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Sabato, 16 Dicembre 2017

VESUVIO, ARRIVO 7 MILIONI DOPO I ROGHI: I DUBBI DEL GEOLOGO In primo piano

Scritto da  Redazione Ott 04, 2017

Qual è il destino del Vesuvio dopo il grande rogo di luglio? Sembra già dimenticata quell’immagine e il terrore delle popolazioni lungo il perimetro vesuviano assediato dalla fiamme. A settembre è arrivato l’annuncio: “sette milioni di euro per difendere il territorio, creare infrastrutture sostenibili a tutela della biodiversità e per supportare la filiera turistica”.

Un pacchetto di interventi ordinari e straordinari che contiene, per il triennio 2018-2020, investimenti su tre assi di sviluppo. Bonifica e recupero delle aree percorse dal fuoco nel luglio 2017. Riqualificazione dell’intera rete sentieristica e messa in connessione di tutti i percorsi che attraversano i 13 Comuni del Parco. Attuazione di progetti di accessibilità a basso impatto ambientale per le salite al Gran Cono del versante boschese ed ercolanese, con l’identificazione di porte di accesso che fungano da punti di informazione e formazione per i visitatori dell’area protetta. Agostino Casillo, presidente Ente Parco: “il nostro obiettivo è operare nell’immediato nelle aree interessate dagli incendi del luglio scorso, con un progetto di rinaturalizzazione delle zone più gravemente colpite”.

Il geologo: perché i soldi solo dopo gli incendi?

Sull’arrivo di queste risorse parla il geologo Franco Ortolani, tra i primi a denunciare il rischio idrogeologico post-incendio e la gravità dei roghi di luglio:

“I boschi del Vesuvio sacrificati al “do ut des” nel senso che se non fossero stati sacrificati e criminalmente bruciati non sarebbero stati erogati i sette milioni di euro? Ma allora conviene conservare intatta la natura o bruciarla? Conservare e tutelare non rende? Incenerire si? Sette milioni di euro serviranno a realizzare interventi vari necessari se ben fatti, sia ben chiaro, si spera”. “Qualche impresa dovrà essere incaricata di eseguire i lavori, naturalmente. Lavori che non si sarebbero fatti se non ci fosse stato l’incendio? Non si sa ancora se le indagini hanno consentito di comprendere come mai improvvisamente gli incendi sono stati appiccati sapientemente in punti strategici dei boschi tutto attorno al Somma Vesuvio: è stato un caso o è stato un piano criminale? Se l’incendio è stato progettato sarà scaturito da una “idea” criminale. Quale può essere? Vendetta contro chi non si dimostrato riconoscente, ad esempio. Vendetta contro vicini antipatici. Godere della vista notturna del fuoco che distrugge i boschi”.

“Gli investigatori chiariranno se non lo hanno già fatto. Che siano fuochi spontanei è da escludere. Fin dai primi giorni dell’incendio di luglio sorse il sospetto che l’incendio servisse a fare qualcosa nel dopo incendio. Ora che siamo nel dopo incendio il “da fare” è arrivato, o meglio sono arrivati i soldi pubblici. Bene occhi aperti. I progetti che interessano il Parco sono di interesse pubblico e devono essere ben fatti, duraturi e utili. Le idee di progetto non possono essere discusse solo nelle quattro mura della direzione del Parco: devono essere messi a conoscenza dei cittadini prima che siano approvati”.

“Il Parco è un bene comune e la sicurezza idrogeologica è di primaria importanza: tutte le competenze devono essere valorizzate e non solo quelle convocate dalla direzione del Parco. Ricordo che avevamo segnalato che il rischio idrogeologico dopo gli incendi sarebbe aumentato mentre ancora bruciavano i boschi. Ci fa piacere che dopo gli incendi criminali spunti il "grande progetto Vesuvio"! Vuol dire che le ceneri hanno fatto "nascere" rapidamente quei finanziamenti che un Grande Parco deve avere a disposizione. Si ricordi che il Parco del Vesuvio deve essere un grande Parco! E che i soldi pubblici del Grande Progetto Vesuvio potranno essere definiti tali solo se contribuiranno trasparentemente a rendere grande e sicuro come non lo è e non lo era il Parco del Vesuvio! Per ora sono denaro pubblico per realizzare interventi nel Parco innescati dall’incendio criminale di luglio 2017. Bene. Si ribadisce che è preoccupante che per avere finanziamenti per un Parco Naturale Nazionale, che è un monumento della natura unico al mondo e famoso in tutto il mondo da secoli, ci vogliono le ceneri. Non deve essere necessario ricorrere agli incendi del secolo per poi…dopo le ceneri “salvare” la ex natura".

 

 

 

 

 

L'ultima modifica Mercoledì, 04 Ottobre 2017 12:21
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