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Martedì, 21 Novembre 2017

SWG: FENOMENO TRUMP, ITALIA DIVISA SUL SIMBOLO USA DELL'ANTICASTA

Scritto da  Redazione Nov 18, 2016

È stato osteggiato dai media, mollato dai leader parlamentari repubblicani, avversato dalle star di Hollywood e della musica, ma alla fine l’ “impresentabile” Donald Trump ha vinto le elezioni americane lasciando senza parole buona parte non solo degli Stati Uniti, ma anche del resto del mondo.

Oltreoceano, così come in Italia, la vittoria Trump ha approfondito ancora di più, nelle democrazie occidentali in fase di crisi post-globalizzazione, il solco tra cittadini ed élites, tra chi crede ancora nella politica e chi la aberra, tra chi è più di altri povero, arrabbiato e stanco e chi tiene saldi dei principi e li insegue nonostante le circostanze contrarie.

La confusione politica è probabilmente il segno più evidente di società in cambiamento, messe alla prova dagli eventi dell’attualità, in primis dal fenomeno migratorio: Trump, supermiliardario che ha fatto breccia nei cuori degli operai statunitensi, la impersonifica.

Quello delle elezioni americane è quindi un risultato che va letto non solo all’interno dei confini Usa: del nuovo inquilino della Casa Bianca, ad esempio, cosa ne pensano gli italiani? A questa domanda prova a rispondere l’ultimo sondaggio Swg, realizzato su un campione rappresentativo nazionale di mille soggetti maggiorenni. Il 74% degli intervistati si dice poco o per niente entusiasta dell’elezione di Trump, contro il 26% che invece lo è molto o abbastanza.

Ma i dati più interessanti vengono fuori se si considerano le opinioni degli elettori di specifici partiti politici: quelli più entusiasti votano Lega Nord (60%) e Forza Italia (57%), seguiti da quelli del Movimento5Stelle (43%). Al contrario, la maggioranza degli elettori del Partito Democratico (65%) si dichiara spaventato dalla vittoria di Trump.

Sugli elementi che hanno spinto gli americani a votare il candidato opposto alla Clinton, gli italiani sembrano avere le idee ben chiare: per il 65%, un grande stimolo è stata la demonizzazione di Trump e l’ostilità nei suoi confronti dimostrata dagli organi di stampa: questo fenomeno, infatti, ha rappresentato una conferma per quanti ritenevano Hillary Clinton il simbolo dell’establishment e dei “poteri forti”.

Per il 30% degli italiani, chi esce sconfitto dalle elezioni americane è chi credeva in un rinnovamento della politica e difendeva l’apertura agli immigrati. Non solo: rispettivamente per il 22 e il 21%, sono perdenti anche i politici e le élites. Trionfano, invece, coloro che hanno voglia di soluzioni chiare e nette (per il 29% degli italiani), di difendersi dai danni della globalizzazione (per il 24%) e di mettere al primo posto la difesa della gente (23%). Pochissimi italiani (l’8%), però, credono che con Trump abbiano vinto i più poveri.

Ad ogni modo, l’uomo che risiederà alla Casa Bianca per i prossimi quattro anni è riuscito a conquistare l’elettorato perché non si inserisce (almeno agli occhi degli americani) all’interno della tanto odiata casta (la pensa così il 28%), perché “parla chiaro e non in politichese” (20%) e, infine, perché “è ricco e famoso e le persone vogliono imitarlo” (17%).

Giovanna Carnevale

@nelpaeseit

Redazione

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