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Martedì, 17 Luglio 2018

"IL MONDO È IN GUERRA": LA TAVOLA DELLA PACE CHIAMA ALLA MOBILITAZIONE In primo piano

Scritto da  Redazione Apr 16, 2018

“La notte in cui la Siria è stata colpita dai missili americani, inglesi e francesi alcuni hanno brindato. Molti altri hanno avuto paura. Le guerre che si stanno combattendo in Siria e in Medio Oriente minacciano di estendersi e di gettare il mondo nel caos più profondo”. Inizia così la lettera-appello di Flavio Lotti, coordinatore della Tavola della Pace.

E continua: “il giorno dopo molti minimizzano: ‘E' stato solo un atto dimostrativo!’. Così la guerra e gli orrori possono continuare e noi possiamo ritornare ad occuparci delle nostre faccende quotidiane. Eppure così ci stiamo giocando quel che resta della pace. Missile dopo missile, bomba dopo bomba, ritorsione dopo ritorsione si degradano le relazioni internazionali, si riducono gli spazi e gli strumenti di iniziativa, si rafforzano i signori della guerra, si moltiplicano i lutti e le sofferenze.

Chi guarda in faccia questa realtà viene chiamato “pacifista”, ma è solo “un altro modo per silenziare ogni voce responsabile.” “Il mondo è in guerra – aggiunge Lotti - ma noi ci lasciamo cullare dall’illusione della pace. Non abbiamo più fiducia in niente e nessuno, ma confidiamo che “qualcuno” ci possa tenere lontano dall’inferno. Non crediamo nella pace, ma pensiamo di poterne godere i frutti per sempre. Ripudiamo la guerra ma restiamo sempre disposti a farla. Per questo continuiamo a spendere moltissimo per la guerra e quasi niente per la pace”.

Secondo Lotti “vogliamo la pace ma solo per noi stessi”. Per questo siamo “disponibili” anche a fare la guerra. “Meglio, per la verità, se qualcuno la fa al posto nostro, senza coinvolgerci direttamente, senza rovinare la nostra immagine di persone perbene, educate, civili, rispettose”

Ma per il coordinatore della Tavola della Pace “così non funziona”. Il mondo è sempre più interconnesso e interdipendente. “Lo sono le nostre vite, le nostre economie, i nostri ambienti. Nel bene e nel male. Non abbiamo alcuna possibilità di sfuggire alle conseguenze delle nostre decisioni. Non ci sono solo le guerre. Crisi economica, cambiamento climatico, disuguaglianze, ingiustizie e migrazioni non ci lasciano molto tempo. Quello degli auspici è finito. Ci resta solo il tempo dell’azione”.

“Contro i venti di guerra che soffiano da ogni parte del mondo – conclude Lotti - dobbiamo generare un nuovo movimento di pacefatto di persone che la vogliono per davvero. Persone che ci credono e, siccome ci credono, ci lavorano. Non sarà facile, ma ci dobbiamo provare”.

L'ultima modifica Lunedì, 16 Aprile 2018 15:24
Redazione

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