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Lunedì, 11 Dicembre 2017

IL TEATRO DELLA ARIETTE CHIUDE LA STAGIONE CON UN "MATRIMONIO D'INVERNO" teatro, cultura

IL TEATRO DELLA ARIETTE CHIUDE LA STAGIONE CON UN "MATRIMONIO D'INVERNO" In primo piano

Scritto da  Redazione Dic 05, 2017

Con “Matrimonio d'inverno” si chiude la Stagione 2017 del Teatro delle Ariette. Lo spettacolo, che ha debuttato nel febbraio 2010 proprio nella cucina di casa di Via Rio Marzatore 2781 e che mancava da un po' di tempo alle Ariette, ritorna venerdì 8 e sabato 9 dicembre alle ore 20 (e successivamente in scena, dal 13 al 17 dicembre, al Teatro Biblioteca Quarticciolo di Roma). Con l'arrivo del freddo e della neve, tornano i tortellini, il brodo, la salsa verde e soprattutto il diario, scritto durante un inverno di quasi 10 anni fa e ancora così attuale, tagliente come una lastra di ghiaccio e caldo come il fuoco del camino.

"Matrimonio d'inverno" è il diario della vita quotidiana di Paola Berselli e Stefano Pasquini, scritto durante l'inverno 2008-2009, dopo 20 anni di vita in campagna e 10 di teatro fatto in giro per l'Italia e l'Europa. Ma è anche il racconto del loro amore e dell'amore che li lega alle Ariette, ai campi e agli animali, agli amici e ai compagni di vita. Amore per il teatro, la cucina, l'agricoltura. Amore per il tempo che passa e trasforma la vita, i corpi, i pensieri e i sentimenti. 

È uno spettacolo intimo e delicato, fragile e sincero, fedele alla poetica e coerente con le scelte che la Compagnia ha fatto nel corso dei 20 anni di quella che definiscono la loro "seconda vita". 20 anni di esperienza quotidiana che li hanno portati in un territorio dove la solitudine è l'unica condizione esistenziale del loro stare di fronte alla natura. 

Soli e nello stesso tempo fratelli, dei sassi, delle bestie, dei fiori e del cielo. Granelli di sabbia e parte del tutto. Sposati alla vita ogni giorno, senza via di scampo, senza possibilità di separazione. 
Attorno al tavolo di "Matrimonio d'inverno", con Paola e Stefano, c'è Ferro, Maurizio Ferraresi,  estraneo alla loro esperienza di vita, ma in fondo l'unico amico che l'ha silenziosamente accompagnata, pur non sposandola, testimone di un matrimonio non suo. 

È la cucina della loro memoria, perché quel desiderio inappagabile di una condivisione impossibile si placa soltanto (e provvisoriamente) quando il pubblico arriva e si siede al tavolo e guarda aspettando qualcosa. In quel momento comincia la cerimonia del matrimonio d'inverno.

L'ultima modifica Martedì, 05 Dicembre 2017 16:38
Redazione

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