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Venerdì, 22 Giugno 2018

SWG: SEGNALI DI RIPRESA, IL CETO MEDIO RISCOPRE LA FIDUCIA

Scritto da  Redazione Set 15, 2017

I segnali di ripresa economica si iniziano ad avvertire e coinvolgono anche il quadro occupazionale. A certificare il movimento positivo, questa volta, non è l’andamento del Pil o le valutazioni dei vari centri economici internazionali, ma la percezione diretta e quotidiana degli italiani. Lo dice Swg che pubblica la sua PoliticApp di questa settimana.

“Crescita degli acquisti, lento sfiorire dei tratti pessimistici, avvisaglie posi-ve sul fronte occupazionale: sono i tratti che strutturano, nell’opinione pubblica, le percezioni sull’attuale trend economico nazionale. Non siamo di fronte a un’inversione complessiva di tendenza, ma a una lenta, costante e posi-va risalita del clima di fiducia”.

Nell’autunno 2016, il 64% degli italiani era pessimista e non vedeva alcuna ripresa all’orizzonte. Dodici mesi dopo, al rientro dalle ferie agostane, il quadro è chiaramente migliorato. Il pessimismo è calato di 7 punti, mentre è cresciuto l’ottimismo, con il 43% degli italiani che avverte sintomi di ripresa economica (erano il 38% nel settembre 2016).

Le valutazioni positive di parte dell’opinione pubblica non nascono in astratto, ma sono il frutto del vissuto delle persone, dell’esperienza quotidiana, delle relazioni con amici, parenti, colleghi, conoscenti. È in queste re- di conoscenze che le persone hanno osservato, in questi mesi, un ritorno dei consumi (57%), la ripresa della voglia di spendere, di dedicarsi allo shopping. Una percezione condivisa sia dal 60% della middle class, sia da un’analoga quota di appartenenti ai ceti bassi. Al fianco della ripresa dei consumi, le persone osservano, nelle loro relazioni quotidiane, l’affievolirsi delle apprensioni, delle paure e dei timori.

Un calo dello scetticismo, che sta generando un clima più disteso (43%) in una parte della società. Lo schiarirsi del cielo dalle nuvole più cupe è avver-to, in primis, dai segmenti sociali più forti (49% del ceto medio), dai residenti a Nordovest (45%), ma si fa strada anche al Sud (40%). A sostenere e rafforzare il senso di miglioramento dell’economia c’è anche la sensazione di un cambio di passo sul fronte occupazionale. Nel 2015 solo il 19% degli italiani affermava di conoscere persone che avevano trovato lavoro; oggi, questa quota è balzata in avanti di 9 punti percentuali, portando la media al 28%.

Fiducia oltre la crisi

“Siamo di fronte, anche in questo caso, a segnali di chiaro miglioramento, non a inversioni complete di ro/a, ma il motore sembra essersi messo in moto. Il territorio che ha le migliori performance sul fronte occupazionale è il Nordest (37%), ma indicazioni importanti arrivano anche dal Sud (29%)”.

La ripresa nel lavoro, per ora, è avvertita soprattutto dalle classi medie, mentre i ceti più bassi stentano ancora a cogliere effettivi cambi di passo. Se passiamo dai dati di pura percezione, al quadro del vissuto delle famiglie, il miglioramento del trend economico è ancora più evidente. Rispetto al 2013 il numero delle famiglie in difficoltà è in decisa discesa.

I nuclei familiari che stentano a pagare le bollette di luce, acqua e gas sono in netto calo (-10%) e sono passa- dal 40% del 2013 al 30% di oggi. Ancora più evidente (-14%) è la diminuzione della quota di famiglie costrette a fare rinunce sugli acquisti non alimentari. Siamo transita- dal 43% del 2013 al 29% di oggi e questo ben spiega la sensazione di ripresa dello shopping che aleggia nell’opinione pubblica.

Stop secco anche a tagli e riduzioni sulla spesa alimentare. Nel 2013 il 21% delle famiglie era stato costretto a ridurre il carrello della spesa. Quattro anni dopo, a settembre 2017, la quota è diminuita di dieci punti, scendendo all’11%. Un dato certamente non ancora tranquillizzante, ma il segnale d’inversione è evidente. In discesa, infine, il numero delle famiglie che hanno difficoltà a pagare mutui e spese mediche (-6% le prime e -3% le seconde).

“Nel nostro Paese si respira realmente un’aria di risveglio economico. Un miglioramento che inizia a diffondersi in vasti strati della società e per la prima volta, da anni, i da- di crescita registrati dagli indicatori macro-economici hanno un riscontro effettivo nel vissuto e nella percezione delle persone”.

Certo, l’onda lunga della crisi fatica ad abbandonare i nostri lidi, ma la via della ripresa sembra tracciata. “Una nuova stagione di sviluppo, oggi, sembra possibile, anche se il cammino appare ancora irto e lungo”, conclude il rapporto di Swg.

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