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Mercoledì, 18 Ottobre 2017

RIVOLUZIONE CULTURALE CONTRO LA CAMORRA

Scritto da  Giuseppe Manzo Ott 09, 2012

"Contro la camorra è necessaria una rivoluzione culturale". Parla il giornalista e scrittore napoletano Pietro Nardiello, Premio alla Carriera per il suo impegno civile. Con Nardiello si inaugura la rubrica "Scrittori antimafia". 

 

RUBRICA - SCRITTORI ANTIMAFIA

"Contro la camorra è necessaria una rivoluzione culturale"

Parla il giornalista e scrittore napoletano Pietro Nardiello, Premio alla Carriera per il suo impegno civile

 

“Per contrastare la camorra è necessaria una rivoluzione culturale”. Parola di Pietro Nardiello. Il giornalista napoletano, già autore di un racconto all’interno dell’antologia antimafia “Strozzateci tutti”, ritorna in libreria con il volume “Il Festival a casa del boss” (Phoebus Edizioni, 2012, p. 240, 13 euro), tra le opere premiate “per meriti sociali e culturali verso le future generazione” all’Olimpiade dell’arte e della scienza, il Premio alla Carriera fondato dalla poetessa Tina Piccolo.

 

Il libro è un tributo al Festival dell’Impegno Civile, l’unica rassegna italiana interamente realizzata nei beni confiscati alla criminalità organizzata, di cui tu stesso sei stato l’ideatore quattro anni fa. Perché questa scelta?

Raccontare è una necessità, era già dentro di me nella scrittura del progetto. In realtà il libro parte dal Festival, voluto dal Comitato don Peppe Diana e ispirato dalle proposte del sacerdote assassinato a Casal di Principe, ma racconta un percorso. I retroscena, le difficoltà, le speranze, i piccoli passi quotidiani per realizzare una rassegna dove non vi sono teatri o luoghi di aggregazione, dove anche il disordine urbanistico rappresenta un simbolo di onnipotenza del crimine organizzato. Nel racconto sono anche raccolte le interviste realizzate da giornalisti a magistrati, giudici, artisti, sacerdoti e sociologi, che hanno partecipato in questi anni al Festival. Il libro diventa, soprattutto, l’opportunità per offrire uno sguardo sui territori, sull’attualità e su quei temi su cui è necessario confrontarsi per costruire un futuro diverso dove l’arma principale per sconfiggere l’illegalità è la cultura.

 

Perché, secondo te, il fatto di promuovere una festa itinerante sui beni confiscati alla camorra può avere un valore “rivoluzionario”?

Già il fatto di organizzare una festa, con spettacoli di teatro, di musica, incontri di letteratura e dibatti sui temi della legalità, dell’antimafia, della politica, della cultura, dell’impegno civile, “a casa del boss” è una vittoria innanzitutto culturale, ma anche psicologia, fisica, concreta, reale. Il libro è il racconto di una utopia concreta, del riscatto culturale di tutti i nostri non luoghi. Parliamo di posti in cui non ci sono spazi di aggregazione: è proprio qui che bisogna far rivivere il messaggio di don Peppe Diana “Usciamo dalle sagrestie e andiamo tra la gente”.

 

Perché hai deciso di devolvere i diritti d’autore in beneficenza all’associazione Resistenza Anticamorra di Scampia?

Credo che l’impegno civile sia una cosa che si fa col cuore, non un lavoro. Da qui la decisione di contribuire alla causa dell’associazione Resistenza Anticamorra, che da quattro anni sta tentando di aprire un ristorante pizzeria “sociale” a Scampia, all’interno di una scuola abbandonata che si trova praticamente di fronte alla “casa dei puffi”, in cui tra l’altro verrebbero impiegati ragazzi minorenni in attesa di giudizio. Sono fermamente convito che debba avere più visibilità un’azione del genere che un omicidio di camorra, per dimostrare che sì, le istituzioni vogliono cambiare. In questo c’è una grande responsabilità dei media, sempre pronti a raccontare guerre tra clan per il controllo del territorio e fatti di sangue, ma non a valorizzare le esperienze positive che le associazioni realizzano in questi quartieri.

 

Progetti per il futuro?

Pubblicherò a breve un racconto su un campeggio distrutto da un’alluvione. Per il momento mi dedico a portare in giro il racconto del Festival. Prossima tappa: Salerno, venerdì 18 ottobre ore 20.

 

Maria Nocerino

Giuseppe Manzo

Giuseppe Manzo

Giornalista, Direttore nelpaese.it

Sito web nelpaese.it

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