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Giovedì, 19 Ottobre 2017

COOPERAZIONE E CULTURA: OCCASIONE DI INNOVAZIONE E SVILUPPO

Scritto da  Giuseppe Manzo Feb 10, 2016

Il dibattito e le proposte al seminario "Europa della cultura: le industri culturali e creative come elemento di innovazione, sviluppo territoriale, inclusione sociale" che – organizzato dal coordinamento Cultura, Turismo e Comunicazione presieduto da Roberto Calari in collaborazione con l'Ufficio Relazioni internazionali e politiche europee diretto da Stefania Marcone – si è svolto mercoledì scorso a Roma. 

 

Da una parte la disoccupazione giovanile, che resta superiore al 40%, e che interessa tanti laureati. Dall'altra il più grande patrimonio storico e culturale a livello mondiale che non sappiamo, però, valorizzare: nel settore del turismo culturale siamo dietro agli altri principali paesi europei. "Noi vogliamo contribuire a far incontrare questi due problemi, per trasformarli in un elemento di ricchezza per il nostro Paese, un volano per costruire un futuro migliore".

Lo ha spiegato il presidente di Legacoop Mauro Lusetti intervenendo al seminario "Europa della cultura: le industri culturali e creative come elemento di innovazione, sviluppo territoriale, inclusione sociale" che – organizzato dal coordinamento Cultura, Turismo e Comunicazione presieduto da Roberto Calari in collaborazione con l'Ufficio Relazioni internazionali e politiche europee diretto da Stefania Marcone – si è svolto mercoledì scorso a Roma.

"In Italia – ha spiegato Lusetti – abbiamo il più grande patrimonio storico e culturale a livello mondiale con 3.430 musei, 2.100 parchi e aree ecologiche, 47 siti Unesco. Ma non lo sappiamo valorizzare: nel turismo culturale facciamo peggio di Regno Unito, Germania, Francia e Spagna. Oggi abbiamo ascoltato le storie di alcune nostre cooperative che in questi anni hanno saputo valorizzare questo patrimonio dando lavoro di qualità a tanti giovani".

Hanno presentato la propria esperienza realtà molto diverse tra loro. Si va da Open Group che a Bologna riunisce 350 soci e dà lavoro a 480 persone occupandosi di comunicazione, dipendenze e disabili, ovvero di cultura e sociale insieme, fino alla cooperativa Trenta e Lode che realizza e distribuisce cartine sui territori o alla cooperativa Archeologia che lavora in Italia ma ancora di più all'estero, dal Tempio della Concordia di Agrigento alla Fortezza di San Pietroburgo passando per il Palazzo di Erode il Grande in Giordania.

Particolare il caso di Cooperare con Libera Terra, cui aderiscono 70 soci tra cooperative e articolazioni di Legacoop, che accompagna progetti d'impresa in forma cooperativa per gestire beni immobili e patrimoni aziendali confiscati in collaborazione con Libera e in ambiti che spesso sono vicini a cultura e turismo. Esperienze diverse, da cui sono emerse sollecitazioni, domande e richieste per sostenere la nascita di nuove realtà e aiutare lo sviluppo di quelle esistenti.

"Una sfida – ha spiegato Alessandro De Bonis di Sama Scavi Archeologici – è rendere l'accesso alla progettazione più semplice per le giovani realtà cooperative. L'associazione di rappresentanza – ha proposto – potrebbe svolgere il ruolo di cerniera, facilitando il networking di tutte le realtà che concorrono alla progettazione europea". "Quali strumenti – si è chiesta Lidia Cattini della cooperativa Mandragola – possono mettere in rete con altri Paesi europei un'esperienza come la nostra?"

Alcuni spunti di risposta sono arrivati nel corso del seminario, grazie agli interventi di ICE, Invitalia, Università di Ferrara e di un esperto in programmazione europea (per avere slide degli interventi scrivere a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.). Sono quattro, ad esempio, i programmi settoriali UE per la Cultura: Europa per i cittadini con azioni a favore della società civile, Erasmus Plus per le mobilità dei giovani, Cosme per il sostegno al turismo e Europa Creativa per il sostegno alla mobilità transnazionale e al settore audiovisivo. Programma per partecipare ai quali sono necessarie alcune caratteristiche, quali la durata pluriennale, le attività non localistiche, cofinanziamento e partnership, partecipazione pubblico-privato.

Un fronte tutt'altro che proibitivo per le nostre realtà: nel 2014 nel programma Horizon 2020 – SC6 l'Italia è risultata, infatti, prima come coordinatori vincitori e seconda come coordinatori e partner vincitori, portando a casa l'11,34% del budget, con un incremento di circa il 40% sulla media 2007-2013. "E su questo fronte la cooperazione, già presente con esperienze significative – ha concluso Lusetti – può davvero dire la sua e dare una mano a costruire, anche con la cultura, un futuro migliore per i giovani e per tutto il Paese".

Redazione

@nelpaeseit

Giuseppe Manzo

Giuseppe Manzo

Giornalista, Direttore nelpaese.it

Sito web nelpaese.it

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