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Domenica, 21 Gennaio 2018

FRANCIA / THEO E LA POLIZIA VIOLENTA,TRA LA DESTRA E LO STATO D'EMERGENZA

Scritto da  Giuseppe Manzo Feb 08, 2017

Continua la guerriglia nella banlieue di Parigi, per la quarta notte consecutiva dopo gli incidenti e le accuse di violenza alla polizia nei confronti di Theo, il giovane di Aulnay-sous-Bois che ha ricevuto ieri la visita in ospedale del presidente Francois Hollande. Per la prima volta da giovedì scorso la notte è stata calma a Aulnay, ma in diverse località della Seine-Saint-Denis ci sono stati disordini, lanci di bottiglie incendiarie, cassonetti e auto dati alle fiamme. La polizia ha arrestato 17 persone. I pompieri sono intervenuti per un inizio di incendio in una scuola, l'autista di un autobus è rimasto ferito in modo leggero dal lancio di una molotov.

La banlieue con i suoi tumulti e la rabbia degli emarginati irrompe nella campagna elettorale per l'Eliseo. Théo, un ragazzo pestato e sodomizzato con un manganello dalla polizia, diventa in poche ore il simbolo di quelle periferie per le quali l'ex primo ministro Manuel Valls parlava di apartheid.

La Destra soffia sul fuoco

Mentre Marine Le Pen è andata in commissariato, a dare la sua solidarietà ai poliziotti. Invischiata nei mille tentacoli degli impieghi parlamentari della moglie di Francois Fillon, la campagna elettorale, a meno di tre mesi dalla data delle elezioni, ha avuto un colpo di frusta.

Ancora una volta, come nel 2007 quando i moti accompagnarono l'elezione di Nicolas Sarkozy, è bastata una scintilla per far scoppiare la guerriglia, che va avanti da tre notti consecutive: auto in fiamme, bande di ragazzi che vogliono "vendicarsi" sfasciando tutto, polizia che risponde con lacrimogeni e sparando colpi di arma da fuoco in aria. Al centro dell'attualità c'è ormai Théo, un ragazzo finito in ospedale con gravi lesioni e una prognosi di 60 giorni. Lividi e, soprattutto, gravi colpi di manganello nella zona rettale, l'accusa certo più grave e impressionante.

La sua foto con la faccia pesta e la maglia dell'Inter, mentre Hollande gli stringe la mano sul letto d'ospedale, ha fatto in breve il giro del mondo. Mentre il presidente era in ospedale, Marine Le Pen ha fatto il giro di diversi commissariati della banlieue, portando la solidarietà sua e del Front National ai poliziotti e condannando le "sommosse". Il ragazzo ha lanciato un appello ai suoi amici chiedendo di ritrovare la sua "cité", Aulnay-sous-Bois, dove giovedì sera è stato pestato da quattro poliziotti ora in stato di fermo, "come l'ho lasciata". "Non fate la guerra, restate uniti, ho fiducia nella giustizia", sono stati i concetti espressi dal giovane, mentre si teme un'altra notte di auto in fiamme, cassonetti bruciati e guerriglia con la polizia. "Grazie per questo messaggio - gli ha detto Hollande - per questa fiducia e per l'amore per la tua città".

Lo Stato d’emergenza

In Francia lo stato d'emergenza è stato rinnovato cinque volte, standardizzando una serie di misure invadenti, tra cui il potere di vietare le manifestazioni e quello di condurre perquisizioni senza mandato giudiziario. Misure d'emergenza temporanee, come le ordinanze amministrative per controllare i movimenti delle persone in Francia sono sempre più incorporate nella legislazione ordinaria. La nuova legge anti-terrorismo della Polonia ha reso permanenti poteri amplissimi, che tra l'altro prendono di mira in maniera discriminatoria i cittadini stranieri.

Questo è il contesto in cui è avvenuto il controllo e poi la violenza ai danni di Theo. Amnesty International aveva pubblicato il rapporto, intitolato "Pericolosamente sproporzionato: uno stato di sicurezza nazionale sempre più in via di espansione in Europa" e pubblicato alla vigilia dell'adozione della direttiva dell'Unione europea sul contrasto al terrorismo.

Dopo il Bataclan e gli attacchi di Parigi i diritti umani sono messi in discussione, un sacrificio sull’altare della sicurezza nazionale.

Redazione (Fonte: Ansa)

@nelpaeseit

Giuseppe Manzo

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