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Mercoledì, 18 Luglio 2018

AMBIENTE E SALUTE, IN CAMPANIA TORNANO IN PIAZZA I COMITATI STOP BIOCIDIO In primo piano

Scritto da  Giuseppe Manzo Mar 14, 2018

Tornano in piazza i comitati campani in difesa di ambiente e salute. L’appello lanciato dalla Rete Stop Biocidio chiama una grande manifestazione sabato 24 marzo a Napoli. Dopo i roghi del luglio 2017 riprende la mobilitazione alla luce dell’inchiesta giornalistica di fanpage.it che a febbraio ha scatenato polemiche per la perquisizione della redazione e l'indagine a carico di due giornalisti della testata.

Al momento non è giunta alcune conseguenza giudiziaria e ci sono indagini in corso, ma le immagini di presunte tangenti da contrattare ha fatto riesplodere la rabbia che si riversa, soprattutto, contro l’attuale presidente della Regione Vincenzo De Luca. Lo stesso governatore ha ingaggiato uno scontro verbale molto acceso con i giornalisti e gli stessi comitati che lo hanno contestato con il lancio di sacchetti di spazzatura durante l’inaugurazione del reparto maternità dell’ospedale di Pozzuoli alcuni giorni fa. L’altro dito puntato è anche verso Fratelli d’Italia, partito all’opposizione, con il suo esponente indagato dalla Procura Luciano Passariello che è protagonista della prima puntata e che ha annunciato querela “a tutto il mondo”.

In questo clima i comitati stanno organizzando la manifestazione che “è l'ultimo capitolo di una storia lunga – scrivono nell’appello - quella dei poteri forti che hanno massacrato la nostra regione, accordandosi con le ecomafie e coprendo i loro crimini con il peggio della retorica razzista antimeridionale; quella che negli anni passati ha provato a convincerci che i tassi di mortalità per tumori della nostra regione dipendeva dai nostri stili di vita, dal sottosviluppo della nostra agricoltura, dalla nostra natura di lazzari e straccioni”.

“Avevamo ragione quando dicevamo – aggiungono - che l'esercito, le leggi speciali, i commissariamenti servivano unicamente a sottrarre la nostra terra dal controllo popolare, dalla possibilità per la gente di vigilare su quanto accadeva e poter immediatamente denunciare gli abusi che venivano perpetrati”.

Quella della “terra dei fuochi” e della questione ambientale in Campania è una ferita apertissima, mai chiusa dalle maggioranze politiche che si sono alternate in Regione e al Governo nazionale. Una ferita immortalata anche al Festival di Venezia con il film Veleno. Nonostante gli studi confermino la relazione tra patologie e inquinamento (ultimo quello canadese sulla mutazione del Dna) e i continui sequestri di aree dove si interrano rifiuti tossici e speciali si lanciano accuse di allarmismo, sventolando la questione degli “stili di vita”. Gli interessi ancora in gioco puntano, spesso, sulla confusione e sulla minimizzazione del fenomeno che ormai è un problema nazionale e coinvolge molte regioni, compreso il Nord.

Roghi, sversamenti illegali e rifiuti tossici sono parte di uno stesso ciclo produttivo che muove interessi enormi. Alcuni di questi portarono alla condanna a morte della giornalista Ilaria Alpi e del suo cameraman Miran Hrovatin il 20 marzo del 1994 in Somalia: Ilaria indagava su un traffico di rifiuti tossici e sulla loro morte non c'è ancora una verità giudiziaria. 

 

L'ultima modifica Mercoledì, 14 Marzo 2018 14:48
Giuseppe Manzo

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