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Venerdì, 25 Maggio 2018

AFRIN, I CIVILI CURDI PRONTI A DIVENTARE SCUDI UMANI: "FERMATE IL GENOCIDIO" In primo piano

Scritto da  Redazione Mar 12, 2018

Il doppio fronte in Siria: dalle cronache del Ghouta al dramma di Afrin. Nello scacchiere siriano i civili e combattenti curdi anti-Isis si trovano sotto attacco, questa volta di Turchia e jihadisti. Uiki Onlus, l’ufficio del Kurdistan in Italia, ha lanciato un appello dopo l’inascoltato cessate-il-fuoco dell’Onu: “una città ora è sul punto di essere distrutta dal secondo esercito più grande della Nato che è dotato delle armi più sofisticate prodotte da diversi paesi. Questo attacco viene legittimato diffondendo un discorso propagandistico come se eserciti di due grandi Stati stessero combattendo l’uno contro l’altro”.

Ad Afrin comincia l’iniziativa degli scudi umani. “La popolazione della città di Afrin si rifiuta di abbandonare le proprie case – si legge nell’appello - e giura di resistere all’invasione. Nel momento in cui l’esercito turco insieme con le sue bande si è avvicinato nel raggio di 1 km al centro della città, i civili si sono mobilitati contro gli invasori. Diversi convogli di veicoli sono stati organizzati dagli abitanti e gli attivisti hanno fatto il giro della città per esortare tutti a unirsi allo di scudo umano. Durante i 52 giorni degli attacchi, l’esercito invasore ha ucciso più di 290 civili. Un attacco genocida davanti agli occhi dell'umanità”.

“Chiediamo al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite di intervenire per fermare l’invasione turca di Afrin – conclude l’appello d Uiki Onlus - e facciamo appello affinché si batta in difesa della Risoluzione 2401, per non lasciare che il regime turco venga meno alle responsabilità per le proprie azioni nella regione di Afrin, Siria”.

In questa corsa contro il tempo diventa fondamentale l’attuazione di una tregua, attivare una no fly zone per evitare nuovi bombardamenti e favorire il passaggio di aiuti umanitari, ad Afrin come nel Ghouta. Su questo la comunità internazionale è chiamata per non lasciare la Siria nel baratro di un genocidio.

 

L'ultima modifica Lunedì, 12 Marzo 2018 16:50
Redazione

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