il proprio stato di salute quanto meno discreto (46% del totale), buono o molto buono rispettivamente il 37,1% e il 7,2% . Ad uno stato di salute mediamente buono corrisponde un buon livello di autosufficienza. Un intervistato su due è infatti in grado di compiere tutte le attività indicate nel questionario da solo, anche se con problemi.

Secondo lo studio, oggi il 21,7% degli italiani è over 65 e il trend demografico dice che nel 2050 la percentuale salirà al 30%. I risultati sono stati presentati il 13 ottobre a Firenze presso l’Istituto degli Innocenti, nell’ambito dell’ottava edizione della Città che apprende.

Redazione

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