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Domenica, 24 Giugno 2018

CROTONE, ORDINANZA "ANTI GIOVANI". LE ASSOCIAZIONI: "NO AL CAPRO ESPIATORIO" In primo piano

Scritto da  Redazione Mag 18, 2018

È di pochi giorni addietro l’ordinanza emessa dal Sindaco del Comune di Crotone con cui l’amministrazione comunale intende tutelare il decoro cittadino “reprimendo le aggregazioni di giovani che consumano alimenti e bevande  sul suolo comunale e punendo i più deboli e sventurati”. Inizia così la lettera scritta da Legacoop Calabria, Arci, Libera, Uisp, Agorà Kroton, Kroton Community, Consorzio Jobel e Volontari di strada del comune calabrese.

“L’ordinanza, di fatto – è scritto nella lettera consta di una serie di divieti che appaiono indirizzati da un lato, ai giovani del territorio che, come naturalmente e ovunque accade, spesso si ritrovano per trascorrere un po’ di tempo all’aperto con i propri coetanei e, dall’altro,  a coloro che oggi versano in situazioni di estremo disagio e che per sopravvivere sono costretti a mendicare, non essendo in condizione di provvedere autonomamente alla propria sussistenza, oppure a sostare in alcune zone della città semplicemente perché non sono state previste adeguate politiche di accoglienza, sostegno ed inclusione sociale”.

“Evidentemente – prosegue - si ritiene che le problematiche connesse al decoro urbano di Crotone, che da tempo deturpano la città, possano essere risolte con provvedimenti di questa natura che, oltre a limitare le libertà dei cittadini, non pare possano dare risultati concreti”. La linea scelta dall’amministrazione comunale, “oltre che poco efficace, pare individuare nella repressione l’unica modalità idonea per la risoluzione dei problemi individuati, con ciò evidenziando anche una scarsa capacità di lettura dei fenomeni sociali che si manifestano nel nostro territorio”.

“Sarebbe più utile che – aggiungono i firmatari - l’amministrazione comunale mettesse in campo gli strumenti necessari a costruire processi di condivisione degli spazi pubblici, anche attraverso il  coinvolgimento dei giovani sui temi della valorizzazione dei beni comuni e della tutela ambientale e promuovendo politiche attive per una migliore inclusione sociale attraverso la strutturazione di servizi adeguati. Inoltre appare evidente che l’intero impianto dell’ordinanza, come ad esempio la previsione di sanzioni pecuniarie che dovrebbero essere applicate nei confronti di chi fatica a sopravvivere, ha un sentore fortemente ideologico che, alimentando le paure verso il diverso, indirizza l’opinione pubblica verso l’individuazione di un facile capro espiatorio anziché affrontare la complessità dei problemi, di ben maggiore rilevanza, che affliggono il nostro territorio”.

“Riteniamo – conclude la missiva - necessario evitare qualsiasi comportamento o, peggio ancora, ogni decisione istituzionale che possa contribuire a far crescere un sentimento di odio e razzismo che rischia di compromettere, come in parte già accade, l’opportunità di uno sviluppo comunitario basato sulla tutela dei diritti civili e pienamente democratico”.

 

 

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