Login to your account

Username *
Password *
Remember Me
Lunedì, 11 Dicembre 2017

DA VENEZIA A CHIASSO: QUEI MIGRANTI MORTI SUI TRENI PER OLTREPASSARE LE FRONTIERE

Scritto da  Redazione Apr 05, 2017

La frontiera chiusa non ferma i migranti che provano con ogni mezzo, rischiando di morire. Un uomo è stato trovato privo di vita la notte scorsa all'interno di un vagone merci che era giunto dalla Serbia in un'azienda di Portogruaro (Venezia). Si tratterebbe di un migrante che aveva cercato di entrare in Italia dalla rotta balcanica. Indagini in corso da parte della Procura di Pordenone per stabilire le cause del decesso ed eventuali responsabilità di terzi. L'uomo si trovava all'interno di un carro che trasportava cereali.

Non è un caso isolato e non riguarda solo la frontiera est. Il fenomeno dei migranti nascosti sui treni e che rischiano la vita è molto diffuso. Sulla frontiera tra Italia e Svizzera ha perso la vita un maliano lo scorso febbraio mentre il 18 un camerunense ha rischiato di morire: volevano viaggiare sdraiati sul tetto del treno dove non hanno neanche toccato i fili dell'alta tensione, è bastato il fatto che fossero nel campo elettrico generato dalla linea.

"È una trappola mortale. Questi treni, i Tilo, hanno una conformazione del tetto che fa pensare che ci si possa sdraiare senza correre pericoli. Ma nel passaggio in Svizzera la tensione aumenta e rimangono folgorati", spiega Michele Luppi, uno dei volontari di Welcome Osservatorio Migranti. I volontari stanno ora distribuendo tra i migranti che stazionano a Como un volantino in cui li avvertono del pericolo mortale. "L'abbiamo messo anche sulla nostra pagina Facebook, chiunque può scaricarlo e distribuirlo ai migranti con cui è in contatto".

Secondo le autorità elvetiche nei primi due mesi del 2017 i tentativi di ingresso illegale nel Canton Ticino sono stati 2.909. Nel corso del 2016 sono stati 33.844 , quasi tutti attraverso la frontiera di Chiasso. La maggioranza dei fermati proveniva dal continente africano: 9.253 eritrei, 2.686 gambiani e 2.471 etiopi. Dalle indagini svolte dalla Gendarmeria e dalle forze dell'ordine italiane, è emerso che il giovane maliano aveva già tentato di uscire dall'Italia passando da Ventimiglia.

"La chiusura dei confini induce questi giovani a tentare ogni strada", sottolinea Michele Luppi. Per ricordare il giovane maliano, le associazioni che si occupano dei migranti a Como e in Svizzera hanno organizzato una veglia di preghiera il 19 marzo scorso a Como. Don Giusto della Valle, parroco della chiesa di Rebbio, che in passato ha accolto decine di migranti, ha letto una breve lettera idealmente indirizzata al giovane maliano: "Non saresti morto se ci fossero corridoi umanitari, se dall’Africa si potesse venire in Europa liberamente in aereo come avviene per gli europei che si recano in Africa, se la libera circolazione fosse per tutti e non solo per i ricchi della terra, se fossi stato meno imprudente".

Tutto questo avviene, ironia della sorte, mentre la Lega Nord protesta perché proprio il Canton Ticino ha chiuso due frontiere “minori” ((Pedrinate-Colverge e Novazzano-Rovago, in provincia di Como, e Ponte Cremenaga, in provincia di Varese), di notte contro “gli italiani ladri", con una forte mobilitazione degli amministratori locali. La Farnesina ha anche convocato "con urgenza" l'ambasciatore elvetico in Italia, per chiedere chiarimenti. Si spera che sul tavolo venga discusso anche il fenomeno dei giovani migranti che muoiono bruciati vivi per oltrepassare l’ennesimo muro della Fortezza Europa.

Redazione (Fonti: Ansa e Redattore Sociale)

@nelpaeseit

Redazione

Redazione

Lascia un commento

Assicurarsi di inserire tutte le informazioni necessarie, indicate da un asterisco (*). Il codice HTML non è consentito.

  1. Popolari
  2. Tendenza
  3. Commenti

Articoli Correlati

Calendario

« Dicembre 2017 »
Lun Mar Mer Gio Ven Sab Dom
        1 2 3
4 5 6 7 8 9 10
11 12 13 14 15 16 17
18 19 20 21 22 23 24
25 26 27 28 29 30 31