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Sabato, 25 Novembre 2017

I GIOVANI E LO SBALLO: CRESCE CONSUMO DI DROGHE NEL SILENZIO In primo piano

Scritto da  Cronaca Nov 10, 2017

Cresce silenziosamente il consumo di droghe tra i giovani. Aumentano i livelli di libertà dei giovani, ma, contemporaneamente, è in calo il livello di soddisfazione per il rapporto con i genitori. È questa la fotografia sui Millennials. L’uso delle droghe è divenuto diffusivo e in gran parte obliato. Discoteche e sale giochi sono i luoghi di maggior uso, ma il consumo viene fatto un po’ ovunque, anche da soli, in casa. La notte è il momento di maggior “calo” di sostanze, insieme al fine settimana. Questo emerge dalla rilevazione PoliticApp di Swg di questa settimana. 

Se i luoghi e i momenti sono molteplici, la ricerca è sempre la stessa: la voglia di sballo, di andare oltre se stessi, di stordirsi. Nativi digitali, iperconnessi, liquidi, ma anche dalle emozioni tristi, fragili e un po’ monadi, i giovani di oggi hanno un rapporto meno diretto, meno colloquiale con i genitori. Rispetto al 1993, il livello di soddisfazione per la relazione con i familiari è calato di oltre dieci punti, passando dal 93% all’82%. Nel frattempo sono aumentate le forme di libertà. Fare le ore piccole, vedere l’alba per rientrare a casa, è un’abitudine in decisa crescita rispetto alle generazioni precedenti. Nel 1993 le ore piccole erano un vezzo per un terzo dei giovani, soprattutto maschi. Oggi è diventata un’abitudine per un Millennials su due (51%).

"Contemporaneamente registriamo un picco nelle forme di contatto e ricerca dello sballo, nella passione per gli eccessi. Andare oltre le righe, valicare i confini è una sfida continua per i giovani, certi come sono di poter dominare tutto, di poter gestire ogni cosa. La volontà di potenza è un tratto dell’adolescenza e della gioventù. Limite, responsabilità, oculatezza, sono i tratti di quell’adultità da cui, spesso, i ragazzi vogliono rifuggire, cercando il divertimento fino allo spasmo. Lo sballo, ieri come oggi, si lega sempre all’uso di droghe".

La discoteca resta un luogo abituale e di rilievo (l’85% dei ragazzi ha visto qualcuno che faceva uso di droghe o si è sen-to offrire delle sostanze), ma il consumo si estende, pericolosamente, alle sale giochi (il 49% conosce persone che fanno uso di sostanze stupefacenti, mentre il 25% si è sentito offrire delle droghe) e alle ore notturne (il 39% ha provato il desiderio di una droga o se l’è vista offrire, mentre il 27% ha visto persone che si drogavano). Complessivamente, hanno avuto un alto livello di contiguità con le sostanze stupefacenti, perché hanno provato lo stimolo diretto a provarle (10%) o perché se le sono viste offrire (29%), quasi il 40% dei giovani (ovvero 2 milioni e 400mila ragazzi e ragazze). Il fine settimana, con i suoi riti, resta il momento di picco dell’uso delle sostanze e lo sanno bene i medici dei pronto soccorso costretti a fare i conti con ragazzi e ragazze che arrivano in preda a psicosi ed allucinazioni; colti da risate irrefrenabili e conati di vomito; disorientati, aggressivi, con lo sguardo sbarrato e le pupille dilatate, che si agitano senza controllo.

Danni collaterali e silenzio

Sono i “danni collaterali” dello sballo, gli effetti indesiderati di un mercato che mette ogni anno in circolazione nuove sostanze da provare. Ecstasy, speed, ketamina, popper (non il filosofo della libertà, ma stupefacenti con effetto vasodilatatore, usate per aumentare le prestazioni sessuali), lsdpsicoallucinogeni, smart drugs, eroina, cocaina ecc. Il catalogo è lungo e va aggiornato costantemente. All’accrescersi dell’offerta di sostanze, però, ha fatto da contraltare un abbassarsi della tensione sociale sul tema droghe. Oggi il problema è uscito dall’agenda politica ed è entrato in una sorta di limbo: se ne parla poco, è meno visibile e, purtroppo, se ne avverte meno la pericolosità sociale e personale.

Nel 1983 il 55% degli under 24 affermava di aver avuto occasione di parlare con persone che avevano fatto uso di sostanze stupefacenti, mentre oggi siamo al 48%. L’uso delle droghe, inoltre, è diventato meno evidente: nel 1983 il 45% dei ragazzi e delle ragazze affermava di aver visto qualcuno far uso di droghe. Una quota che è scesa al 30% di oggi. I ragazzi che affermano di sentire il desiderio di provare una sostanza restano una solida pattuglia: il 10%. Si tratta della stessa quota del 1993 (quando il tema droga era in vetta all’agenda dell’opinione pubblica).

L’offerta di sostanze, invece, è in crescita. Il 29% dei ragazzi e delle ragazze afferma di aver ricevuto in offerta la possibilità di sperimentare qualche droga. Una quota decisamente superiore sia al 1983 (21%), sia al 1993 (25%). Il fattore più allarmante, però, è quello legato alla correlazione esistente tra la voglia di provare una droga e l’insoddisfazione per le relazioni familiari. Stiamo parlando dell’8-10% dei giovani che ammette di avere problemi e fra questi la spinta a provare le droghe salta al 55% contro il 10% di media.

Un picco che è come un pugno allo stomaco. Venti anni fa l’indice di contiguità* tra l’uso di droghe e l’insoddisfazione nei rapporti familiari era del 200%, oggi è del 500%. Un balzo in avanti preoccupante, specie se lo associamo al calo di soddisfazione nei rapporti familiari che si è registrato nel corso degli ultimi 20 anni. La ricerca dello sballo è una tappa con cui alcuni giovani devono fare i conti, quello che non è normale è il silenzio che è calato sul tema droghe in questi anni. Quel senso di oblio che la società ha posto su una delle contraddizioni più pericolose e su una delle fasi più delicate della crescita dei figli. Una dimenticanza perniciosa, che parla molto del mondo degli adulti e non solo dei ragazzi e delle ragazze di oggi.

L'ultima modifica Venerdì, 10 Novembre 2017 13:32
Cronaca

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