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Sabato, 25 Novembre 2017

A TEATRO ARRIVA LA BERLINO DEL "MURO" CON "NESSUNA VOCE DENTRO" In primo piano

Scritto da  Redazione Ott 30, 2017

Un viaggio d’iniziazione nella tumultuosa Berlino del Muro e delle case occupate, dalla strada al palco, dal palco alla strada attraverso il racconto di un percorso esistenziale, quasi che ogni canzone possa dissolversi in un brano teatrale. Giovedì 2 novembre, alle ore 21.45, ad Europa Teatri (Via Oradour 14, Parma), nell’ambito della XI edizione della rassegna ‘Il Rumore del Lutto’, ospite d’eccezione sarà Massimo Zamboni con “Nessuna voce dentro. Berlino millenovecentottantuno”, insieme a Angela Baraldi e Cristiano Roversi, collaborazione regia e drammaturgia Mariano Dammacco, fonica e luci Simone Filippi. La serata è realizzata in collaborazione con Europa Teatri e Fare bis Fare e con il sostegno di COF Consorzio Onoranze Funebri Parmense.

È il 1981: Massimo Zamboni ha 24 anni e più che scappare dalla provincia emiliana è alla ricerca di un indefinito sé. Berlino, in quella lunga estate, è una città di giovani e di musica, di voglia di futuro, di case occupate: un mix irripetibile di intensità e fragilità. Poi c’è il Muro che entra in scena sommessamente, quasi soffocato dalla vitalità dell’esperienza cittadina, per poi impadronirsi dello spazio e del senso rivelandosi come autentico coprotagonista del racconto. Nella girandola di situazioni, tra i giorni a servire ai tavoli di un ristorante italiano e le notti a inseguire il sogno più underground, si fa strada la consapevolezza che sia pressoché impossibile uscire dal proprio guscio identitario.

La riduzione teatrale del libro “Nessuna voce dentro”, uscito per Einaudi il maggio scorso, mette in scena quella Berlino, grazie alle parole del libro e alle canzoni di un'epoca in cui la musica viveva di piena identificazione con la vita e la storia: Lou Reed, Jim Morrison, DAF, Fehlfarben, Nico, Einsturzende Neubauten, Kim Carnes. Perfette colonne sonore per tutti coloro che agli inizi degli anni '80 andavano a Berlino con la stessa intensità con cui gli eroi di Allen Ginsberg “andavano a Denver, morivano a Denver, ritornavano a Denver e aspettavano invano.” L’uomo è condannato alla storia e la Berlino di oggi sente la mancanza di quei suoi eroi perduti.

Ingresso gratuito fino ad esaurimento posti.

 

L'ultima modifica Lunedì, 30 Ottobre 2017 15:21
Redazione

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