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Sabato, 16 Dicembre 2017

STUPRI, 7 MILIONI DI DONNE VITTIME DI ABUSI: 80% COMPIUTI DA ITALIANI. I DATI ISTAT In primo piano

Scritto da  Redazione Set 27, 2017

Secondo le elaborazioni Istat sui dati del ministero dell'Interno, sono state 149 le donne vittime di omicidi volontari nel 2016 in Italia. Se si esamina la relazione autore/vittima, di quei 149 omicidi di donne nel 2016, quasi 3 su 4 sono stati commessi nell'ambito familiare: 59 donne sono state uccise dal partner, 17 da un ex partner e altre 33 da un parente. Questi alcuni dei dati presentati da Giorgio Alleva, presidente dell'Istituto nazionale di statistica (Istat) in audizione alla Commissione parlamentare di inchiesta sul femminicidio, nonché su ogni forma di violenza di genere.

Nell'ultimo decennio, in Italia, la quota di omicidi avvenuti in ambito familiare ha oscillato da un minimo del 63% (62,7%) nel 2010 ad un massimo del 77% nel 2014, per poi scendere al 73,2% nel 2016. "Le differenze di genere sono sostanziali - spiega Alleva - sempre nel 2016, i maschi vittime di omicidio sono 251 e tra questi 40, il 16% circa (15,9%), sono stati uccisi nell'ambito delle relazioni familiari". La costante riduzione del numero di omicidi registrata negli ultimi decenni "ha riguardato principalmente individui di sesso maschile", segnala il presidente Istat. Gli uomini vittime di omicidio sono passati da 4 a 0,9 ogni 100 mila (tra il 1992 e il 2015, secondo i dati dell'indagine Cause di morte per la quale disponiamo di una serie storica lunga), mentre per le donne il tasso è sceso da 0,6 a 0,4.

"Sebbene, quindi, per i maschi l'incidenza degli omicidi si mantenga tuttora nettamente maggiore (circa doppia) rispetto alle donne, i progressi sono stati molto visibili", rileva Alleva. Per le donne, "che partivano da una situazione molto più favorevole - aggiunge - la diminuzione nel tempo ha invece seguito ritmi molto più lenti ed è riconducibile ad una riduzione del numero di vittime da autore ad essa sconosciuto o non identificato piuttosto che a un calo delle vittime in ambito familiare".

"Dal punto di vista dell'analisi, possiamo affermare che i femminicidi non sono che la forma più estrema di violenza di genere - valuta Giorgio Alleva, presidente dell'Istat, in audizione alla Commissione parlamentare di inchiesta sul femminicidio -. La violenza contro le donne è un fenomeno di difficile misurazione, perché si sviluppa soprattutto negli ambienti più familiari, dove una donna dovrebbe sentirsi più sicura e dove può trovarsi ad affrontare in solitudine una situazione che la vede opposta a familiari o persone vicine".

Sette milioni di donne ha subito forme di violenza

Con l'indagine del 2014 Istat ha stimato che nel corso della propria vita poco meno di 7 milioni di donne tra i 16 e i 70 anni (6 milioni 788 mila), quasi una su tre (31,5%), hanno subito una qualche forma di violenza fisica o sessuale, dalle forme meno gravi come lo strattonamento o la molestia a quelle più gravi come il tentativo di strangolamento o lo stupro. Per quanto riguarda, in particolare, la violenza sessuale, si stimano 4 milioni e mezzo di donne vittime di una qualche forma (realizzata o tentata) di violenza sessuale nel corso della propria vita. In più di un milione di casi (1 milione e 157mila) si è trattato delle forme più gravi: stupro (3,0%; 652 mila) e tentato stupro (3,5%; 746 mila).

I partner attuali o gli ex sono prevalentemente gli autori delle violenze più gravi. 2 milioni e 800 mila donne sono state vittime delle loro violenze: si tratta di poco più del 5% delle donne con un partner attuale (5,5%, 855 mila) e di quasi il 20% delle donne che hanno avuto un partner nel passato (18,8%, 2 milioni e 44 mila). In particolare, sono gli autori di quasi il 63% degli stupri (62,7%) e più in generale di oltre il 90% (90,6%) dei rapporti sessuali indesiderati vissuti dalla donna come violenza. I dati ricordati da Giorgio Alleva, presidente dell'Istat, alla Commissione femmincidio mostrano come "più di una donna su tre vittima della violenza del partner ha riportato ferite, lividi, contusioni o altre lesioni (37,6%). Circa il 20% è stata ricoverata in ospedale a seguito delle ferite riportate, e più di un quinto di coloro che sono state ricoverate ha avuto danni permanenti".

La violenza non si ferma neanche nel corso di una gravidanza: in poco meno di 1 caso su 4 (23,4%) le violenze sono diminuite, mentre per il 7,5% delle donne sono addirittura aumentate e per l'8,5% iniziate. Tra le donne straniere vittime di violenza da parte del partner, la quota di coloro che riportano ferite arriva a sfiorare il 45% (44,6%), con una maggiore incidenza di ricoveri (il 23,1% contro il 18,9% delle italiane). In generale, la quota di straniere che dichiara di aver subito violenza fisica o sessuale è pressoché identica a quella delle donne italiane (31,3% - 644 mila donne, contro 31,5% - 6 milioni 144 mila donne). Si attestano sopra la media le donne moldave, che superano il 35 per cento (37,3%), le romene (33,9%) e le ucraine (33,2%), mentre le percentuali sono più basse della media fra le donne marocchine (21,7%), albanesi (18,8%) e cinesi (16,4%).

Per quel che riguarda il trattamento che le donne vittime di violenza da parte del partner ricevono quando si rivolgono a un ospedale o al pronto soccorso, "una vittima italiana su tre ha dichiarato che il personale sanitario ha minimizzato, se non addirittura non raccolto la testimonianza di violenza subita", prosegue Giorgio Alleva. La quota scende a meno di una su cinque nel caso delle vittime straniere (il personale sanitario "ha fatto finta di niente" nel 33,6% dei casi con vittima italiana contro il 18% dei casi con vittima straniera).

Abusi prima dei 16 anni

Il 10,6% delle donne dichiara di aver subito una qualche forma di violenza sessuale prima dei 16 anni ed e' purtroppo in aumento la percentuale dei figli che hanno assistito a episodi di violenza sulla propria madre (dal 60,3% al 69% tra il 2006 e il 2014) e di quelli che sono stati direttamente coinvolti (dal 15,9% al 24,6%).

"L'importanza di questo aspetto e' testimoniata dalla relazione esplicita tra vittimizzazione vissuta e assistita da piccoli e comportamento violento - dice Alleva- il tasso di violenza da partner attuale passa dal 5 (5,2%) al 25% (25,4%) se il partner ha assistito alla violenza del padre sulla propria madre, per arrivare al 36% (35,9%) se ha subito violenza fisica da parte dei genitori, in particolare dalla madre".

Confrontando le stime del 2014 con quelle del 2006, "si colgono alcuni segnali incoraggianti, che indicano una complessiva riduzione di tutte le forme di violenza subite e una maggiore propensione ad intraprendere percorsi di uscita dalla spirale della violenza- dice Alleva- Tuttavia, permangono segnali fortemente negativi. Restano stabili le quote di donne vittime di violenza estrema (stupri e tentati stupri) e delle forme piu' efferate di violenza (uso o minaccia di usare una pistola o un coltello) (rispettivamente all'1,2% e 0,4%) e aumenta la gravita' delle violenze sessuali e fisiche".

Le forme piu' gravi di violenza sessuale sono invece piu' spesso riportate dalle donne straniere (7,7% di stupri/tentati stupri contro il 5,1% delle italiane), e piu' frequentemente sono commesse da partner attuali o precedenti (68,3% degli stupri e 42,6% dei tentati stupri). Nella maggior parte dei casi, la violenza subita da parte del partner, attuale o precedente, e' iniziata nel Paese di origine (68,5%), mentre per quasi il 20 per cento (19,4%) e' relativa a una relazione iniziata in Italia.

Le donne straniere mostrano piu' elevati livelli di denuncia (il 17,1% contro l'11,4% delle italiane) e di richiesta di aiuto presso i centri antiviolenza e i servizi (6,4% contro 3,2%). "È pur vero che le donne straniere hanno una rete di sostegno meno forte rispetto alle donne italiane e cio' necessariamente le spinge a cercare aiuto nei servizi", dice Alleva

Italiani 80% degli stupratori

Gli stupri subiti dalle donne italiane sono stati commessi da italiani in oltre l'80% dei casi (81,6%), da autori stranieri in circa il 15% dei casi (15,1%).  Per le vittime straniere, l'autore delle violenze è un connazionale una volta su due, esclusi i casi meno gravi di violenza e molestie dove l'autore è prevalentemente italiano. Gli stupri subiti dalle donne straniere sono stati commessi da connazionali in circa 3 casi su 4 (73,2%), da italiani e altri stranieri rispettivamente nel 18 e nell'11% (10,9%) dei casi.

"È interessante sottolineare che il comportamento di denuncia delle italiane risulta cambiare notevolmente se l'autore della violenza sia straniero - dice Alleva - la quota di vittime di stupro da un autore straniero che dichiara di aver sporto denuncia è infatti oltre 6 volte più alta rispetto al caso in cui l'autore è italiano". Per il tentato stupro, la differenza è ancora più marcata: "la quota di donne che denunciano, nel caso di un autore straniero, è 10 volte più alta rispetto al caso in cui l'autore sia un italiano", precisa il presidente Istat.

(Fonte: Redattore Sociale/Dire)

@nelpaeseit 

L'ultima modifica Mercoledì, 27 Settembre 2017 16:00
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