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Sabato, 16 Dicembre 2017

#INCAMPO: IL GIORNALE RADIO SOCIALE RACCONTA IL NON PROFIT AL VOTO

Scritto da  Giuseppe Manzo Gen 16, 2013

Per le elezioni 2013 è senza precedenti il numero dei candidati che vengono dal terzo settore, dal non profit e dalle organizzazioni sociali. Il Giornale Radio Sociale ha deciso di capire le ragioni della scelta e le reali possibilità di incidere nei rispettivi schieramenti politici: oggi parte #incampo, un ciclo di 8 puntate speciali fino al 20 febbraio. Intanto Banca Etica lancia il vademecum alle forze politiche sui temi della finanza e dell'economia. 

Perché tanti rappresentanti del Terzo settore e della società civile in campo per le prossime elezioni? Ritornano gli speciali del Giornale Radio Sociale. #InCampo – Il Terzo settore verso le elezioni è il titolo di un ciclo di otto puntate che il GRS dedica al voto e ai protagonisti dell’associazionismo, della cooperazione e delle organizzazioni sociali che hanno deciso di candidarsi negli schieramenti politici: a loro chiederemo di rispondere sui temi dell’economia sociale, del welfare, dei diritti, della cultura, dello sport per tutti e della lotta alle mafie.

Insieme ai candidati ogni puntata darà voce anche ai protagonisti delle organizzazioni di volontariato e della cooperazione sociale per aprire un dibattito vero sui contenuti. La prima puntata di #InCampo – Il Terzo settore verso le elezioni andrà in onda oggi  dalle 15 su RadioArticolo1 e a seguire sul sito del Giornale Radio Sociale. Ai microfoni: Stefano Milani  e Giuseppe Manzo (redazione economica del GRS) intervistano  Giulio Marcon, candidato con Sinistra Ecologia Libertà; Fabio Pipinato, candidato con Agenda Monti per l’Italia e Guido Saccardi, presidente di Coopselios.  #InCampo – Il Terzo settore verso le elezioni è un’iniziativa editoriale del Giornale Radio Sociale, realizzata in collaborazione con RadioArticolo1 e con l’Agenzia Area. Le otto puntate hanno una durata di 20 minuti ciascuna. Potete seguire la trasmissione anche su Facebook (www.facebook.com/giornaleradiosociale) e Twitter  (seguendo l’hashtag #incampo e leggere in tempo reale le dichiarazioni degli ospiti.

Banca Etica

E proprio in occasione degli ospiti che hanno esperienza nell'economia sociale e nel commercio equo solidale, Banca Etica lancia il vademecum alle forze politiche in campo.  Dalla Tobin tax ai piccoli risparmiatori passando per il contrasto dei paradisi fiscali: cinque domande ai candidati leader di tutti i partiti per capire cosa intendono fare in tema di finanza etica. Si chiama “Cambiamo la finanza per cambiare l’Italia” la campagna di sensibilizzazione lanciata oggi da Banca etica in vista delle prossime elezioni legislative. “L'Italia si avvia a nuove elezioni. Candidati, alleanze, volti nuovi e vecchi monopolizzano l'attenzione dei media. Il dibattito è – ancora una volta – focalizzato su chi prenderà il potere e su come intende suddividerlo - sottolinea Banca Etica -. Siamo convinti che le priorità che stanno a cuore al migliaia di persone e organizzazioni della società civile socie siano altre, a partire dal varo di misure che scoraggino la finanza speculativa a vantaggio di una finanza trasparente e al servizio della collettività e dell'occupazione”. 

 
Attraverso la piattaforma www.change.org soci, clienti, simpatizzanti e tutte i cittadini consapevoli e responsabili potranno firmare per porre alle forze politiche e ai principali leader, (tra cui Angelino Alfano, Pier Luigi Bersani, Beppe Grillo, Giuseppe Ingroia, Mario Monti e Nichi Vendola), 5 domande cruciali. La prima riguarda la Tobin Tax: intende migliorare l'attuale Tobin Tax al fine di arginare la finanza speculativa, i derivati e le transazioni giornaliere ultraveloci e di reperire risorse per welfare, ambiente  e cooperazione? Come?  La seconda, invece, ha al centro i cosiddetti “paradisi fiscali”:  Realizzerà misure per contrastare la fuga di capitali verso i paradisi fiscali? Si impegnerà per ridurre la presenza in tali Paesi delle società italiane controllate dal Tesoro? La terza domanda è sull’azionariato popolare: rivedrà la tassazione sui piccoli risparmi in modo da non penalizzare le esperienze di democrazia economica e azionariato diffuso? Per quanto riguarda etica e finanza i candidati dovranno spiegare se si impegneranno o meno per attuare la separazione tra banche commerciali al servizio dell'economia reale e istituti specializzati nel trading, così come auspicato da autorevoli commissioni indipendenti. E se introdurranno una definizione normativa della finanza etica e per favorire le attività ad essa correlate incluso il microcredito. Infine l’ultimo quesito si basa sugli accordi di Basilea: terrà conto del rapporto dell'Ue (Liikanen) che segnala il ruolo cruciale del sistema delle banche etiche e cooperative in risposta alla crisi? Chiederà una revisione degli accordi di Basilea affinché non penalizzino le banche etiche e cooperative e non ostacolino l'erogazione di credito a favore delle realtà del Terzo Settore?  
 
“Banca Etica rappresenta un'esperienza finanziaria efficace a sostegno dell'economia reale e del cambiamento sostenibile – spiega il presidente Ugo Biggeri - . Ci siamo impegnati per dimostrare che un sistema finanziario etico e trasparente non solo è possibile, ma ottiene risultati economici, sociali e ambientali migliori rispetto a quelli del sistema finanziario tradizionale. Crediamo che questa crisi sia stata generata in larga parte dalle distorsioni di una finanza sempre più lontana dai cittadini e dalle imprese che creano occupazione producendo beni e servizi utili. Una finanza speculativa cui la politica non ha saputo imporre regole trasparenti. Come tutti siamo chiamati a scegliere chi ci governerà, ma per farlo vogliamo sapere cosa i leader politici intendono fare sui temi della finanza: perché da qui dobbiamo ripartire per dare futuro al welfare, all'imprenditoria e all'occupazione in Italia”.

Redazione

Giuseppe Manzo

Giuseppe Manzo

Giornalista, Direttore nelpaese.it

Sito web nelpaese.it

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