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Lunedì, 11 Dicembre 2017

TEATRO: A REGGIO EMILIA "IL MERAVIGLIOSO ORDINARIO" NEL NOME DI BASAGLIA In primo piano

Scritto da  Redazione Nov 27, 2017

Giovedì 30 novembre e venerdì 1 dicembre alle ore 20.30 (con un’anteprima per le scuole il 29 novembre alle ore 11.00), al Teatro Cavallerizza di Reggio Emilia, nell’ambito del Reggio Parma Festival 2017, Festina Lente Teatro presenta “Il meraviglioso ordinario”, progetto e regia di Andreina Garella, ambientazione Mario Fontanini. Un progetto realizzato in collaborazione con AUSL Dipartimento di Salute Mentale di Reggio Emilia, Scandiano e S. Polo, Regione Emilia-Romagna, Fondazione I TEATRI di Reggio Emilia, Associazione Sostegno e Zucchero.

Prossimi ai quarant’anni della legge Basaglia, una delle più grandi rivoluzioni sociali del nostro tempo, Festina Lente Teatro, impegnata dal 2002 a condurre un progetto di Laboratorio Teatrale rivolto a persone con fragilità e disagio psichico, in questo nuovo lavoro, sottolineando ancora una volta che la fragilità è una delle tante forme di stare al mondo, intende dare spazio ad altri modi di essere, aprire nuove strade di riflessione per liberare da stereotipi e luoghi comuni che tuttora accompagnano chi soffre di un qualsiasi disagio.

In scena un gruppo fuori dall’ordinario – composto da Stefano Barbieri, Elena Beltrami, Luciano Bertazzoni, Lorena Bianchini, Marco Cavalli, Giovanni Coli, Carmine Cirillo, Valeria Ferrari, Elia Ferri, Bruna Fogola, Enrico Franchi, Giampaolo Gualtieri, Caterina Iembo, Elena Manenti, Patrizia Marcuccio, Stefano Marzi, Antonia Prandi, Consuelo Tamburrino, Massimo Torri, Aurelio Vergai – che, con sensibilità e creatività, tra verità e finzione, contendono lo spazio scenico alle convenzioni sociali, alla prepotenza, all’egoismo, per liberarsi da imposizioni che imprigionano, per rendere straordinario l’ordinario. Un gruppo di straordinaria umanità, che amalgama dolore e piacere, caos e ordine, follia e normalità, in una continua alternanza di emozioni, e che trasforma la fatica del vivere in poesia.

Un gruppo di musicisti, la Banda di Quartiere diretta da Emanuele Reverberi, segue gli attori sulla scena diventando loro stessi protagonisti dello spazio. Non è una piccola ordinaria rivoluzione oggi riappropriarsi di tutto ciò che è considerato banale, dalla cura di noi stessi a quella degli altri?  Non è una piccola ordinaria rivoluzione recuperare lentezza, ascolto, empatia, portare dentro quello che prima era fuori e fuori quello che era dentro? Ne “Il meraviglioso ordinario” la vita autentica si impone alla forma e la vita irrompe sul palcoscenico, mettendo in crisi la finzione, con storie ordinarie, fatte di desideri, di passioni e di oggetti del fare quotidiano, simboli universali della nostra cultura.  

“Tentiamo di ritrovare stupore nelle cose comuni – scrive Andreina Garella -  nei ricordi, nei baci, dare loro un senso, raccontiamo le relazioni ordinarie e contraddittorie degli uomini. La sfida continua della vita, la fatica nel raggiungere un traguardo. Il fare e il disfare. Dov’è la nostra vita? Dov’è il nostro spazio?” È un teatro fatto di persone, attori fuori dagli schemi, capaci di trasformare la fatica del vivere in poesia e di offrirsi al pubblico con la sincerità del proprio corpo, dei propri movimenti, della propria voce. Un teatro di piccole grandi rivoluzioni.

“Cerco di mettere a disposizione del teatro ciò che in queste persone è sottile e impercettibile – continua la regista - credo e vedo che quello che ne scaturisce è “poesia dell’invisibile” dalle infinite e imprevedibili potenzialità. I loro corpi, che giocano, si sfidano, gareggiano, lottano, creano una drammaturgia di movimenti, fatta di gesti quotidiani, semplici, ripetuti con ritmi diversi. Corpi a volte pesanti o rallentati dalla cura, ma che, come per magia e con passione, riescono a prendere lo spazio, il tempo, le pause giuste per commuovere o far sorridere. Il mio non è un teatro terapeutico, il teatro non fa distinzioni di genere, è teatro e basta. L’acqua sicuramente disseta, il teatro sicuramente fa bene. Ma fa bene a tutti, a chi lo fa e a chi lo guarda”.

Festina Lente Teatro propone un teatro attento alla società, indicatore di eventi e cambiamenti che modificano il modo di essere, un teatro in cui impegno artistico e impegno civile permettono di non sfuggire dalla responsabilità del presente. La necessità del fare teatro è l’urgenza del dire, per creare relazioni, scambi, incontri, per resistere, difenderci da un mondo che spesso ci spaventa e spesso non riconosciamo. È un teatro “difficile”, che fa drammaturgia con i racconti di donne migranti, con le visioni poetiche dei matti, con le storie di donne indigene, con i disagi, con i razzismi e le discriminazioni. Raccoglie nella grande discarica dei valori ciò che quotidianamente viene dispensato dalle relazioni tra gli uomini, fino ad entrare nell’animo dello spettatore attraverso i difetti di fusione del suo sentire.

La Banda di Quartiere è un laboratorio musicale aperto e rivolto a musicisti principianti, 20 elementi coordinati dal maestro Emanuele Reverberi che affrontano un repertorio che tocca varie geografie e tradizioni musicali: dalla tradizione popolare emiliana, ai colori dei Balcani, alle luci della musica ebraica, restituendo il tutto in una personalissima versione.

 

 

Redazione

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