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Sabato, 25 Novembre 2017

FONDO AFRICA, ASGI RICORRE AL TAR: "PREVISTI 2,5 MILIONI A GUARDIA COSTIERA LIBICA" In primo piano

Scritto da  Cronaca Nov 10, 2017

Rapporti Italia-Libia sui respingimenti, nuovo capitolo. L’Associazione Studi Giuridici sull’Immigrazione ha notificato un ricorso al Tribunale Amministrativo del Lazio contro il Ministero degli affari Esteri e del Ministero dell’interno: dal Fondo Africa nella Legge di Bilancio emergono 2,5 milioni di euro per armare la Guardia costiera libica per il trasporto e la sistemazione delle motovedette.  

Il ricorso è stato notificato ai ministeri competenti lunedì scorso. “Abbiamo pensato di rivolgerci al Tar, e cioè alla giurisdizione amministrativa, perché si tratta di uno sviamento di potere in quanto il ministero degli Esteri ha sviato fondi rispetto alla destinazione prevista dal Parlamento - spiega l’avvocata Giulia Crescini a Redattore sociale-. Il fondo Africa, infatti, è composto da 200 milioni, stanziati dalla legge di Bilancio, per "interventi che servono al rilancio della cooperazioni e alla riapertura del dialogo con i paesi africani. Finora non avevamo una prova che questi fondi fossero stati destinati all’esternalizzazione delle frontiere - continua Crescini-. Ma abbiamo chiesto un accesso agli atti e abbiamo visto che uno dei decreti del ministero parla di 2,5 milioni di euro per il trasporto e la sistemazione delle motovedette, soldi che rientrano quindi nel  finanziamento dell’apparato militare libico. In Libia l’intervento principale dovrebbe essere quello di risolvere la crisi umanitaria in corso, che non si risolve, con le motovedette – aggiunge-. Il Fondo Afica ha lo scopo di rilanciare il dialogo, l’obiettivo non è il controllo delle frontiere o armare la guardia costiera libica”.

Solo qualche giorno fa il prefetto Mario Morcone, capo di Gabinetto del ministero dell’Interno e consigliere del ministro Minniti, è tornato sull’accordo Italia-Libia, in occasione della presentazione a Roma del Rapporto sulla protezione internazionale in Italia. “L’Italia non ha mai rispedito nessuno in Libia. Noi abbiamo solo consentito che la Guardia costiera libica salvasse le persone e le riportasse in Libia, ma lo ha fatto la Guardia costiera libica, non lo hanno fatto le navi italiane” ha detto. Secondo Crescini, in realtà, si tratterebbe di “respingimenti delegati”.

“L’Italia non li effettua direttamente, li delega alla Libia fornendo motovedette e materiale militare – spiega – quindi c’è una responsabilità delegata. Questo tipo di respingimenti" delegati", sono stati già dichiarati illegittimi dalla corte europea dei diritti dell’uomo”

Quanto accaduto il 6 Novembre nel Mediterraneo centrale conferma l’idea già sostenuta dall’Asgi in tante altre occasioni: “la guardia costiera libica e le autorità libiche non sono interlocutori affidabili, né tanto meno hanno la possibilità o la volontà di effettuare operazioni di ricerca e salvataggio con le attrezzature fornite dall’Italia. Essi costituiscono, invece, lo strumento cui Italia e Ue hanno appaltato le politiche di respingimento dei migranti che cercano di raggiungere l’Europa”.

(Fonte: Redattore Sociale/ec)

 

L'ultima modifica Venerdì, 10 Novembre 2017 15:25
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