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Lunedì, 11 Dicembre 2017

foto Francesco Malavolta per Carta di Roma foto Francesco Malavolta per Carta di Roma

MIGRANTI E INFORMAZIONE: ECCO IL RAPPORTO CARTA DI ROMA ASPETTANDO LA "TEMPESTA ELETTORALE" In primo piano

Scritto da  Giuseppe Manzo Dic 06, 2017

Il tema delle migrazioni occupa l’agenda della stampa lungo tutto il 2017; l’analisi svolta sulle prime pagine di 6 quotidiani italiani (Corriere della Sera, il Giornale, l’Avvenire, l’Unità, la Repubblica, la Stampa) e dei titoli della stampa locale e nazionale da gennaio a ottobre evidenzia alcuni elementi.

Il fenomeno migratorio conferma la propria centralità sulle prime pagine dei quotidiani, anche se in lieve calo rispetto al 2016: nel corso del 2017 sono 1.087 le notizie dedicate al tema dell’immigrazione sulle prime pagine dei quotidiani analizzati, il 29% in meno rispetto all’anno precedente.

Sono questi i primi dati di “Notizie da paura”, Il Quinto Rapporto Carta di Roma realizzato dall’omonimo Associazione, dall’Osservatorio di Pavia e dall’Osservatorio europeo della sicurezza, presentato oggi a Roma alla Camera dei deputati 

L’analisi

Cosa fa notizia nel 2017: la gestione dei flussi migratori (prima voce nel 2017 con il 44%) e la criminalità e sicurezza (terza voce con il 16%). Entrambe queste macro aree raddoppiano in termini percentuali rispetto all’anno precedente. Nel 2017 si registra un significativo incremento dei toni allarmistici: quasi 20 punti in più rispetto all’anno precedente, dal 27% del 2016 al 43% di quest’anno. Quattro titoli/notizie su dieci hanno un potenziale ansiogeno. Il restante 57% si divide tra la componente rassicurante, con il 5%, e quella neutrale, con il 52%. Altrettanto interessante da rilevare è l’erosione dei titoli rassicuranti che si riducono della metà, dal 10% del 2016 al 5% del 2017.

Le parole dell’immigrazione: i protagonisti del 2017. Migrante e profugo, senza sorpresa, svettano fra i termini più presenti nei titoli, utilizzati rispettivamente 2.455 (17% dei titoli) e 1.322 volte (9% dei titoli). Con maggiore sorpresa, la quarta parola più adoperata dalla stampa italiana nelle proprie titolazioni è stata Ong (623 volte, pari al 4% dei titoli).

Le parole

Su un’ampia base di 5.541 casi, la stampa utilizza in prevalenza termini adeguati: migrante (44%), profugo (24%), immigrato (11%) sono le prime tre voci utilizzate. Permane tuttavia ancora un utilizzo di appellativi denigranti, quale il termine clandestino, seppure adoperata in quantità percentualmente modesta (3%), o marginalmente di termini quali negro, extracomunitario, vu cumprà.

I telegiornali

Migrazioni e migranti hanno avuto ampio spazio nelle edizioni del prime time dei telegiornali delle 7 reti generaliste italiane (TG1, TG2, TG3, TG4, TG5, Studio Aperto e TgLa7). Nel 2017, aumentano le notizie relative al fenomeno migratorio nei telegiornali: 3.713 notizie in 10 mesi, in aumento (+26%) rispetto al 2016; con una media di 12 notizie al giorno e solo 5 giornate senza servizi sul tema.

Il 2017 conferma l’ipotesi dell’esistenza di una correlazione tra la cornice in cui il fenomeno è raccontato e la percezione dei cittadini verso i migranti. I picchi di insicurezza registrati tra il 2007 e il 2008 (in ragione del binomio tra immigrazione e criminalità), sembrano ritornare: tra gennaio e novembre di quest’anno si registra un incremento della paura degli italiani nei confronti di migranti e profughi (43%, dieci punti in più rispetto al 2015), a fronte di un incremento di notizie legate alla criminalità e all’afflusso dall’Africa sulle nostre coste..

In testa con il maggior numero di notizie vi sono due telegiornali della Rai: il Tg3 con 678 notizie e il Tg1 con 668 notizie, anche in ragione della centralità della cronaca politica in questi telegiornali e dell’acceso dibattito su ius soli e gestione dei flussi. Segue a breve distanza il Tg4 (649 notizie); Tg5 e Studio Aperto mantengono un’attenzione inferiore. Il TgLa7 è il telegiornale che dedica meno notizie all’immigrazione.

Come nel 2016, permane la centralità della politica anche nel 2017: in una notizia su 3 è presente, in voce, un soggetto politico e/o istituzionale italiano. La presenza della politica aumenta, se si includono gli interventi e i discorsi di leader politici europei e internazionali che, pur non intervenendo in voce, sono menzionati dai giornalisti. Complessivamente in 4 notizie su 10 vi è una presenza politica italiana o straniera. Resta ai margini la voce dei protagonisti. Immigrati, migranti e profughi hanno voce nel 7% dei servizi, 2 volte in più rispetto al 2016, tornando ai valori del 2015. Ancora invisibili, tuttavia, se si pensa che, sul complessivo di tutti i servizi, inclusi quelli non riferiti al fenomeno migratorio, sono presenti in voce nello 0,5% del casi.

Il dibattito

Giovanni Maria Bellu, presidente dell’Associazione Carta di Roma ricorda: “l’analisi della produzione del 2017 ci dice che, purtroppo, la navigazione sarà ancora lunga. Ma ci aiuta anche a individuare con maggior precisione la rotta da seguire e le tempeste che bisogna prepararsi ad affrontare. La più insidiosa - già si sente il vento che l’annuncia - è prevista per la primavera del 2018. Si chiama campagna elettorale”.

Per Ilvo Diamanti, professore dell’Università di Urbino, direttore scientifico di Demos&Pi, “il rapporto realizzato da Carta di Roma, da alcuni anni, ci permette di individuare e riconoscere i muri. In questo modo ci permette di superarli. Di abbassare il rumore della paura. Quest’anno, la rassegna e la ricostruzione della presenza degli immigrati sui media propone qualche novità. Anzitutto, le immagini hanno preso il sopravvento sulle parole. E le notizie sui giornali hanno perso visibilità, rispetto ai Tg. Gli immigrati hanno perduto identità. Sono, come abbiamo detto, gli altri. In-definiti”.

E Gian Maria Giglio (Federazione Chiese Valdesi) sottolinea la questione religiosa: “sarebbe utile una “Carta d’Assisi” per il pluralismo religioso? Probabilmente sarebbe necessaria. Uno strumento prezioso di lavoro come la Carta di Roma e la Carta di Treviso. Capace di fornire indicazioni utili per far comprendere agli addetti ai lavori la “questione religiosa” oggi fortemente legata al tema delle migrazioni, anche perché, sempre più frequentemente, giornalisti, cronisti, informatori religiosi e vaticanisti, devono confrontarsi – per vari motivi – con il fattore “R”, religione”.

L'ultima modifica Giovedì, 07 Dicembre 2017 16:13
Giuseppe Manzo

Giuseppe Manzo

Giornalista, Direttore nelpaese.it

Sito web nelpaese.it

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