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Venerdì, 25 Maggio 2018

MACERATA, LA PIAZZA NEGATA: MA DOPO DIVIETI E RINUNCE APPELLI ALLA PARTECIPAZIONE In primo piano

Scritto da  Giuseppe Manzo Feb 08, 2018

Un boomerang che porterà a Macerata migliaia di persone in piazza. Questo si sta rivelando il divieto del ministro Minniti alla manifestazione antifascista dopo la richiesta del sindaco della cittadina marchigiana: “mi auguro che anche altre organizzazioni che hanno annunciato manifestazioni accolgano l'invito del sindaco di Macerata. Se questo non avverrà, ci penserà il ministro dell'Interno ad evitare tali manifestazioni”.

Il riferimento del ministro è alla conferma della manifestazione da parte dei centri sociali che vedono in “Sisma”, centro sociale marchigiano, il promotore della mobilitazione. Arriveranno da tutti Italia e con loro ci sarà anche una delle liste che partecipazione alle elezioni, quella di Potere al Popolo con la propria candidata premier e, dopo la lettera a Minniti dei 3 segretari, anche i parlamentari di Liberi e Uguali con militanti e candidati che verranno da tutto il Paese.

Ma il boomerang investe anche Anpi, Arci, Cgil e Libera. Dopo la sospensione della loro partecipazione sul web rimbalzano appelli di decine di iscritti e delegati della Cgil a partecipare alla manifestazione e non solo. Ben 70 circoli Arci hanno annunciato di non rispettare la decisione dei vertici nazionali. Sono circoli già impegnati nella campagna nazionali “Mai più fascismi” promossa proprio da Arci. Poi c'è il tam tam sui social network con semplici cittadini che annunciano di andare scendere comunque in piazza per esercitare il proprio diritto.

Anche nella cooperazione sociale arrivano critiche per il divieto di manifestare nel nome dell’antifascismo come scrivono Alessandro Metz e Gian Luigi Bettoli di Legacoopsociali Friuli Venezia Giulia: “ci sembra quindi molto grave la volontà, da parte del Ministro Minniti, di impedire sabato a Macerata il manifestarsi di quel mondo che rivendica il proprio essere antifascista e antirazzista. Abbiamo bisogno di politica, cultura e società che promuovano accoglienza e solidarietà, come argine al ritorno di un passato che speravamo finito per sempre nella pattumiera della storia”

Secondo Amnesty International Italia con il direttore Gianni Rufini "di fronte a fatti così gravi come quelli accaduti a Macerata, l'invito a un silenzio di riflessione da parte del sindaco è più che comprensibile. Dispiace, tuttavia, che la voglia di tanti cittadini di esprimere il proprio dolore e il proprio sdegno per il recente gravissimo attacco razzista non possa trovare espressione in una manifestazione pacifica. Manifestare pacificamente, infatti, e in solidarietà e per i diritti e l'uguaglianza delle persone dovrebbe essere possibile e garantito proprio in situazioni come queste”. 

Sullo sfondo resta la contraddizione pesante di aver permesso a Casa Pound ieri e a Forza Nuova oggi di essere a Macerata. Proprio Fn è il gruppo neofascista che ha offerto assistenza legale a Traini e ha legittimato politicamente il suo atto terroristico. Inoltre, dopo le foto che ritraggono Traini con Matteo Salvini spunta un’altra foto che lo immortala a una manifestazione proprio di Forza Nuova.

I calcoli elettorali e il richiamo alla “responsabilità” dopo l’atto di matrice fascista, insieme a divieti in antitesi con la Costituzione antifascista, stanno scatenando una nuova voglia di partecipazione. E sabato pomeriggio a Macerata, con una piazza piena, proprio quel “senso di responsabilità” spetterà a chi gestisce l’ordine pubblico: sia rispettata la democrazia e il diritto di manifestare i valori costituzionali.

 

L'ultima modifica Giovedì, 08 Febbraio 2018 21:32
Giuseppe Manzo

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