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Martedì, 25 Settembre 2018

Murales al Fondo rustico Amato Lamberti di Napoli, confiscato alla camorra Murales al Fondo rustico Amato Lamberti di Napoli, confiscato alla camorra

ELEZIONI E VOTO AL SUD: LUOGHI COMUNI E RETORICA RAZZISTA SUI MERIDIONALI In primo piano

Scritto da  Giuseppe Manzo Mar 07, 2018

“Torino città, notevole calo del M5S, a Milano il Pd va bene. Sono le due città con il tessuto intellettuale e economico più avanzato d’Italia”. (Jacoboni, La Stampa)  “Voti M5S nei collegi napoletani più a rischio Camorra: Barra 65,3%; Scampia 65,2%; Pianura 61,0%; Secondigliano 60,3%”. (Vittorio Zucconi, Repubblica). E a fare da tormentone è il ritorno di fiamma dell’ “assistenzialismo” di fronte alla promessa del Reddito di cittadinanza che pervade gli attori politici sconfitti e il loro elettorato (e il 40% di Renzi dopo gli 80 euro?).

Sono solo alcuni dei tweet o commenti sul voto “giallo” nel Mezzogiorno. Giornalisti, analisti, opinionisti e politici stanno riproponendo un campionario di luoghi comuni e sommarie interpretazioni di fronte al voto nel Mezzogiorno. Ovviamente viene rispolverata la presunta superiorità intellettuale del Nord e la ridutio a “tutto è mafia, coppola e lupara”, senza alcuna distinzione. La faccenda diventa anche ridicola se si pensa che al Sud tutte le regioni, eccetto la Sicilia al centro destra, sono amministrate dal Pd.

Lascia sconcertati che questo racconto arrivi da strenui oppositori del gentismo grillino e delle fake news. La venatura razzista che fa il paio con la narrazione anti-migranti, a cui tanti “liberal” di sinistra prestano il fianco, non mette invece in discussione “l’onda nera” leghista al Nord, quasi fosse normale e civile il consenso di massa per Salvini che vuole fare “pulizia etnica quartiere per quartiere”. Se i meridionalisti e tantissimi intellettuali (veri) si stanno rivoltando nella tomba, bisogna confutare queste sommarie .

Tessuto economico più avanzato?

Il Mezzogiorno è l’area più depressa d’Europa: indici di povertà e disoccupazione, soprattutto minorile e giovanile, assenza di infrastrutture, tagli dei trasferimenti pubblici. Eppure Apple e Cisco hanno scelto Napoli, i beni e i terreni confiscati alle mafie sono diventate aziende e opportunità di lavoro grazie alle reti e alle imprese sociali, giovani che dopo aver affollato università internazionali (altro che quelle del Nord) tornano per dare una mano. C’è da segnalare che nelle regioni del trionfo leghista emerge un piccolo problema di infiltrazioni mafiose: dalla Lombardia al Piemonte fino al più grande processo per mafia che si sta svolgendo a Reggio Emilia. Insomma, le mafie sono parte integrante dell’economia delle regioni dove trionfa la Lega Nord.

A Napoli voto inquinato?

Barra è un quartiere della periferia orientale della città, insieme a San Giovanni e Ponticelli. Lì il sottoscritto è nato, cresciuto e tuttora abita insieme a 100mila tra lavoratori, pensionati, disoccupati, precari, studenti. Sono rioni dell’ex zona industriale dove Pci-Pds-centrosinistra aveva il 65% : esattamente lo stesso consenso raccolto da M5S. C’è da dire che proprio a Napoli dal 2011 sia il Pd che il centrodestra sono fuori dai giochi e non raccolgono più quote di maggioranza. Resta il disagio di dover leggere in poche righe il marchio per interi quartieri, da Scampìa a Ponticelli, dove si muove una rete sociale e culturale di altissimo livello: dalla produzione cinematografica al teatro, dalla street art all’impegno ambientale e a quello per il recupero dei minori a rischio.

Bentornata questione meridionale

Di fronte a queste analisi da bar si spiega il trionfo 5 Stelle. Il 4 marzo è esplosa la questione meridionale che merita una narrazione seria, competente e dignitosa. Invece ancora ci troviamo tra Gomorra e boss delle cerimonie, le fiction più ammirate proprio tra presunti intellettuali dell'ex regno sabaudo ormai finito nelle mani della Lega. Certo, si comprende il destino baro e la frustrazione. Però il Mezzogiorno è abituato a capire ben prima i suoi problemi, a lottare per risolverli e al silenzio quando le piccole cose cambiano in meglio. Un silenzio a cui tanti devono dedicarsi per non fare altri danni. 

L'ultima modifica Giovedì, 08 Marzo 2018 16:29
Giuseppe Manzo

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